National Center for Documentation and Analysis for Childhood and Adolescence of Italy

09/17/2026 | News release | Distributed by Public on 09/17/2026 06:53

Intelligenza artificiale e povertà educativa, report dell’Osservatorio #Conibambini

È online il report dell'Osservatorio #Conibambini sull'uso dell'intelligenza artificiale (IA) da parte di bambini e ragazzi. Un'analisi che si sofferma anche sulle disuguaglianze digitali, strettamente legate alla povertà educativa.

Alcune rilevazioni di Eurostat relative al 2025 citate nel documento mostrano come l'IA sia già entrata nelle abitudini quotidiane di una parte consistente degli adolescenti europei. Il 66,4% dei ragazzi di età compresa tra i 16 e i 19 anni nell'Ue ha dichiarato di aver utilizzato strumenti di intelligenza artificiale generativa nei tre mesi precedenti l'indagine. Ma ci sono forti differenze tra i vari Paesi europei: le percentuali più elevate si registrano in Estonia (89,3%), Grecia (85,1%) e Danimarca (83,1%), Paesi in cui oltre quattro adolescenti su cinque hanno fatto ricorso a questi strumenti nel periodo considerato; all'estremo opposto si collocano invece Romania (48,2%), Germania (51,5%) e Italia (51,9%). Il fenomeno, tuttavia, è in piena evoluzione e i dati sono destinati a crescere in tutto il mondo.

Tra i giovani che hanno dichiarato di aver usato l'IA generativa negli ultimi 3 mesi, il 50,5% ha affermato di averlo fatto per attività connesse al proprio percorso di istruzione. Una quota leggermente inferiore (43,8%) ha invece fatto ricorso a questi strumenti per scopi privati. Molto più contenuta la percentuale di chi li ha utilizzati per motivi professionali (9,1%).

Prendendo in considerazione gli utilizzi scolastici emergono differenze significative tra i Paesi europei: le percentuali più alte si rilevano in Estonia (75,5%), Malta (74,7%) e Portogallo (70,2%), mentre quelle più basse si registrano in Germania (20,9%), Romania (31,1%) e Finlandia (31,5%); l'Italia si colloca al quartultimo posto (41,1%). Per quanto riguarda gli usi privati, le quote più elevate si registrano in Grecia (75,3%), Cipro (75,2%) e Lituania (65,6%); all'estremo opposto si collocano invece Polonia (37,1%), Romania (36,2%) e Italia (24,2%).

«Nel complesso - si legge nel report -, i dati mostrano come il ricorso all'intelligenza artificiale generativa tra gli adolescenti italiani risulti ancora meno diffuso rispetto a quanto osservato in gran parte dell'Unione europea. Come già detto, si tratta tuttavia di un fenomeno in rapida trasformazione e destinato con ogni probabilità a crescere nei prossimi anni. Questa tendenza deve essere analizzata con un approccio scientifico, senza facili entusiasmi ma allo stesso tempo senza allarmismi».

Secondo quanto evidenziato dalla pubblicazione, l'8,6% dei giovani italiani che non utilizzano l'intelligenza artificiale dichiara di non sapere come usarla: si tratta di una quota superiore alla media dell'Unione europea (7,3%), che richiama direttamente il tema delle competenze digitali. «Pur trattandosi di una minoranza, questo dato evidenzia come una parte degli adolescenti possa incontrare difficoltà nell'avvicinarsi a strumenti che stanno rapidamente entrando nella vita quotidiana, nei percorsi di studio e, sempre più spesso, nelle future esperienze lavorative. È un elemento che rafforza la necessità di investire in percorsi educativi dedicati».

Ad ogni modo, come accade per molte innovazioni tecnologiche, il punto centrale non è tanto la diffusione dello strumento in sé, quanto la capacità di utilizzarlo in modo consapevole. «Le applicazioni di intelligenza artificiale generativa possono infatti offrire opportunità importanti per l'apprendimento, l'accesso alle informazioni e lo sviluppo di nuove competenze. Allo stesso tempo pongono questioni rilevanti legate all'affidabilità dei contenuti prodotti, alla tutela dei dati personali, ai possibili bias incorporati nei modelli e al rischio di un utilizzo passivo delle tecnologie. In questa prospettiva, assume particolare importanza il ruolo della scuola e delle politiche pubbliche».

L'analisi dell'Osservatorio rivela inoltre che il 40,7% degli edifici scolastici italiani è dotato di aule di informatica. Dato che decresce via via che ci si allontana dai grandi centri.

Si può consultare il report sul sito dell'impresa sociale Con i Bambini.

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