04/16/2026 | Press release | Distributed by Public on 04/16/2026 05:09
(Arv) Venezia, 16 aprile 2026
"Abbiamo depositato oggi un'interrogazione per chiedere alla Giunta regionale del Veneto di farsi parte nel far luce sulla vicenda della ragazza di ventiquattro anni, originaria di Bologna e residente in Veneto che ha denunciato nei giorni scorsi nei social la sua situazione di rischio. La giovane ha espresso pubblicamente un grave sentimento di paura per la propria incolumità dopo essere stata informata dalle Forze dell'Ordine dell'imminente scarcerazione dell'ex compagno, già condannato per maltrattamenti, lesioni e stalking, la cui pena è stata ridotta rispetto ai sei anni e tre mesi originari". Con queste parole il gruppo consiliare del Partito Democratico, Giovanni Manildo, Antonio Marco Dalla Pozza, Anna Maria Bigon, Alessandro Del Bianco, Paolo Galeano, Chiara Luisetto, Andrea Micalizzi, Jonatan Montanariello, Monica Sambo e Gianpaolo Trevisi che aggiungono: "L'atto ispettivo intende verificare se la Regione sia a conoscenza del caso e se, nell'ambito delle proprie competenze, sia stato acquisito il quadro dei presupposti giuridici e delle motivazioni che hanno determinato la cessazione della misura restrittiva per un soggetto che ha già mostrato pericolosità sociale".
"Questa iniziativa nasce in stretto coordinamento con la collega Marcella Zappaterra, che ha presentato un atto analogo al Consiglio regionale dell'Emilia-Romagna, proprio perché la sicurezza di questa giovane cittadina bolognese residente in Veneto deve essere una priorità istituzionale condivisa - dichiara la consigliera Chiara Luisetto prima firmataria dell'interrogazione -. Chiediamo alla Regione di verificare che ogni passaggio istruttorio a tutela della vittima sia stato compiuto correttamente". "Attraverso l'interrogazione, - dichiara il Gruppo Pd - sollecitiamo la Giunta a verificare se, in raccordo con le autorità competenti, sia stato svolto in modo tempestivo ed effettivo tutto il percorso valutativo necessario ad accertare il rischio di recidiva e la pericolosità sociale del soggetto, nonché l'adeguatezza delle misure di protezione previste dall'ordinamento". "Abbiamo necessità di capire - proseguono i consiglieri - quali iniziative l'amministrazione regionale intenda assumere nelle sedi istituzionali preposte per il pieno accertamento dei fatti, valutando anche l'attivazione degli organismi parlamentari d'inchiesta sul femminicidio e sulla violenza di genere, esercitando il proprio ruolo di vigilanza e raccordo affinché le tutele per chi risiede nel Veneto siano reali ed efficaci, evitando che le segnalazioni di pericolo attuale e imminente espresse dalla vittima restino un grido di aiuto inascoltato", concludono i consiglieri.