07/03/2026 | Press release | Distributed by Public on 07/03/2026 09:18
Approfondimento a cura del Coordinamento tematico sulla pena di morte. Per restare aggiornato iscriviti alla newsletter. Per consultare i numeri precedenti clicca qui.
Le autorità iraniane continuano a usare il pretesto di quelle che chiamano "condizioni del tempo di guerra" per intensificare la repressione del dissenso attraverso arresti arbitrari di massa, procedimenti giudiziari velocizzati e gravemente iniqui, esecuzioni politiche, pesanti condanne al carcere e confische di proprietà personali. Da quando Usa e Israele, il 28 febbraio 2026, hanno lanciato l'attacco militare illegale, oltre 6mila persone sono state arbitrariamente arrestate e decine i detenuti per motivi politici sono stati messi a morte: almeno 42, secondo i dati aggiornati alla metà di giugno di Amnesty International Iran che ha denunciato il rischio di esecuzione che corrono altri cinque dissidenti politici - Masoud Jamei, Alireza Mardasi, Reza Abdali, Farshad Etemadi Far e Hassan Maslavi - appartenenti alla minoranza araba di Ahwaz e detenuti nel carcere di Sheiban ad Ahvaz. I cinque sono stati condannati al termine di processi iniqui per i loro legami ad organizzazione fuorilegge per le autorità iraniane. Complessivamente, nei primi sei mesi del 2026 sarebbero oltre 800 le persone messe a morte per crimini di droga e omicidio quali reati più ricorrenti nelle condanne capitali. Hengaw, organizzazione per i diritti umani, denuncia l'esecuzione anche di due donne, il 7 giugno scorso a Qazvin, Asieh Farahmand e Zeinab Zarini, condannate in un processo congiunto per l'omicidio dell'uomo a cui erano entrambe sposate. Sale a 15 il numero di donne messe a morte nel 2026, secondo il Comitato delle Donne del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana.