Amaro, 8 ago - "Testimoniamo oggi quanta strada sia stata fatta in termini di soccorso e quanta competenza esprima il Friuli Venezia Giulia nell'affrontare le emergenze attraverso l'addestramento e la prevenzione".
Con queste parole l'assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli è intervenuta ad Amaro a chiusura di "Operazione Gambero", l'esercitazione internazionale che ha trasformato la memoria del sisma del 1976 in un laboratorio tecnico di alto livello per la sicurezza del territorio.
L'iniziativa, coordinata dal Soccorso Alpino della Guardia di Finanza (SAGF) in sinergia con l'Amministrazione comunale, ha visto nuclei d'élite provenienti da Italia, Austria, Croazia e Stati Uniti operare in scenari complessi come i bunker sulla strada Amaro-Campiolo, cave e canali ad elevata pendenza per simulare interventi in frana o in assenza di luce.
L'assessore ha sottolineato come il Friuli sia "una comunità che ha imparato dal sisma del '76 a mettere in campo ogni competenza per fare in modo che le situazioni di crisi siano gestite al meglio", evidenziando la solidità di un sistema che vede collaborare Vigili del Fuoco, Soccorso Alpino, Protezione Civile e Forze di Polizia.
"Nel periodo estivo, come in quello invernale, siete una certezza" ha affermato Zilli, con un ringraziamento speciale al sindaco di Amaro, Cristiana Mainardis, "per la lungimiranza che ha saputo dimostrare in occasione del 50° anniversario del terremoto del Friuli". "Parlo di lungimiranza - ha aggiunto Zilli - perché quest'anno viviamo tante occasioni per celebrare il ricordo, ma anche per rendere solido il nostro futuro e questo è uno degli esempi più belli che potremmo ricordare: la fiducia che allora ebbero i nostri padri e i nostri nonni credo sia stata ben riposta, anche grazie alla competenza e alla professionalità di tutte le squadre dei soccorritori e alla lungimiranza di sindaci giovani che hanno saputo raccogliere quel testimone".
Sotto il profilo tecnico, l'esercitazione ha messo in luce la centralità delle unità cinofile, dotate di una capacità olfattiva e di movimentazione su terreni impervi che la tecnologia non può ancora sostituire.
Zilli ha infatti rimarcato che "il legame profondo che si crea tra l'addestratore e il proprio cane resta ancora oggi un elemento di svolta eccellente per poter trovare le persone disperse".
Le attività hanno testato la resistenza psicofisica degli animali e la loro capacità di operare in teleolfatto per intercettare emanazioni odorose a centinaia di metri di distanza, confermando l'efficacia di un addestramento che richiede anni di specializzazione. ARC/EP/gg