07/22/2026 | News release | Archived content
Una lettera per allontanare il dolore della perdita in una stanza d'ospedale e aggrapparsi all'esplosione di vita che quel "Sì alla donazione" naturalmente genera.
La donazione di organi si può raccontare con tante parole, ma i donatori e le loro famiglie quelle parole le conoscono già tutte, ognuno con tempi verbali coniugati diversamente e in maniera unica. Gli operatori sanitari hanno vissuto una piccola parte di quelle parole, dei volti e delle storie dei donatori e ne sono immensamente grati.
C'è poi il racconto dei riceventi di organi e tessuti che medici, infermieri e specialisti dei vari reparti ricevono spesso (anche se non si conoscono direttamente e restano anonimi), ci sono quei "Grazie!" che arrivano e vengono condivisi in Ospedale, dove poco prima la morte e il dolore hanno lasciato un vuoto, messaggi e lettere piene di gioia e amore, cariche di speranza e riconoscenza che sgorgano come un fiume in piena, rinfrescando una terra fino a un attimo prima arida.
Al Policlinico di Milano il ricordo di chi ha donato gli organi e tessuti ha preso la forma di un albero speciale, una scultura in legno dove fiori simbolici, nastri colorati e fotografie ricordano i nomi, i volti e le vite di chi continua a vivere grazie a questo ultimo gesto d'altruismo. Maria Adele Figini, medico rianimatore e membro del Coordinamento Ospedaliero Procurement organi e tessuti ha scritto una lettera dedicata a questo albero dei donatori, a chi lo ha costruito con la propria scelta del Sì alla donazione e a chi lo alimenta di linfa quotidianamente, e immaginando i suoi pensieri, ha scritto le parole che pronuncerebbe, parole riservate a ogni sua preziosissima foglia…
"Sono un albero e, se mi guardi, vedi tante foglie.
Sono foglie verdi, luminose, nessuno me le toglie.
Sole, vento, estate, primavera,
foglie morbide, velluto, cera.
Sono un albero esile, ma ho radici profonde, radicate in emozioni, ricordi e domande.
Le mie radici profumano di gesti d'amore e generosità.
Sono la parte del mondo che, probabilmente, lo cambierà,
la parte del mondo che contiene la speranza, a luce che illumina tutta la stanza.
Ecco: la stanza, le pareti, l'ospedale, sono ricordi che vorremmo eliminare.
Per qualcuno è una fitta di dolore, un ricordo amaro, ma anche calore.
Da una parte del corridoio un vicolo scuro, dall'altra parte un impeto di speranza puro,
un germoglio che, se piantato, non chiede di meglio,
di schiudersi e fiorire e portare risveglio,
alla vita, a un futuro, alla possibile cura, a bambini, all'aria, alla luce chiara e pura.
Quante mani le mie foglie hanno accarezzato con gli occhi,
quante parole e quanti silenzi in questi blocchi,
io immobile apparentemente vedo tutti questi fiori, tutti questi gesti e volano i pensieri
a chi ha creduto nella speranza, a chi ha creduto nella scienza,
di cancellare i rimpianti, moltiplicando i trapianti.
La mia corteccia profuma di questo e molto altro,
porta i colori del dono a chi ci guarda dall'alto.
Uno, nessuno, centomila alberi, volti e mani,
in questa foresta ci sentiamo, ancora, umani".
Sì alla donazione
Acconsentendo alla donazione un solo donatore può aiutare fino a 42 persone!
Un gesto altruistico, anonimo, volontario e gratuito.
Scopri di più sulla Pagina dedicata alla donazione di organi e tessuti.