05/15/2026 | Press release | Archived content
(Arv) Venezia, 16 maggio 2026
"Alberto Stefani ha paura di dire come la pensa sul fine vita. È evidente. Non so se teme di scontentare la parte più conservatrice del suo elettorato, se è in imbarazzo nel difendere apertamente idee vecchie di secoli o se vuole arginare il protagonismo del presidente Zaia. Ma non posso accettare che, per questa mancanza di coraggio, si arrivi a raccontare ai veneti una cosa non vera."
Lo dichiara la consigliera regionale Elena Ostanel (Alleanza Verdi e Sinistra), replicando "alle parole del Presidente della Giunta regionale del Veneto Alberto Stefani sulla proposta di legge di iniziativa popolare 'Liberi Subito'".
"Stefani mistifica la realtà quando sostiene che la Corte costituzionale avrebbe bocciato la legge toscana sul fine vita: non è così - denuncia Ostanel - La Consulta ha corretto alcuni aspetti specifici della norma, ma ha ribadito un principio molto chiaro: le Regioni possono intervenire con leggi proprie sugli aspetti organizzativi e procedurali del suicidio medicalmente assistito. La sentenza afferma esplicitamente che una Regione può disciplinare 'le modalità organizzative per l'attuazione' delle procedure e riconduce questa materia alla competenza concorrente sulla tutela della salute. La Corte scrive chiaramente che 'l'esercizio di tale competenza (la tutela della salute) da parte del legislatore regionale non può ritenersi precluso'. Altro che bocciatura totale. Speriamo che le dichiarazioni di Stefani nascano solo da un bisogno di ripasso di diritto costituzionale e non dalla volontà di trarre in inganno i veneti."
"Dal punto di vista tecnico, la Consulta non ha cancellato l'impianto della legge toscana - la consigliera regionale entra nel dettaglio della sentenza - Rimane infatti pienamente valido il ruolo delle Asl nel garantire tutte le prestazioni necessarie ad accertare le condizioni gravissime e irreversibili già definite dalla Corte costituzionale nella sentenza 242 del 2019. La sentenza ribadisce che i servizi sanitari regionali hanno il compito di assicurare gli accertamenti, le verifiche e l'assistenza necessaria ai pazienti che rientrano nei requisiti previsti. Resta inoltre fermo il diritto della persona ad ottenere gratuitamente dalle Asl il supporto farmacologico, sanitario e tecnico necessario all'autosomministrazione del farmaco, senza ingiustificati ritardi e in ogni caso nel rispetto della condizione medica del paziente. E, soprattutto, la legge toscana è ancora vigente, efficace e operativa. Noi, insieme al Comitato 'Liberi Subito', promotore della legge, e l'associazione 'Luca Coscioni', abbiamo già predisposto gli emendamenti necessari per recepire le indicazioni della Corte e portare in Aula un testo ancora più solido e coerente con quanto stabilito dalla Consulta. Penso al chiarimento rispetto alla composizione delle figure che compongono le commissioni mediche permanenti, alla informativa al paziente relativa alle cure palliative, la centralità del medico di fiducia."
"Evidentemente - prosegue Ostanel - Stefani non crede nemmeno nell'autonomia del Consiglio regionale. O forse ha semplicemente paura che, arrivati al voto, una parte della Lega possa seguire la linea di Zaia e non la sua. Perché va detto chiaramente: quando Stefani sostiene che l'azione di chi promuove 'Liberi Subito' è illegittima, sta dicendo anche che Luca Zaia, che si è detto disponibile a votare una proposta sul fine vita, sostiene una legge incostituzionale."
"Il Presidente Alberto Stefani scelga: può dire di essere contrario al fine vita, può dire che non vuole votare questa proposta, può spiegare ai veneti la sua posizione. Ma non può nascondersi dietro Roma e non può usare la Corte costituzionale come alibi - mette in chiaro Elena Ostanel - Non capisco perché il Presidente dica che avrebbe votato la proposta di legge due anni fa, ma non oggi, dopo che la legge è stata addirittura resa ancora più puntuale dalla Consulta. Per questo, chiediamo che la proposta 'Liberi Subito', con gli emendamenti già pronti per recepire le indicazioni della Consulta, arrivi in Aula entro pochi mesi. A quel punto, ogni consigliera e ogni consigliere si assumerà davanti ai veneti la responsabilità del proprio voto."