01/16/2026 | Press release | Distributed by Public on 01/16/2026 07:21
Ferrara, 16 gennaio 2026 - Nel quadro delle iniziative dedicate al Giorno della Memoria 2026, il Comune di Ferrara promuove un percorso di commemorazione legato alle Pietre d'inciampo, dedicato alle vittime ferraresi delle deportazioni nazi-fasciste avvenute durante la Seconda Guerra Mondiale al fine di preservare la memoria storica.
Quest'anno il percorso unirà la posa di nuove pietre a momenti di cura e manutenzione di quelle già presenti, con il coinvolgimento attivo delle scuole cittadine, restituendo nomi e storie ai cittadini ferraresi di religione ebraica deportati e perseguitati dal regime nazifascista.
«Le Pietre d'inciampo rappresentano una forma di memoria concreta, capace di parlare a tutti, in grado di entrare nei luoghi della nostra vita quotidiana. Con la posa delle nuove pietre dedicate alla famiglia Ravenna-Rossi e con il coinvolgimento diretto delle scuole nella cura di quelle posizionate lo scorso anno in via Mazzini, Ferrara rinnova il proprio impegno nel ricordare le vittime delle persecuzioni e nel trasmettere la memoria, soprattutto alle giovani generazioni, come segno di impegno e responsabilità civile», ha detto il sindaco Alan Fabbri.
La cerimonia di svelamento delle Pietre d'inciampo dedicate alla famiglia Ravenna-Rossi si terrà mercoledì 21 gennaio alle 11:00, in via Bologna, in prossimità di Porta Paola alla presenza del sindaco Alan Fabbri e del presidente della Comunità ebraica di Ferrara, Fortunato Arbib, oltre ai familiari dei dedicatari delle pietre. Anche gli alunni della classe IV della scuola primaria "Bruno Farber" di San Martino parteciperanno alla cerimonia di svelamento delle Pietre d'inciampo dedicate ai cinque componenti della Famiglia Ravenna-Rossi che abitava al civico 16 di via Bologna e dove, accanto, aveva sede la loro attività commerciale a cui collaboravano attivamente anche le donne di famiglia.
In questo caso, le pietre dedicate alla memoria di Gino Ravenna, Letizia Rossi, Franca Eugenia Ravenna, Eugenio Ravenna e Marcello Ravenna non saranno posate di fronte alla casa di residenza, come prevede il Progetto delle Pietre d'inciampo ideato nel 1992 dall'artista Gunter Demnig, poiché l'edificio non è più esistente e, pertanto, saranno posate in un luogo limitrofo di grande visibilità.
Accanto a questo momento istituzionale, il programma prevede una serie di interventi di pulitura e lucidatura delle Pietre d'inciampo già posate in città , come gesto simbolico di "cura della memoria", affidato agli studenti di diversi istituti scolastici.
Quest'anno, infatti, sarà l'operazione di presa in carico per la cura da parte di tre scuole cittadine a dare l'avvio alle Commemorazioni del 27 gennaio, poiché le lastre in ottone delle pietre, esposte all'aria ed agli agenti atmosferici, si ossidano e, nel tempo, le iscrizioni con i nomi dei dedicatari ed i loro dati biografici diventano meno leggibili. Per conservarle il più a lungo possibile nel loro stato ottimale è, pertanto, necessaria una lucidatura periodica.
Martedì 20 gennaio si svolgeranno le prese in carico per la cura delle Pietre d'inciampo poste in via Mazzini, posate lo scorso anno. Alle 9.00 al civico 88 (pietre della Famiglia Fink-Bassani-Lampronti), con intervento della classe V B dell'Istituto Comprensivo "Perlasca" - Scuola primaria "Mosti".È previsto il saluto di Chiara Scaramagli, assessore alla Pubblica Istruzione e Formazione del Comune di Ferrara, e del presidente della Comunità ebraica di Ferrara, Fortunato Arbib.
Alle 12.30 si interverrà al civico 14 (pietre della Famiglia Rietti-Cavalieri) con la classe IV B del Liceo artistico "Dosso Dossi".
Giovedì 22 gennaio le prese in carico per la cura proseguono alle 12.30, sempre in via Mazzini al civico 85 (pietre della Famiglia Forti-Jesi-Lampronti) con intervento della classe II D dell'Istituto Comprensivo "D. Alighieri".
In caso di maltempo, le operazioni saranno annullate e riprogrammate a data da destinarsi.
Le attività di cura intendono sottolineare come la memoria non sia solo commemorazione, ma responsabilità quotidiana, da coltivare attraverso l'educazione, la partecipazione e il coinvolgimento diretto delle giovani generazioni.
L'intero percorso delle Pietre d'inciampo si inserisce nel programma ufficiale delle iniziative per il Giorno della Memoria 2026, coordinate dalla Prefettura, e promosse dal Comune di Ferrara in collaborazione con la Comunità Ebraica di Ferrara e le istituzioni scolastiche del territorio aderenti. Il progetto delle Pietre d'inciampo vede altresì la collaborazione del Museo nazionale dell'Ebraismo Italiano e della Shoah, dell'Istituto di Storia Contemporanea, dell'Università degli Studi di Ferrara, dell'Archivio di Stato di Ferrara e del Conservatorio di Musica "Girolamo Frescobaldi".
La cittadinanza, i giornalisti, i fotografi e i video operatori sono invitati a partecipare
LA SCHEDA- APPROFONDIMENTO SULLA FAMIGLIA DEDICATARIA DELLE PIETRE D'INCIAMPO 2026
La famiglia Ravenna-Rossi era composta da Gino Ravenna, Letizia Rossi, Franca Eugenia Ravenna, Eugenio Ravenna e Marcello Ravenna ed è stata arrestata a Domodossola nel 1943, mentre cercava di raggiungere la Svizzera. Trasferiti prima a Ferrara nel carcere di via Piangipane e poi nel Campo di transito di Fossoli (MO), il 22 febbraio 1944 arrivarono nel lager di Auschwitz, dove tutti troveranno la morte tranne Eugenio, uno dei pochissimi sopravvissuti ferraresi alla Shoah. Cugino di Giorgio Bassani, la sua storia ispirerà il racconto Una lapide in via Mazzini, dove lo scrittore trasformerà Eugenio nel personaggio di Geo Josz. Altra figura di spicco della Famiglia Ravenna-Rossi è Gino, commerciante nell'azienda familiare e fratello dell'allora Podestà di Ferrara, Renzo Ravenna. In gioventù Gino era stato un ginnasta iscritto alla PGF- Palestra Ginnastica Ferrara con la quale aveva partecipato con buon esito alle Olimpiadi di Londra del 1908 e, durante il periodo della prigionia in Italia, cercherà invano di chiedere al Questore di Ferrara la liberazione del figlio Marcello «data l'età di soli quattordici anni».
Marcello, invece, sarà ucciso solo pochi giorni dopo essere arrivato ad Auschwitz.
Per approfondire la storia della Famiglia Ravenna-Rossi, gli alunni della classe IV della scuola primaria "Bruno Farber" di San Martino hanno potuto ascoltare i racconti che l'avvocato Michele Ravenna, figlio di Eugenio, ha condiviso con loro. Inoltre, a breve visiteranno la Sinagoga di Ferrara e la palestra PGF.
(Ferrara Rinasce)
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