05/09/2026 | Press release | Archived content
(Arv) Venezia, 9 maggio 2026
"Come tutte le persone di buonsenso, sono rimasto colpito dalle frasi di Massimo Giannini, ex direttore de La Stampa, editorialista di Repubblica, che ci ha spiegato che la disabilità è sinonimo di inutilità della vita. Trovarsi su una sedia a rotelle sarebbe motivo per non vivere. Tra l'altro, l'ha detto mentre tutti noi ci inchinavamo per l'ultimo saluto, nella Chiesa di Santa Giustina a Padova, al campione Alex Zanardi, che ha dimostrato l'assurdità di pensieri e dichiarazioni come quelle di Giannini."
Lo dichiara il consigliere regionale Davide Lovat (Szumski Resistere Veneto).
"Naturalmente, a favore di telecamere, in una delle chiese più importanti di Padova, c'era anche il Presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia che, assieme alla Sinistra, porta avanti una proposta di legge sul suicidio assistito - continua Lovat - Parole e comportamenti che dimostrano, se non altro, una certa confusione: si puntano le persone deboli, anziani, disabili, malati, per ragioni di utilità pratica. Bene ha fatto il ministro Alessandra Locatelli a dare dell''ignorante' a Giannini e io mi accodo estendendo la pertinente e sacrosanta valutazione a quanti in Veneto stanno promuovendo l'idea che i disabili dovrebbero poter valutare liberamente l'idea di togliersi spontaneamente di mezzo."
"Che pena mi fa tanta superficiale grettezza d'animo, incapace di rinvenire l'ideologia nazista dello scarto dietro l'idea che vi siano vite talmente indegne di essere vissute da dover introdurre per legge la facoltà al suicidio al posto dell'amorevole assistenza e cura di ogni sofferenza - denuncia il consigliere regionale - In Veneto, abbiamo anche noi i nostri campioni di cinismo e di falsa pietà che insistono nel voler introdurre la procedura per la morte di Stato, depenalizzando il concorso in suicidio, cambiandogli nome in suicidio assistito."