01/26/2026 | News release | Distributed by Public on 01/26/2026 04:03
Lunedì, 26. gennaio 2026 Da: Giulia Petralli e Nara Valsangiacomo
Nella risposta all'Interrogazione n. 186.25 del 30 settembre 2025 denominata "Corpo intermedio di USI e SUPSI: i numeri e il peso del precariato" alla domanda 5 il Consiglio di Stato riconosce apertamente che l'attuale meccanismo previsto dalla LPP, basato su una deduzione di coordinamento fissa e indipendente dal grado di occupazione, penalizza in modo significativo i lavoratori a tempo parziale. Riducendo la parte di salario assicurato, questo sistema comporta contributi più bassi e, di conseguenza, prestazioni di vecchiaia sensibilmente inferiori.
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La stessa risposta mostra tuttavia che questa penalizzazione non è inevitabile. Presso l'Università della Svizzera italiana è stata infatti introdotta, d'accordo con la cassa pensioni e su base regolamentare, una deduzione di coordinamento proporzionale al grado di occupazione. Una scelta che ha permesso di migliorare in modo concreto la copertura previdenziale del personale a tempo parziale e ha contribuito a rendere l'USI un datore di lavoro più attrattivo e più attento alla tutela sociale dei propri collaboratori.
Per contro, presso la SUPSI continua ad essere applicato il piano minimo LPP senza correttivi per i tempi parziali. In questi casi, soprattutto quando una persona lavora a percentuali ridotte o presso più datori di lavoro, la deduzione di coordinamento viene applicata più volte, aggravando ulteriormente una penalizzazione già strutturale.
Ne risulta una situazione poco coerente: enti finanziati dal Cantone applicano regole diverse, con conseguenze molto rilevanti per le future rendite delle lavoratrici e dei lavoratori. Una disparità difficilmente giustificabile, che colpisce in modo particolare il personale più esposto alla precarietà.
L'esperienza dell'USI dimostra che una soluzione è possibile. Ma non solo. Anche l'EOC e tutte le case anziani aderenti al CCL ROCA applicano una deduzione di coordinamento proporzionale nella LPP. Inoltre, la regola è applicata anche dall'Istituto di previdenza del Canton Ticino che assicura parecchi enti con contratto di prestazione cantonale.
Estendere questo modello a tutti gli enti beneficiari di contratti di prestazione permetterebbe di migliorare la protezione previdenziale di migliaia di persone.
Per questi motivi, si chiede al Consiglio di Stato di introdurre, in tutti i contratti di prestazione stipulati dal Cantone, l'obbligo per gli enti beneficiari di assicurare il proprio personale alla LPP applicando una deduzione di coordinamento proporzionale al grado di occupazione