01/02/2026 | Press release | Distributed by Public on 01/02/2026 06:07
(Arv) Venezia, 2 gennaio 2026 "Il Parlamento sarà chiamato a pronunciarsi sulla conversione del decreto che proroga l'invio di armi all'Ucraina. Ritengo necessario rivolgere un appello chiaro, non solo ai parlamentari della Lega, ma a tutti i parlamentari della coalizione di governo: non votare in Aula la conversione di questo decreto."
La presa di posizione è di Stefano Valdegamberi, Consigliere regionale della Lega- Liga Veneta.
"Le posizioni espresse dal Senatore Claudio Borghi e dal Generale Roberto Vannacci hanno contribuito a riportare al centro del dibattito una questione che non può più essere elusa: la riproposizione automatica dell'invio di armi non rappresenta una strategia di pace, ma il prolungamento di un conflitto che continua a produrre instabilità, vittime e gravi conseguenze economiche anche per l'Italia - spiega Valdegamberi - Esiste un'alternativa politica ed è sotto gli occhi di tutti: la linea seguita dal Primo ministro ungherese Viktor Orbán, fondata sulla difesa dell'interesse nazionale, sulla richiesta di negoziati e sul rifiuto di un coinvolgimento militare sempre più profondo. Questa è la linea che andrebbe seguita, senza cedere a pressioni o ricatti da parte di un'Unione europea che troppo spesso dimostra debolezza politica e assenza di una visione strategica comune."
Per Valdegamberi: "l'Italia non è un Paese marginale: senza l'Italia, l'Unione europea non avrebbe il peso politico ed economico che oggi rivendica. Per questo, non può e non deve accettare imposizioni che vanno contro l'interesse nazionale, il ruolo del Parlamento e la volontà dei cittadini."
"Da questo voto - puntualizza il Consigliere regionale - emergerà con chiarezza il pensiero di ciascuno, un pensiero che sarà giudicato dai cittadini, la cui maggioranza è contraria all'invio di armi, soprattutto quando questo significa sottrarre risorse ai bisogni primari del nostro Paese, a partire dalla sanità, dal welfare e dal sostegno alle famiglie e alle imprese. La maggioranza di governo non può limitarsi a ratificare decisioni prese altrove. Serve un segnale politico forte e condiviso, che riaffermi la centralità del Parlamento, la sovranità delle scelte italiane e la necessità di puntare con decisione sulla diplomazia."
"Per queste ragioni - conclude Stefano Valdegamberi - invito i parlamentari della Lega e gli altri parlamentari della coalizione di governo a non sostenere la conversione di questo decreto e a seguire senza esitazioni il piano di pace proposto da Donald Trump, nella convinzione che solo un'iniziativa politica coraggiosa e pragmatica possa aprire la strada a una soluzione negoziata del conflitto."