04/13/2026 | News release | Distributed by Public on 04/13/2026 10:23
Intervista a cura di Anna Marino su Il Sole 24 Ore.
«Il ministero della Giustizia ha dato seguito al deliberato congressuale e siamo già al lavoro in raccordo con l'Osservatorio istituito presso via Arenula».
Così Francesco Greco, presidente del Consiglio Nazionale Forense (Cnf), fa il punto sull'Osservatorio per l'utilizzo dell'intelligenza artificiale nella giustizia.
Come procede il lavoro?
«Per il Cnf la priorità è contribuire in modo concreto a definire criteri comuni sull'uso dell'intelligenza artificiale nella giurisdizione e nella professione forense. In questa fase il lavoro si concentra soprattutto su contenuti e regole: qualità e sicurezza dei dati, tutela del segreto professionale, trasparenza degli strumenti, affidabilità dei sistemi e responsabilità nell'utilizzo».
Diverse realtà producono o applicano Ai nel settore legale.
«Stiamo mappando che cosa offre il mercato del legal tech e quali soluzioni possono essere davvero utili agli avvocati, mantenendo le condizioni di affidabilità, sicurezza e sostenibilità. La nostra scelta è chiara: prima conoscere, poi decidere. Su un terreno così delicato non servono scorciatoie né soluzioni precostituite, ma trasparenza, concorrenza e soprattutto piena tutela degli avvocati».
Come pensate di fare per dare indicazioni agli avvocati?
«La Carta di Milano è un contributo serio, come lo sono altri documenti elaborati dagli Ordini. Il compito del Cnf quindi è trasformare le migliori esperienze in linee guida nazionali, coerenti con il quadro europeo e con i principi già messi a fuoco nella guida da noi elaborata per il Consiglio degli Ordini forensi d'Europa (Ccbe). I punti fermi sono competenza, trasparenza, riservatezza, indipendenza dell'avvocato e prevenzione dei conflitti di interesse. Su una materia che evolve così rapidamente, pensiamo che avrebbe un valore decisivo un modello di open innovation, condiviso e aperto al contributo dell'intero parterre nazionale dell'avvocatura per un uso consapevole, responsabile e deontologicamente corretto dell'Ai».
Al Congresso nazionale forense di Torino avete annunciato un sistema unico per i legali.
«Più che di un sistema unico, è corretto parlare di un modello aperto e volontario. Il Cnf ha deliberato l'avvio di una gara europea per selezionare strumenti affidabili, trasparenti e coerenti con le esigenze della professione. Il modello sarà quello della convenzione: il Cnf definirà il quadro di garanzie, mentre avvocati e praticanti potranno aderire liberamente, scegliendo se utilizzare uno o più servizi oppure non aderire».