08/25/2026 | News release | Distributed by Public on 08/25/2026 05:56
La decima campagna consecutiva del Programma di ricerca in Artico HIGH NORTH, coordinato scientificamente e tecnicamente dall'Istituto Idrografico della Marina (IIM), si è svolta dal 18 luglio al 16 agosto 2026 con Nave Alliance, unità della Marina Militare battente bandiera italiana, di proprietà della NATO, con partenza e rientro a Tromsø. La spedizione è stata condotta con il NATO STO Centre for Maritime Research and Experimentation (CMRE), integrando le attività HIGH NORTH26 con quelle dell'Arctic Climate Observatory 2026 (ACO26). Il Programma, avviato nel 2017 dalla Marina Militare, costituisce un modello consolidato di cooperazione scientifica e offre agli Enti di ricerca nazionali l'opportunità di svolgere attività in mare congiuntamente all'IIM in ambiente Artico.
L'attività 2026 si è concentrata principalmente ad ovest e nord dell'arcipelago delle Svalbard, con l'obiettivo di integrare osservazioni "dal satellite al fondale". La campagna ha consentito di acquisire nuovi dati sulla morfologia del fondale, sulla colonna d'acqua, sulla circolazione oceanica e sul ghiaccio marino. In particolare, sono stati mappati circa 5.900 km² di fondale, portando a oltre 31.800 km² l'area complessivamente mappata nelle dieci campagne HIGH NORTH (l'equivalente di poco più della superficie della Sicilia). I rilievi hanno interessato, tra le altre, l'area del Molloy Hole e i settori a nord e nord-est delle Svalbard. I dati batimetrici acquisiti contribuiscono alla sicurezza della navigazione e verranno condivisi con il Norwegian Hydrographic Service e con i principali programmi internazionali di mappatura dei fondali, GEBCO/IBCAO e Seabed 2030.
Particolare rilievo ha assunto la cooperazione scientifica. Con il CMRE sono state svolte attività di manutenzione e riposizionamento di sistemi osservativi profondi (cd mooring) destinati al monitoraggio nel tempo delle caratteristiche fisiche delle acque artiche. La collaborazione con CNR-ISP ha inoltre consentito di posizionare un sistema autonomo (boa ARGO) capace di immergersi e riemergere periodicamente, trasmettendo via satellite i dati raccolti. La collaborazione pluriennale con ENEA ha inoltre consentito di effettuare campionamenti d'acqua per lo studio dei radionuclidi, ripetendo osservazioni avviate dieci anni fa; l'Istituto Superiore di Sanità ha proseguito, per il quarto anno, le attività del progetto SeA Care sul monitoraggio di contaminanti di origine antropica negli ambienti marini remoti.
La cooperazione con e-GEOS/Telespazio, attraverso il progetto ARNACOSKY, ha permesso di utilizzare immagini satellitari COSMO-SkyMed sia a supporto della navigazione sia per lo studio e la caratterizzazione del ghiaccio. Le osservazioni satellitari sono state integrate con misure effettuate direttamente sul campo, campionamenti del ghiaccio e rilievi con drone, creando un collegamento diretto tra osservazione remota e dati acquisiti in situ. Questo approccio assume particolare interesse anche in prospettiva dello sviluppo di strumenti sempre più efficaci per la pianificazione e la sicurezza della navigazione nelle regioni polari.
HIGH NORTH26 ha confermato inoltre la dimensione formativa del Programma: alla campagna hanno partecipato cinque frequentatori, militari e civili, del Master di II livello in Geomatica Marina dell'Università di Genova, finalizzato al riconoscimento professionale FIG/IHO/ICA Category A Hydrographic Surveyor. La presenza di giovani specialisti a bordo consente di affiancare alla ricerca e all'osservazione dell'Artico la formazione sul campo della futura generazione di idrografi e ricercatori.
La campagna 2026 conferma, dopo dieci anni di attività senza interruzioni, la capacità del Programma HIGH NORTH di integrare ricerca scientifica, sicurezza della navigazione, osservazione ambientale e cooperazione internazionale. Il rapporto con la Norvegia riveste in tale quadro un'importanza particolare: Tromsø costituisce il punto di riferimento logistico delle campagne e la condivisione dei dati idrografici con il Norwegian Hydrographic Service rappresenta un contributo concreto dell'Italia alla conoscenza e alla sicurezza marittima dell'Artico. Forte è la collaborazione tra l'IIM ed il Norwegian Hydrographic Service nell'ambito della commissione idrografica della regione artica ARHC. I risultati acquisiti nel 2026 saranno oggetto di successiva elaborazione scientifica e potranno costituire la base per ulteriori approfondimenti e iniziative di cooperazione. Forte anche di questi risultati la Marina Militare continuerà, per il tramite dell'Istituto Idrografico, il proprio impegno in Artico confermando la propria presenza nel nuovo triennio di attività di ricerca, 2026-2028, congiuntamente ai partner scientifici nazionali ed internazionali, in linea anche con le più recenti indicazioni fornite dal Ministro della Difesa per il tramite del Comitato Interministeriale di Coordinamento per l'ambiente Artico, sub-Artico ed Antartico dello Stato Maggiore della Difesa.