Università del Salento

07/14/2026 | Press release | Distributed by Public on 07/14/2026 06:21

UniSalento finanziata con il progetto SAFE nell’ambito dell’azione “Marie Curie

Comunicato n. 152 del 14 Luglio 2026

L'Università del Salento accoglie il professor Abdalkarim Zawawi, ricercatore post-dottorato di origine palestinese, vincitore di una borsa di studio nell'ambito del programma europeo SAFE - Supporting At-risk Researchers with Fellowships in Europe, finanziato dall'Unione Europea nell'ambito della prestigiosa azione "Marie Sklodowska Curie" con un budget complessivo di 12 milioni di euro. Il programma SAFE è stato implementato poi da un consorzio internazionale guidato dal DAAD tedesco insieme a Campus France, al Programme PAUSE del Collège de France e a UNIMED - Mediterranean Universities Union.

Il professor Abdalkarim Zawawi è il titolare di una delle 56 borse di studio assegnate a livello europeo dal progetto pilota SAFE: le candidature presentate sono state, in tutto, 359. Il programma SAFE è finanziato dall'Unione Europea nell'ambito delle politiche di tutela della libertà accademica e di sostegno alla mobilità internazionale dei ricercatori e delle ricercatrici.

Le borse, di durata fino a 24 mesi, sono riservate a dottorande, dottorandi, ricercatrici e ricercatori post-doc di nazionalità non europea che si trovino in condizioni di rischio nel proprio Paese d'origine. I 56 ricercatrici e ricercatori selezionati sono ospitati da altrettante istituzioni di istruzione superiore e ricerca distribuite in 13 Stati membri dell'Unione Europea. In Italia sono state assegnate nove borse di studio. L'Università del Salento è l'unico ateneo pugliese ad aver ottenuto il riconoscimento, confermando la propria capacità di competere con successo sui bandi europei più prestigiosi e selettivi. "Il professor Zawawi, il cui supervisore scientifico è la professoressa Paola Leone, conduce presso UniSalento un progetto di ricerca di grande attualità basato su sessioni in videoconferenza tra studenti dell'Università del Salento e dell'Università di An-Najah, in Cisgiordania. Nei contesti in cui la mobilità fisica è limitata o impedita da barriere geopolitiche ed economiche, questo "ponte virtuale" garantisce un accesso equo agli scambi internazionali, offrendo agli studenti salentini un'immersione culturale autentica e a quelli palestinesi una preziosa connessione con l'ambiente accademico europeo.

Lontano dall'essere una semplice conversazione online, questa pratica di telecollaborazione costituisce un ecosistema di apprendimento formale strutturato su compiti comunicativi precisi. In ambito scientifico, le sessioni diventano un ambiente per la rilevazione di dati sul campo: l'interazione e lo scambio dialogico vengono registrati e analizzati per studiare da vicino le dinamiche linguistiche, lo sviluppo delle competenze in arabo e inglese come lingue seconde, e i processi di negoziazione culturale e inclusione interculturale.

L'arrivo del professor Zawawi a Lecce, insieme alla sua famiglia, ha presentato notevoli complessità. Le procedure necessarie per raggiungere l'Italia hanno richiesto tempi prolungati e sforzi considerevoli, a causa della difficile situazione geopolitica che caratterizza i territori palestinesi. La presenza dello studioso a UniSalento, dove ha potuto riprendere la propria attività di ricerca, è dunque il risultato di un percorso complesso che ha richiesto impegno, pazienza e il supporto di una solida rete istituzionale.

Un ruolo fondamentale in questo processo è stato svolto dalla delegata alla Proiezione internazionale Manuela De Giorgi, e dalla professoressa Leone, referente di Ateneo per la rete internazionale Scholars At Risk, alla quale l'Università del Salento aderisce dal 2022.

Il risultato è stato raggiunto grazie a una stretta collaborazione tra la componente accademica e quella tecnico-amministrativa dell'Ateneo. Sul piano scientifico, un contributo determinante è arrivato anche dalla docente Samuela Pagani, co-referente scientifica del progetto. Sul fronte amministrativo, la gestione delle procedure è stata coordinata dalla dottoressa Carmen Taurino, responsabile dell'Ufficio Relazioni Internazionali e Supporto Strategico di UniSalento. Il dottor Giuseppe Gravili ha curato i complessi iter burocratici relativi ai visti e ai permessi di soggiorno, mentre la dottoressa Paola Martino ha seguito da vicino le attività di accoglienza del docente e della sua famiglia sul territorio.

«L'ingresso dell'Università del Salento nel programma SAFE - dichiara la rettrice Maria Antonietta Aiello - è un risultato che ci rende orgogliosi su due piani. Il primo è quello del merito: siamo l'unico ateneo pugliese selezionato in un programma europeo estremamente competitivo, qual è SAFE. Il secondo, ancora più profondo, è quello dei valori: accogliere un ricercatore la cui carriera è messa a rischio dalle circostanze del suo Paese significa affermare, con i fatti, che la libertà accademica non è un principio astratto, ma una responsabilità concreta delle istituzioni. Al professor Zawawi e alla sua famiglia va il benvenuto di tutta la nostra comunità: la sua presenza a Lecce arricchisce l'Ateneo e testimonia che la conoscenza sa costruire ponti anche dove la geografia e la storia sembrano imporre distanze».

«Ospitare il professor Zawawi - dichiara Leone - è per noi un privilegio e una responsabilità. Il programma SAFE risponde a una delle sfide più urgenti che il mondo accademico europeo si trova ad affrontare: garantire che la persecuzione e il rischio non interrompano carriere scientifiche di valore. Il suo progetto di ricerca è al tempo stesso rigoroso e visionario: costruire un dialogo linguistico e culturale reale tra studenti di Lecce e studenti di An-Najah».

Aggiunge Pagani: «Questo progetto tocca temi che sono al cuore della nostra missione di ricercatrici e docenti: la lingua come strumento di incontro, la cultura come spazio condiviso, la conoscenza come diritto inalienabile. Avere qui Abdalkarim, con la sua esperienza e il suo coraggio, arricchisce la nostra comunità accademica in un modo che va ben oltre i confini di un singolo progetto di ricerca».

Ulteriori informazioni sul programma SAFE sono disponibili sul sito ufficiale del progetto: www.saferesearchers.eu

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