03/10/2026 | Press release | Distributed by Public on 03/11/2026 03:46
È stato pubblicato un nuovo studio sui problemi ricorrenti e le buone pratiche nella promozione delle lingue regionali e minoritarie in Europa. Lo studio esamina la diversità del panorama per le lingue minoritarie, in particolare online, e più precisamente l'uso di queste lingue nei nuovi media, nei social media e nei media digitali, nonché l'insegnamento di queste lingue e della storia e della cultura ad esse associate.
"Alcune lingue non legate a uno Stato madre (come il gallese, il basco, il frisone, ecc.) hanno una forte presenza su molte nuove piattaforme di social media e media digitali", indica lo studio. Grazie alle minori barriere finanziarie, tecniche e normative, i nuovi media hanno rafforzato la capacità degli utenti di Internet di produrre e diffondere contenuti diversificati, nonché l'interazione tra i parlanti, in particolare tra le giovani generazioni (creando così una cultura propria dei giovani, distinta dal sistema educativo). Va inoltre sottolineato il miglioramento dell'accesso ai documenti d'archivio e alla memoria culturale. I nuovi strumenti di apprendimento delle lingue, in particolare applicazioni come Duolingo e altre, hanno stimolato l'apprendimento delle lingue regionali e minoritarie. Le risorse linguistiche digitali (traduzione automatica, tecnologie di trascrizione vocale, riconoscimento vocale e strumenti di intelligenza artificiale) sono sempre più importanti per garantire la sopravvivenza delle lingue.
Questo studio, preparato dal Comitato direttivo del Consiglio d'Europa sull'antidiscriminazione, la diversità e l'inclusione (CDADI), offre ai governi dei paesi europei l'opportunità di esaminare le lacune in questo settore e di sostenere meglio la protezione delle lingue regionali o minoritarie.
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Studio completo sulle lingue regionali e minoritarie
Maggiori informazioni su come il Consiglio d'Europa aiuta le minoranze