Regione Friuli Venezia Giulia

05/02/2026 | Press release | Distributed by Public on 05/02/2026 14:00

50mo Sisma: Zilli, monumento Artegna simbolo di memoria e rinascita

Artegna, 2 mag - "Il Colle di San Martino è custode della nostra identità: con quest'opera onoriamo i cinquant'anni dal sisma ed esaltiamo la forza di un popolo che ha saputo ricostruire il futuro sulle proprie radici, offrendo al mondo un esempio di tenacia e solidarietà."
Con queste parole l'assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, è intervenuta oggi ad Artegna in occasione della cerimonia di inaugurazione e benedizione del nuovo monumento dedicato al mezzo secolo dal terremoto del 1976.
L'opera sorge sul Colle di San Martino, un luogo dal profondo valore simbolico.
"Un luogo ancor più significativo all'indomani del 6 maggio 1976 data - ha osservato Zilli - che segna uno spartiacque nella storia di questa porzione di territorio profondamente segnata da questa immane tragedia. Il Castello di Savorgnan che svetta e domina l'abitato di Artegna, è diventato un simbolo della rinascita e del modello di ricostruzione basato sulla tenacia del popolo friulano, sulla lungimiranza della politica nazionale e locale e sull'immensa solidarietà che da tutte le parti del mondo è arrivata. Oggi è dunque giusto che sia proprio il Colle di San Martino, dal quale all'indomani del 6 maggio si apriva la visuale verso una città distrutta, a diventare un luogo della memoria e del ricordo, del silenzio e della riflessione, elementi che vengono rappresentati qui quest'oggi dall'opera commemorativa che il Comune di Artegna ha voluto realizzare" ha aggiunto Zilli.
Alla cerimonia, introdotta dal sindaco Alessandro Marangoni, hanno preso parte - tra gli altri - il vescovo di Parma mons. Enrico Solmi, il delegato dal Vescovo di Vicenza, il vicario episcopale per l'Evangelizzazione nelle unità pastorali don Flavio Marchesini, e il vicario generale e vicario per la Forania della Pedemontana dell'Arcidiocesi di Udine don Dino Bressan.
È seguito l'intervento dell'artista Giovanni Basso, autore dell'opera - finanziata anche con il sostegno di PrimaCassa - che ha illustrato come la sua creazione raffiguri una donna sofferente, simbolo del Friuli provato dal sisma, l'aquila ferita e un germoglio che torna a fiorire rigoglioso dopo le difficoltà.
Sullo sfondo del monumento è stata incisa la celebre frase dell'onorevole Giuseppe Zamberletti - "Un popolo non muore con il crollo delle case e il Friuli è vivo perché sono vivi i valori che ne costituiscono l'anima" - sull'anima del Friuli.
"È una citazione di uno dei più grandi protagonisti della ricostruzione, un modello che tutti quanti citano e invidiano in termini di efficacia e tempestività nel formulare risposte concrete e tangibili ai bisogni delle comunità locali" ha commentato Zilli.
"Trasmettiamo così ai nostri giovani i grandi principi della solidarietà, dell'aiuto al prossimo e della dignità della nostra gente" ha concluso l'esponente della Giunta. ARC/EP/gg
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