Consiglio Regionale del Veneto

05/15/2026 | Press release | Archived content

Luisetto (Pd): “Ispezioni ministeriali contro l'Arpalice Cuman Pertile: una ingerenza inaccettabile nell’autonomia scolastica.”

15 maggio 2026

(Arv) Venezia, 15 maggio 2026

"È grave che un ministro dell'Istruzione si presti a quella che continua ad essere una strumentalizzazione politica, mandando gli ispettori a Marostica per indagare un'attività che, come era chiaro dall'inizio, era già stata autorizzata dall'Istituto e condivisa con le famiglie. È una ingerenza inaccettabile nell'autonomia scolastica, che la nostra Costituzione tutela con chiarezza."

La presa di posizione è della consigliera regionale del Partito Democratico Chiara Luisetto, che commenta "il caso della scuola primaria di Marostica finita al centro della polemica politica nazionale."

"Ed è altrettanto pesante che l'assessore regionale all'Istruzione parli addirittura di azione che 'appare lesiva' riferendosi a un progetto costruito dentro un percorso di educazione civica, che molte scuole venete hanno portato avanti in questi anni - afferma l'esponente Dem - Qui è chiaro che non siamo davanti a una discussione nel merito didattico. Siamo davanti a una campagna politica contro una scuola pubblica."

"Gli articoli usciti in queste ore, raccontano bene il clima che si è creato: una scuola da sempre punto di riferimento educativo per il territorio, finita nel mirino della propaganda nazionale della destra - denuncia la consigliera regionale del Pd - Una escalation che dovrebbe preoccupare tutti, perché colpisce insegnanti, famiglie e perfino alunni pur di alimentare uno scontro ideologico."

"E la cosa peggiore è che chi ci governa, davanti ai problemi veri della scuola e delle famiglie, continua a scegliere altre priorità - continua Luisetto - Non parla di stipendi degli insegnanti, di sostegno allo studio, di sicurezza degli edifici scolastici, di contrasto alla dispersione o di programmi che aiutino ragazze e ragazzi a sviluppare senso critico e strumenti per leggere la contemporaneità. Trova invece tempo ed energie per alimentare odio contro una scuola che fa il proprio dovere, una pericolosa azione di distrazione di massa, questa sì lesiva, usata per non entrare nei problemi veri."

"E questo è un precedente grave - accusa la consigliera regionale - Perché se passa il principio che un'attività scolastica possa diventare oggetto di campagne d'odio e ispezioni ministeriali, solo perché non piace alla destra, allora viene colpita l'idea stessa di scuola libera. Una scuola che dovrebbe insegnare a conoscere, a capire, a confrontarsi con la realtà. Non ad avere paura della politica che entra in classe per indagare su chi educa."

"Chi oggi soffia sul fuoco dell'odio, si sta assumendo una responsabilità molto grave - conclude Chiara Luisetto - La scuola pubblica non è un campo di battaglia ideologico."

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