03/27/2026 | Press release | Distributed by Public on 03/27/2026 13:20
(Arv) Venezia, 27 marzo 2026
"Il tema dell'autogoverno non è più rinviabile: è un diritto che il Veneto deve esercitare con strumenti concreti". Lo ha dichiarato il consigliere regionale Alessio Morosin (Liga Veneta Repubblica) intervenendo in Aula nel corso della dichiarazione di voto sul Defr, il Documento di economia e finanza regionale, rilanciando "la necessità di una strategia strutturale per il futuro della Regione".
Morosin ha ringraziato "il presidente Stefani, gli assessori, in particolare Paola Roma, e i colleghi consiglieri per il grande lavoro di questi giorni" per poi arrivare "al nodo delle risorse e del residuo fiscale: il Veneto ha un Pil di circa 210 miliardi di euro e un residuo fiscale che, secondo la CGIA di Mestre, nel 2025, si è attestato a oltre 13 miliardi, che corrispondono a oltre 35 milioni al giorno e circa 1,5 milioni all'ora. Soldi che lasciano il nostro territorio. E davanti a questi numeri, il resto sono briciole. Richiamo con forza il principio di autogoverno previsto anche dallo Statuto regionale: serve un'azione politica più ampia e condivisa, anche sul piano del federalismo fiscale".
"Alla luce dello stallo sull'autonomia differenziata, condizionata dalla sentenza 192/2024 della Corte costituzionale - ha puntualizzato Morosin - voglio indicare una prospettiva alternativa: dobbiamo avere il coraggio di lanciare un progetto grande, capace di superare i limiti attuali e di aprire una nuova fase. La fusione tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia che avevo lanciato in campagna elettorale, prevista dall'articolo 132 della Costituzione e da sottoporre a referendum, rappresenta oggi lo strumento più concreto per rafforzare l'autogoverno e ottenere maggior peso istituzionale".
"Una proposta - ha sottolineato Morosin - che era stata sostenuta anche da autorevoli studiosi come Ulderico Bernardi, Ivone Cacciavillani e Mario Bertolissi, e rilanciata alla luce delle istanze provenienti dai territori di confine: non ha senso inseguire soluzioni frammentarie, come il passaggio di singoli comuni ad altre Regioni. Serve una visione complessiva. Una macroregione del Triveneto, con quasi 7 milioni di abitanti, permetterebbe di superare le attuali debolezze, rafforzare la capacità di contrattazione con lo Stato e garantire maggiore equità nella distribuzione delle risorse".
Rivolgo, infine, l'appello all'Aula consiliare: dobbiamo aprire un confronto serio e condiviso su questo progetto. Il Veneto ha bisogno di risposte: autogoverno, giustizia sul residuo fiscale e una nuova architettura istituzionale. Solo così potremo dare prospettive concrete ai cittadini, alle imprese e soprattutto ai giovani", ha concluso Morosin.