Amnesty International – Sezione Italiana OdV

02/06/2026 | Press release | Distributed by Public on 02/06/2026 10:12

Schema di decreto legge su sicurezza: la nostra posizione

Amnesty International Italia ha commentato lo schema di decreto approvato dal Consiglio dei ministri il 5 febbraio, evidenziando come esso metta insieme norme per il contrasto alla criminalità comune e "norme bandiera" che risultano, nel modo in cui attualmente scritte, di difficile attuazione ed efficacia, di dubbia costituzionalità, inclini a essere usate in modo arbitrario e comunque destinate, nelle intenzioni dei proponenti, a restringere ulteriormente gli spazi di libertà e di manifestazione.

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Il divieto di prendere parte a una manifestazione, nel luogo e nel tempo di convocazione, derivante da precedenti condanne, anche non definitive, così come pure da semplici denunce, pare essere basato su una presunzione di reiterazione del reato, in assenza di tale circostanza nel luogo e nel tempo dati.

Il fermo preventivo, seppure temperato da supervisione giudiziaria, derivante da comportamenti, atteggiamenti, oggetti portati con sé o vestiario, pare essere basato su una percezione di pericolosità , in assenza di una concreta e immediata minaccia o dell'esercizio di un'azione violenta che giustificherebbe l'esecuzione di tale provvedimento.

Alcune condotte tradizionalmente previste come reati, in particolare quelle legate alla disciplina delle manifestazioni pubbliche, vengono sottratte alla sfera penale ma rimpiazzate da sanzioni amministrative di importo molto elevato, applicate direttamente dall'autorità prefettizia.

Il cosiddetto "scudo penale", la cui estensione a chiunque non si capisce quale maggiore sicurezza dovrebbe fornire a cittadine e cittadini, prevedendo un registro alternativo all'iscrizione a quello degli indagati, rischia di favorire l'impunità degli operatori delle forze di polizia.

Oltre a evidenziare come misure su migrazione e asilo siano presenti già nell'attuale schema di decreto legge, Amnesty International Italia ha inoltre sottolineato la sua preoccupazione per l'annunciato arrivo di un distinto pacchetto di provvedimenti relativi alle persone migranti e richiedenti asilo e alle organizzazioni dedite alla loro ricerca e al loro soccorso in mare, tra i quali tornano a essere ventilate le "norme bandiera" del blocco navale e del divieto di sbarco.

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