Anitec-Assinform - Associazione Italiana per l’Information and Communication Technology (ICT)

04/21/2026 | Press release | Distributed by Public on 04/21/2026 06:33

Intelligenza Artificiale e lavoro: mercato in crescita e nuove competenze per le imprese

Roma, 21 aprile 2026 - L'intelligenza artificiale sta trasformando il lavoro e l'organizzazione dei processi produttivi nelle imprese italiane. Nel 2025, secondo le stime Anitec-Assinform, il mercato italiano vale già 1,24 miliardi di euro, in crescita del 33% rispetto ai 935 milioni del 2024 e con proiezioni da oltre 2,5 miliardi entro il 2028. Parimenti, gli ultimi dati ISTAT, mostrano un'accelerazione senza precedenti nell'adozione nelle imprese: la quota di queste ultime ad utilizzare almeno una soluzione di IA è più che raddoppiata tra 2024 e 2025 passando dall'8 al 16,4%. Resta tuttavia incerto l'impatto occupazionale. Le stime disponibili indicano un'esposizione significativa per le professioni più routinarie, ma ancora poche evidenze causali; queste ultime mostrano una riduzione del 23,4% delle offerte di lavoro nelle professioni più esposte nel Regno Unito e, negli USA, un calo del 16% dell'occupazione tra i lavoratori junior nelle professioni "AI-Intensive".

Il mercato del lavoro italiano si trova ancora in una fase precedente, legata a una trasformazione digitale dei processi produttivi ancora incompleta, è quanto emerge dal rapporto "L'IA nel mercato del lavoro italiano - Professioni, modelli di adozione e la sfida della formazione", realizzato da Anitec-Assinform, l'Associazione di Confindustria che raggruppa le imprese ICT operanti in Italia, in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Gestionale e della Produzione del Politecnico di Torino.

Il lavoro si articola in tre parti: una rassegna della letteratura e dei dati disponibili per il caso italiano; un'analisi qualitativa su imprese pioniere nell'adozione dell'IA e un'indagine sugli attori chiave dell'ecosistema della formazione.

Molteplici sono le dimensioni dell'indagine: sul fronte dell'opinione pubblica, l'indagine internazionale SCOaPP-10 svolta dal Politecnico di Torino mostra come oltre il 50% degli italiani si dichiara preoccupato per l'avvento delle nuove tecnologie, mentre circa il 60% ritiene di non possedere competenze digitali adeguate per affrontare la trasformazione in corso. Mentre le imprese più avanti indicano come l'intelligenza artificiale sia utilizzata soprattutto come strumento di supporto ai processi decisionali, di analisi dei dati e di miglioramento dell'efficienza operativa. L'evidenza raccolta mostra come queste tecnologie tendano a modificare il contenuto delle attività professionali piuttosto che automatizzarle del tutto, favorendo invece nuove forme di collaborazione tra persone e sistemi intelligenti.

Emerge quindi dal rapporto la necessità di una nuova stagione di politiche pubbliche che mettano al centro la formazione per equipaggiare la forza lavoro all'era dell'intelligenza artificiale. Lo studio presenta un'agenda di 23 raccomandazioni rivolte a un ampio ventaglio di istituzioni, dai Ministeri del Lavoro, dell'Università e delle Imprese alle Regioni, dai Fondi interprofessionali agli atenei e alle associazioni imprenditoriali, tra cui la sperimentazione di un "conto personale di formazione per l'IA" e la razionalizzazione dell'ecosistema formativo nazionale per rispondere ai fabbisogni di competenze emergenti.

"Sui mercati del lavoro più avanzati gli effetti dell'IA si vedono già. In Italia abbiamo ancora una finestra temporale per capire il fenomeno e costruire una strategia. Siamo convinti che gli investimenti per l'adozione delle tecnologie debbano essere accompagnati da politiche pubbliche e investimenti altrettanto robusti per la formazione, altrimenti ci troveremo fuori mercato e con un tessuto sociale più fragile. Anitec-Assinform, con questo approfondimento vuole iniziare a fare la sua parte, rappresentando l'industria digitale in Italia e dialogando attivamente con Ministeri e policymaker affinché la transizione all'AI Economy sia governabile e inclusiva, ha dichiarato Massimo Dal Checco, Presidente di Anitec-Assinform.

"L'intelligenza artificiale sta trasformando il mercato del lavoro e l'organizzazione delle imprese, e questa transizione richiede un salto di qualità nelle competenze. Senza persone in grado di comprendere e governare le nuove tecnologie, il rischio è un'adozione parziale, diseguale e poco efficace. Oggi cresce la domanda di profili specialistici, ma soprattutto quella di figure ibride, capaci di integrare l'IA nei processi produttivi. Per questo il ruolo di Confindustria è costruire un ecosistema formativo avanzato, fondato su orientamento continuo, integrazione tra formazione iniziale e continua, rafforzamento della filiera tecnico-professionale e pieno sviluppo degli ITS Academy. Dobbiamo garantire a imprese e lavoratori percorsi di upskilling e reskilling accessibili, soprattutto per le PMI, perché la sfida dell'IA si vince investendo sulle persone e sulla capacità del Paese di formare competenze realmente spendibili", ha dichiarato Riccardo Di Stefano, delegato di Confindustria per Education e Open Innovation.

"L'IA è una leva strategica per la crescita della produttività e l'innovazione organizzativa, ma anche una sfida in termini di competenze e inclusione. Dalla ricerca emerge chiaramente che la formazione deve evolvere rapidamente per rispondere a una domanda di competenze sempre più dinamica: occorre allora rafforzare la collaborazione tra università, ITS academy, imprese e istituzioni per costruire percorsi formativi flessibili. Allo stesso tempo, è necessario sostenere le PMI nel processo di adozione dell'IA, riducendo i divari esistenti nel sistema produttivo. La ricerca propone un'agenda di policy per tutto l'ecosistema delle politiche industriali, del lavoro e della formazione, perché la sfida dell'IA può essere vinta dal nostro paese soltanto attraverso un'azione di sistema", ha dichiarato Stefano Sacchi, Vicerettore del Politecnico di Torino e direttore della ricerca.

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