07/27/2026 | Press release | Distributed by Public on 07/27/2026 04:20
Torino. Venticinque anni fa, nell'autunno del 2001, Opel presentava una versione a metano di Zafira che allora era la monovolume compatta a 7 posti della sua gamma. Con poche modifiche al 4 cilindri ECOTEC 1.6 a 16 valvole la Casa tedesca aveva realizzato la Opel Zafira 1.6 CNG (Compressed Natural Gas) - EcoM sul mercato italiano - che, conservando i 7 posti ottenibili con tutta la versatilità del sistema Flex7 di riconfigurazione dei sedili, si segnalava per bassi costi di gestione ed emissioni ridotte senza peraltro comportare alcun genere di compromesso in fatto di praticità e piacere di guida. Davvero una bella alternativa alle versioni benzina e turbodiesel già a listino.
Motori ottimizzati per il metano
La Opel Zafira a metano era equipaggiata con un 1.600 a benzina da 101 CV (74 kW) opportunamente modificato per funzionare a metano. Il segreto della Opel Zafira a metano stava nel fatto che i tecnici tedeschi, concentrandosi su un progetto monovalente, avevano ottimizzato il funzionamento del motore privilegiandone l'alimentazione a metano. Con pochi interventi mirati sull'impianto di alimentazione, sui pistoni e sulle 16 valvole del motore, Opel Zafira 1.6 a metano aveva una potenza di 97 CV (71 kW) e una coppia massima di 14,2 kgm (140 Nm), valori pressoché analoghi a quelli della motorizzazione a benzina da cui derivava. Risultato: la maggiore economia di esercizio e compatibilità ambientale consentite dal minor prezzo del metano non pagavano alcun tributo in termini di prestazioni.
4 serbatoi pressurizzati per il metano
Sotto il pavimento della Opel Zafira, approfittando dello spazio lasciato a disposizione dal ridotto ingombro delle sospensioni posteriori, erano stati alloggiati 4 serbatoi pressurizzati che contenevano 19 kg di metano a 200 bar e che conferiscono alla vettura un'autonomia di 350 chilometri. In un ulteriore serbatoio in acciaio inossidabile c'era invece una riserva di 15 litri di benzina con la quale era possibile percorrere 150 chilometri ovvero una distanza ritenuta sufficiente per raggiungere il più vicino punto di rifornimento. L'intero sistema di serbatoi era montato su una robusta struttura tubolare d'acciaio.
La sicurezza d'utilizzo era garantita da una serie di misure preventive (ciascun serbatoio era dotato tra l'altro di moderne valvole di sicurezza) e dalle caratteristiche stesse del metano che è un carburante molto sicuro. Questo gas è infatti più leggero dell'aria e quindi non può depositarsi sul manto stradale né disperdersi dopo un grave incidente. Prova ne è il fatto che, al contrario, delle automobili a gas liquido (GPL), quelle a metano come la Opel Zafira ecoM potevano essere parcheggiate senza problemi nei garage pubblici oppure nel box di casa.
Il metano presenta poi caratteristiche molto positive anche per quanto riguarda le prestazioni. Questo gas ha elevate doti anti-battito in testa (numero di ottano 130 contro 95 della benzina super) che consentono un elevato rapporto di compressione (12,5:1) ed una notevole efficienza.
La Opel Zafira a metano rientrava abbondantemente nei limiti della normativa Euro IV che sarebbe entrata in vigore nel 2005. Le emissioni di anidride carbonica erano inferiori del 30%, mentre quelle di monossido di carbonio e di ossido di azoto erano inferiori a quelle dei motori a benzina ed a gasolio.
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