03/23/2026 | Press release | Archived content
Interrogazione a risposta scritta 4-07181
SOUMAHORO Aboubakar
testo diVenerdì 27 febbraio 2026, seduta n. 623
SOUMAHORO. - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. - Per sapere - premesso che:
destano profonda preoccupazione il trattamento e le condizioni di salute di Imran Khan, ex Primo Ministro del Pakistan e presidente del più grande partito politico del paese, che è stato incarcerato. Infatti Khan è diventato Primo Ministro nel 2018. Quattro anni dopo è stato rimosso attraverso un voto di sfiducia che, secondo lui, era stato orchestrato dai suoi rivali politici;
recenti notizie riguardanti la sua salute, in particolare l'allarmante deterioramento della sua vista durante la detenzione e le condizioni della sua prigionia negli ultimi due anni e mezzo hanno causato una forte preoccupazione sia tra i familiari di Khan sia tra gli amici dell'ex Primo Ministro;
una commissione medica, nominata dal governo, che ha esaminato l'ex leader in carcere, ha valutato un miglioramento della sua vista. Tale affermazione risulterebbe però smentita sia dal suo medico personale che dalla famiglia. È da ricordare anche che i membri del suo partito politico e i loro alleati hanno organizzato proteste davanti al parlamento del Pakistan deplorando il divieto di accesso alla sua famiglia e ai medici da questa raccomandati. I figli di Khan hanno cercato di visitare il Pakistan, ma non gli è stato concesso il visto di entrata nel paese;
l'accesso alla cure mediche è un diritto fondamentale che deve essere riconosciuto per tutelare la salute dell'ex leader politico. Pertanto è opportuno che il Governo italiano si attivi presso le autorità del Pakistan per assicurare la fornitura di cure mediche con l'accesso al carcere dei medici personali di Khan, della sua famiglia e di specialisti;
si tratta, pertanto, di avviare le necessarie interlocuzioni con le autorità del Pakistan per tutelare la salute di Khan per motivi umanitari-:
quali iniziative di competenza intenda adottare per far sì che Imram Khan, nel rispetto dei diritti fondamentali delle persone e per tutelare al meglio la sua salute, sia curato in modo adeguato per evitare l'aggravarsi delle sue condizioni di salute.
(4-07181)
Risposta scritta pubblicata Lunedì 13 aprile 2026
nell'allegato B della seduta n. 642
4-07181
presentata da
SOUMAHORO Aboubakar
Risposta. - L'ex Primo Ministro della Repubblica Islamica del Pakistan, Imran Khan, attualmente detenuto presso il carcere di Adiala, avrebbe iniziato ad accusare un forte abbassamento della vista a partire dagli ultimi mesi del 2025.
Nel mese di gennaio all'ex Primo Ministro è stata diagnosticata l'occlusione della vena centrale della retina destra, una patologia che può causare edema retinico, emorragie e riduzione della visione se non trattata con tempestività. Un referto medico del Pakistan Institute of Medical Sciences datato 6 febbraio 2026 ha confermato la diagnosi e indicato l'avvio del trattamento con iniezione intravitreale anti-Vegf (Vascular-endothelial growth factor).
In risposta alle preoccupazioni della famiglia, la Corte Suprema del Pakistan ha quindi nominato un Amicus Curiae, l'avvocato Salman Safdar, che ha visitato in carcere Imran Khan in data 10 febbraio, al fine di accertare le condizioni detentive e quelle effettive di salute dell'interessato.
Nella sua relazione, presentata in un'udienza presso la corte suprema il 12 febbraio, Safdar ha fatto stato di un'effettiva riduzione della vista dall'occhio sinistro, pari a circa l'85 per cento; La corte ha quindi tempestivamente disposto un intervento d'urgenza, con la nomina di una commissione medica di specialisti per esaminare Imran Khan entro il termine tassativo del 16 febbraio, disponendo altresì l'immediato ripristino delle comunicazioni telefoniche tra il detenuto e i suoi familiari.
La visita della Commissione ha confermato la diagnosi, con un significativo miglioramento della vista grazie alla prima sessione di trattamento, con una visione all'occhio destro migliorata da 6/36 pre-trattamento e 6/9 (con correzione) post-trattamento. La Commissione ha quindi raccomandato la prosecuzione del trattamento anti-Vegf con test di follow-up come tomografia a coerenza ottica (Oct), senza esprimersi sulla necessità di un suo trasferimento ospedaliero in una struttura esterna.
Gli avvocati di Imran Khan hanno presentato una petizione all'alta corte di Islamabad per il suo trasferimento temporaneo dal carcere di Adiala allo Shifa International Hospital per la prosecuzione delle cure. Durante l'udienza del 10 marzo i suoi legali hanno chiesto un rinvio, dichiarando di non essere preparati sugli aspetti relativi alle regole carcerarie applicabili. L'udienza è stata pertanto aggiornata al 12 marzo, nella cui occasione l'alta corte ha ordinato la costituzione di una Commissione medica che si esprimerà circa la necessità di trasferire Imran Khan presso una struttura ospedaliera esterna.
L'Italia conferma la propria costante attenzione al rispetto dei diritti umani in Pakistan, anche con riferimento alle condizioni di detenzione e all'accesso a cure mediche adeguate. Il Governo continuerà pertanto a seguire gli sviluppi della vicenda e a mantenere, anche in raccordo con i partner europei e internazionali, un dialogo attivo con le autorità pakistane, al fine di favorire il pieno rispetto dei diritti fondamentali della persona.
La Sottosegretaria di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale: Maria Tripodi.