03/06/2026 | News release | Distributed by Public on 03/06/2026 05:14
Mercoledì 4 marzo è stata inaugurata la mostra fotografica "Memorie in dialogo", attualmente ospitata nel corridoio del Palazzo Rosso dell'USI. La serata ha offerto un momento di riflessione sulle demenze, mettendo in dialogo diverse Facoltà dell'università e il territorio.
Ad aprire l'incontro è stato il Rettore ad interim dell'USI Gabriele Balbi, che ha sottolineato come l'iniziativa si inserisca nella terza missione dell'università, contribuendo al dialogo con il territorio su temi legati al benessere delle persone. Il Prof. Balbi ha inoltre evidenziato che la mostra tocca ambiti nei quali l'USI è attiva sia nella ricerca, sia nella formazione, in particolare nei campi dell'invecchiamento, della salute pubblica e della comunicazione visiva.
Dopo l'introduzione della dottoressa Anna De Benedetti, presidente della Commissione cantonale sulle demenze e del Consorzio CoPeC, la serata è proseguita con una conversazione interdisciplinare tra il professor Emiliano Albanese dell'Istituto di salute pubblica e la professoressa Katharina Lobinger dell'Istituto di Tecnologie Digitali per la Comunicazione.
Albanese ha innanzitutto inquadrato il tema ricordando che la demenza non fa parte del normale invecchiamento: si tratta di una patologia che, con l'aumento dell'aspettativa di vita, è sempre più diffusa, ma spesso ancora poco riconosciuta e purtroppo stigmatizzata. L'OMS chiede ai Paesi Membri che si dotino di campagne di sensibilizzazione o di awareness - che è ben più di una mera informazione - sulla demenza, e di iniziative strutturate come iniziative comunitarie integrate e inclusive per la demenza. In questo contesto, iniziative di sensibilizzazione come l'esposizione "Memorie in dialogo" e progetti di coinvolgimento delle persone affette da demenza e dei loro famigliari risultano particolarmente importanti. Sul ruolo delle immagini si è invece soffermata Katharina Lobinger, sottolineando i diversi modi in cui la comunicazione visiva può contribuire a rendere visibili persone e realtà spesso marginalizzate, restituendo loro dignità e diritti. Ha inoltre evidenziato come le immagini, quando realizzate con sensibilità e lontane da rappresentazioni stereotipate, possano stimolare una partecipazione emotiva e interpretativa capace di essere ancora più efficace delle parole. Dopo alcune domande dal pubblico, la serata si è conclusa con l'invito a visitare la mostra, anche attraverso visite guidate curate dalla storica dell'arte e mediatrice culturale Stefania Fink (iscrizioni via e-mail a [email protected]).
La mostra è promossa dal Consorzio CoPeC e dal progetto Interreg MU.S.E.O., coordinato in Ticino dall'ATTE, con il patrocinio della Commissione cantonale sulle demenze del Dipartimento della sanità e della socialità del Canton Ticino. L'incontro ha offerto un esempio concreto di dialogo interdisciplinare tra università e territorio, contribuendo ad accrescere la consapevolezza su un tema complesso come quello delle demenze.