09/22/2026 | News release | Distributed by Public on 09/22/2026 07:05
Sostegno anche ad attività di prevenzione dell'odio online, della violenza digitale, della devianza giovanile e del bullismo
22 settembre 2026
Dal contrasto alle infiltrazioni mafiose nell'economia, al riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità, fino alla prevenzione della devianza giovanile, del bullismo, dell'odio online e della violenza digitale. E poi attività di educazione alla responsabilità civica, alla memoria civile, alla trasparenza amministrativa e alla partecipazione democratica.
Sono queste, in sintesi, le iniziative dei 37 progetti finanziati quest'anno da viale Aldo Moro, attraverso appositi 'Accordi di Programma sulla legalità e prevenzione del crimine organizzato in Emilia-Romagna 2026', che vedono oltre 2 milioni di euro di investimenti, di cui 1,2 milioni messi in campo dalla Regione nell'ambito delle politiche per la promozione della legalità e della cittadinanza responsabile (Legge regionale 18/2016, "Testo unico per la promozione della legalità e per la valorizzazione della cittadinanza e dell'economia responsabili").
Sette le iniziative che riguardano il riuso sociale a favore delle comunità locali di beni immobili confiscati alla criminalità .
Nel loro insieme, i 37 progetti delineano una strategia regionale che mette in rete enti locali, scuole e Università, Terzo settore, associazioni e comunità locali con attività che spaziano da percorsi educativi e laboratoriali nelle scuole e nei festival, agli incontri pubblici e testimonianze, alle attività di ricerca e formazione, agli interventi di educativa di strada, fino alla rigenerazione di beni confiscati, esperienze di cittadinanza attiva e strumenti di comunicazione multimediale. Accanto a questi filoni, diverse iniziative intervengono sulle vulnerabilità sociali più esposte: disagio abitativo, marginalità, dipendenze, usura, sfruttamento lavorativo, violenza di genere e forme di illegalità ambientale, economica e sociale. Il tutto con l'obiettivo di rafforzare la coesione sociale, la partecipazione delle cittadine e dei cittadini e il ruolo degli enti locali come presidi di prossimità , per costruire territori più consapevoli, responsabili e inclusivi.
"La legalità è una infrastruttura sociale. Con questi progetti- affermano il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e l'assessora regionale alla Legalità, Elena Mazzoni- sosteniamo un'idea che non lascia soli i territori davanti a infiltrazioni, violenza e nuove forme di devianza. Investire in questa direzione significa rafforzare la coesione, la sicurezza e la libertà delle nostre comunità. Gli enti locali sono il primo presidio di prossimità dello Stato e come Regione continuiamo a metterli nelle condizioni di agire. Così finanziamo un'azione capillare che tiene insieme prevenzione e responsabilità. Dalle scuole all'educativa di strada, dal contrasto all'odio online e alla violenza di genere, alla lotta all'usura e allo sfruttamento, fino alla valorizzazione dei beni confiscati: è una strategia che mette al centro i giovani, le competenze, la partecipazione e la trasparenza amministrativa. La cultura della legalità per noi non è uno slogan, è pratica quotidiana che costruisce cittadinanza e inclusione".
"Non c'è legalità senza giustizia sociale e non c'è inclusione senza legalità- concludono de Pascale e Mazzoni-. Contrastare le mafie significa anche restituire alla comunità ciò che la criminalità ha sottratto, destinando i beni confiscati a finalità sociali e trasformandoli in opportunità per i territori e per le persone più fragili. Per questo legalità, contrasto alle disuguaglianze e inclusione devono procedere insieme: comunità più coese e con maggiori opportunità sono anche comunità più forti e più libere.
Gli interventi coinvolgono 29 Comuni, 4 Unioni, 1 Provincia, 2 Università e un'Azienda pubblica di servizi alla persona (Asp), per un costo complessivo di 2.079.880 euro.
Il finanziamento regionale di 1,2 milioni di euro per 37 progetti si articola così sul territorio: Piacenza 2 progetti con un finanziamento della Regione di 58.500 euro; Parma 2 progetti con un finanziamento 27mila euro; Reggio Emilia 3 progetti con un finanziamento 428.500 euro; Modena 7 progetti con un finanziamento 278.200 euro; Bologna, la provincia con il maggior numero di iniziative, 11 progetti con un finanziamento 235.200 euro; Ferrara 4 progetti con un finanziamento 35.600 euro; Ravenna 2 progetti con un finanziamento 33mila euro; Forlì-Cesena 5 progetti con un finanziamento 84mila euro; Rimini 1 progetto con un finanziamento 20mila euro.
"La distribuzione territoriale delle progettualità garantisce copertura a tutte le province, concentrando le risorse maggiori dove sono più rilevanti gli interventi di recupero e riuso sociale dei beni confiscati, e assicurando al contempo una diffusa azione educativa e di prevenzione in tutta l'Emilia-Romagna. Un investimento diffuso- concludono de Pascale e Mazzoni- che conferma l'impegno della Regione nel sostenere la prevenzione dei fenomeni criminali e devianti e nel rafforzare la cultura della legalità come pratica concreta di comunità con progetti che affrontano temi centrali per la tenuta sociale dei territori".
Ultimo aggiornamento: 22-09-2026, 14:57