Amnesty International – Sezione Italiana OdV

04/07/2026 | Press release | Distributed by Public on 04/07/2026 13:22

Fermare le apocalittiche minacce di Trump all’Iran

A seguito delle parole del presidente degli Usa Donald Trump, il quale ha minacciato che "un'intera civiltà morirà stanotte, per non essere mai più riportata in vita", la segretaria generale di Amnesty International Agnès Callamard ha dichiarato:

"Il mero atto di fare queste apocalittiche minacce, come l'avviso della fine di 'una intera civiltà', mostra lo sconcertante livello di crudeltà e di disprezzo per la vita umana da parte di Donald Trump. A rendere il tutto ancora più terrificante è la sua esplicita minaccia di attacchi diretti contro le infrastrutture civili per ottenere 'la completa demolizione' delle centrali elettriche e dei ponti dell'Iran".

"Il diritto internazionale umanitario vieta rigorosamente gli attacchi diretti contro i civili e gli obiettivi civili. Le minacce del presidente statunitense di sterminio e di irreparabili distruzioni cozzano palesemente contro le regole fondamentali del diritto internazionale umanitario, con conseguenze potenzialmente catastrofiche per oltre 90 milioni di persone. Possono costituire una minaccia di commettere un genocidio, un crimine definito dall'omonima Convenzione e dallo Statuto della Corte penale internazionale come commissione di uno o più atti specifici "con l'intento di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso".

"La posta in gioco non potrebbe essere più elevata. La comunità internazionale, ossia il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, gli organismi regionali e tutti gli stati, devono intervenire urgentemente per evitare un'imminente catastrofe e affermare inequivocabilmente che incitare, ordinare o commettere crimini di guerra, crimini contro l'umanità e genocidio comporta responsabilità penali individuali ai sensi del diritto internazionale".

"Le minacce del presidente Trump e l'aumento degli attacchi statunitensi e israeliani che hanno distrutto infrastrutture civili stanno terrorizzando milioni di persone in Iran e i loro disperati familiari all'estero. La vita di decine di milioni di persone è in bilico. Chiediamo un'azione immediata per porre fine ad attacchi illegali che farebbero piombare un intero paese nell'oscurità e priverebbero milioni di persone dei loro diritti umani fondamentali alla vita, all'acqua, al cibo, alle cure mediche e a un adeguato standard di vita".

"Negli ultimi giorni le forze statunitensi e israeliane hanno attaccato infrastrutture civili come centrali elettriche, ponti, università, fabbriche per la produzione di acciaio e impianti petroliferi; hanno ucciso e ferito civili, condannato la popolazione iraniana ad anni, se non decenni, di acute difficoltà economiche, inflitto gravi danni alla salute e all'ambiente e causato danni di lungo periodo alle vite e ai mezzi di sussistenza".

"Ai sensi del diritto internazionale, attaccare intenzionalmente infrastrutture civili costituisce un crimine di guerra. Anche nei limitati casi in cui un'infrastruttura civile sia qualificabile come obiettivo militare, non può essere attaccata se ciò possa causare danni sproporzionati alle vite civili, pregiudicando l'accesso ad acqua potabile, cure mediche, forniture di energia elettrica agli ospedali, distribuzione di cibo e mezzi di sostentamento basilari. Attacchi del genere sono sproporzionati, dunque illegali secondo il diritto internazionale e possono costituire crimini di guerra".

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