09/04/2026 | Press release | Distributed by Public on 09/04/2026 03:12
Tematica: Musei
4 settembre 2026
Ricordare i luoghi per mantenere viva la memoria è il senso del Museo Diffuso della Resistenza Romana di Porta San Paolo e San Saba, un progetto che restituisce alla città la memoria degli uomini e delle donne che, tra l'8 e il 10 settembre 1943 e nei mesi successivi dell'occupazione nazista, furono protagonisti della difesa di Roma e della Resistenza.
Martedì 8 settembre 2026, alle ore 18, in Piazza Testaccio, saranno presentate tre nuove tappe della memoria, che vanno ad arricchire il percorso del Museo Diffuso e a costruire una rete di luoghi, testimonianze, lapidi e monumenti capaci di raccontare la storia della Resistenza romana direttamente nei luoghi in cui essa si è svolta.
L'area di Porta San Paolo e San Saba rappresenta infatti uno dei luoghi simbolo della storia della città. Qui, tra le strade, le mura, le abitazioni e i monumenti, sono ancora visibili le tracce della battaglia del settembre 1943, della successiva occupazione tedesca e delle tante vicende di solidarietà, coraggio e opposizione al nazifascismo.
La battaglia di Porta San Paolo, iniziata dopo l'annuncio dell'armistizio dell'8 settembre 1943, vide militari e civili opporsi all'avanzata delle truppe tedesche. Gli scontri proseguirono fino al 10 settembre e rappresentarono uno dei primi episodi della Resistenza italiana.
"La memoria non è qualcosa di consegnato al passato, ma uno strumento per comprendere il presente e costruire il futuro - dichiara Adriano Labbucci, Assessore alla Memoria e alla Mobilità del Municipio Roma I -. Con il Museo Diffuso della Resistenza Romana vogliamo restituire ai cittadini la storia dei luoghi in cui, nel settembre del 1943, militari, partigiani e tanti cittadini comuni scelsero di opporsi al nazifascismo. Porta San Paolo e San Saba non sono soltanto luoghi della memoria: sono luoghi vivi della nostra città, dove ancora oggi possiamo leggere le tracce di quella storia. Rendere visibili queste testimonianze, collegarle attraverso un percorso e coinvolgere le persone significa trasformare la memoria in conoscenza e partecipazione. È un modo concreto per riaffermare, anche oggi, il valore della libertà, della democrazia, della pace e della solidarietà".
Il Museo Diffuso nasce proprio dalla volontà di trasformare questi luoghi in una memoria viva e condivisa, accessibile a cittadini, studenti, visitatori e a tutte le persone interessate a conoscere la storia della città.
Il percorso permette di incontrare le tracce della Resistenza attraverso diverse tappe, tra cui Il Roseto delle Donne, Persichetti-De Jacobis, le lapidi, Roma Occupata, le Pietre di Libertà e le Resistenze, con una mappa aggiornata e QR Code che consentono di approfondire le singole testimonianze.
Non si tratta dunque soltanto di un itinerario storico, ma di un progetto di memoria partecipata, che mette in relazione luoghi e persone e restituisce alla comunità una parte fondamentale della propria storia.
A questo percorso si affiancano anche passeggiate guidate, curate dalla Banca del Tempo "Domenico Orano", da ArticoloNove ETS e dalla Rete Comune Inquilini ATER San Saba, in collaborazione con la Cooperativa Sociale Integrata Diversa Arte.
L'iniziativa intende ricordare non soltanto gli eventi militari, ma anche le tante persone - militari, partigiani, donne, civili e cittadini antifascisti - che contribuirono alla lotta contro il nazifascismo, spesso attraverso gesti quotidiani di solidarietà e coraggio.
"Avere memoria dei luoghi ci rende persone più consapevoli": è questo il principio che anima il progetto. Perché conoscere ciò che è accaduto nelle strade che attraversiamo ogni giorno significa comprendere meglio la storia della nostra città e, soprattutto, riconoscere il valore della libertà, della pace, della democrazia e della solidarietà.
L'iniziativa è realizzata con il contributo di Roma Capitale - Municipio Roma I Centro, nell'ambito di Roma Unisce 2026 e con Zètema Progetto Cultura, e in collaborazione con ArticoloNove ETS, Banca del Tempo "Domenico Orano", Rete Comune Inquilini ATER San Saba, Cooperativa Sociale Integrata Diversa Arte e ANPI - Sezione Testaccio Aventino San Saba.
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Foto dal sito combattentiliberazione.it
RED