Comune di Genova

03/07/2026 | Press release | Distributed by Public on 03/07/2026 05:34

Giornata internazionale della donna, a palazzo tursi il 65% dei dipendenti è donna: il 55% dei ruoli apicali è al femminile

Pubblicata l'indagine del centro studi di Palazzo Tursi: un sondaggio tra un campione di donne sulla parità di genere sul lavoro

Il Comune di Genova si conferma a trazione femminile: su un organico di 5.047 dipendenti, il 65% è donna. Anche nelle posizioni dirigenziali la presenza femminile è del 55% che arriva a sfiorare il 57% per quanto riguarda le Elevate qualificazioni e Alte professionalità (quadri). Guardando i dati assunzionali dell'ultimo quinquennio (2021-26), quasi il 77% è composto da donne.

Proprio sull'occupazione femminile, il Centro Studi della Direzione area Attrattività, Competitività e Transizione Ecologica del Comune di Genova ha realizzato la ricerca "Donne, talenti in Comune - Le skills delle donne" che, partendo da un'indagine documentale e su un sondaggio di circa 100 donne, tra i 18 e i 65 anni (online sulla piattaforma web europea EU Survey, in forma anonima con 27 domande, effettuato tra fine 2024 e 2025) italiane (residenti in Italia e all'estero) e straniere, prese a campione, offre spunti di riflessione su ruoli e posizioni delle donne nel mondo del lavoro.

«I dati ci dimostrano che una presenza femminile forte e qualificata è possibile anche nelle posizioni di responsabilità - dichiara la sindaca di Genova, Silvia Salis - oggi a Palazzo Tursi il 65% dei dipendenti è donna e più della metà dei ruoli apicali sono ricoperti da donne. Inoltre, mi piace ricordare che la nostra giunta è composta da una maggioranza femminile, un caso a dir poco raro nei principali Comuni del Paese: un chiaro segnale che abbiamo voluto lanciare già dai primi giorni della nostra azione amministrativa. Sono numeri e statistiche che ci inorgogliscono, ma che non devono farci abbassare la guardia su un divario di genere che nel mondo del lavoro non è ancora superato». «Ci sono ostacoli che continuano a incidere sulle scelte di vita e di carriera - aggiunge Salis - per questo è importante continuare a lavorare su politiche concrete che rendano davvero possibile conciliare lavoro, famiglia e aspirazioni personali. In Italia, dopo la nascita di un figlio, una donna su cinque lascia il lavoro e, tra i 25 e i 49 anni, il carico della cura continua a gravare sulle madri. Inoltre, a cinque anni dalla laurea il divario retributivo supera il 20% a sfavore delle donne. La Giornata Internazionale della Donna è un momento di riflessione e auspico sia anche l'occasione per guardare avanti verso politiche strutturali a livello centrale che consentano pari possibilità di accesso al lavoro e alla crescita professionale e personale».

«Come dimostrano i dati sull'occupazione femminile all'interno del Comune di Genova, le donne rappresentano un pilastro importante di un'organizzazione complessa e di questo sono molto orgogliosa - commenta l'assessora alle Pari opportunità e Personale - quanto emerge dall'analisi puntuale, realizzata dal nostro centro studi, dimostra che ancora molto deve essere fatto per raggiungere la parità di genere non solo sul posto di lavoro, ma in generale all'interno della nostra società: il lavoro è essenziale per la parità, ma il divario occupazionale e retributivo persiste. Le carriere femminili sono più discontinue e spesso legate al part-time per conciliare famiglia e lavoro. La maternità rimane un ostacolo significativo: tutto questo non è accettabile e sul reale abbattimento degli ostacoli sulla strada, ancora in salita, della parità di genere al lavoro e nella vita, siamo fortemente impegnate come amministrazione. Il Comune di Genova, dove non esiste in gender pay gap e le ragazze e donne hanno possibilità di emergere grazie alle proprie skills, rappresenta sicuramente un modello virtuoso».

Il questionario, in particolare, ha permesso di raccogliere la percezione delle donne relativamente al gender-gap, le strategie adottate per affrontarlo e, soprattutto, il messaggio che desiderano trasmettere alle nuove generazioni di donne.

L'indagine conferma che il divario di genere sul lavoro è ancora molto spiccato: sono le stesse donne intervistate che, nel 23% dei casi, ritiene che una donna con figli piccoli non dovrebbe lavorare a tempo pieno, nel 27% ritiene che spetti a lei la maggiore responsabilità nella cura dei figli e il 44% ritiene che le donne si avvalgano del loro aspetto fisico per avere successo. L'83,3% delle donne straniere dichiara che l'aver avuto dei figli ha influenzato il proprio percorso lavorativo, percentuale che sorprende poiché solo il 66,7% delle italiane afferma lo stesso. "Questo dato - si legge nell'indagine del Centro studi di Palazzo Tursi - suggerisce che, sebbene la maternità rappresenti una sfida trasversale nella conciliazione degli ambiti personali e professionali, le donne italiane sembrano soffrire meno questo limite. Particolarmente rilevante è il dato relativo a chi ha scelto di non avere figli per motivi legati alla carriera: il 36,4% delle italiane ha dichiarato di aver rinunciato alla maternità in favore della carriera, contro il 20% delle straniere. Sebbene entrambe le categorie del campione, donne italiane e straniere, abbiano espresso esperienze di disagio, le italiane riportano una leggera minore difficoltà nel gestire vita privata 72,4% contro il 72,7% delle straniere. Ancora una volta risultano fondamentali le reti familiari, più presenti nel nostro paese, ma è evidente che il problema è a oggi ben presente a livello nazionale e internazionale.

Come testimoniano i dati (Istat) sul livello di istruzione, disaggregati per genere ed età, fino a un passato non tanto remoto - quello vissuto dagli attuali 60 e 70enni - la quota di donne diplomate e laureate era molto inferiore a quella dei coetanei uomini. Nel 2023 tale tendenza è decisamente superata: secondo Istat infatti il 68,0% delle 25-64enni ha almeno un diploma o una qualifica (62,9% tra gli uomini) e coloro in possesso di un titolo terziario raggiungono il 24,9% (18,3% tra gli uomini). Inoltre, emerge una crescente consapevolezza e una volontà condivisa di contrastare gli stereotipi e le barriere culturali, anche attraverso l'esempio personale e l'impegno attivo nella promozione dell'equità. Un capitolo dell'indagine è dedicato al fenomeno "Queen Bees" (api regine) che risulta "presente in molti ambienti, ma viene motivato dalle donne non come una caratteristica genetica propria del mondo femminile, bensì come un adattamento, conseguente a secoli di disparità di trattamento fino ad arrivare alla prevaricazione e sopraffazione, le quali hanno generato questo effetto inverso dal quale ci si dovrebbe affrancare per una forma di riconoscimento della propria dignità femminile". Sulla maternità e la gestione della vita familiare emergono come snodi critici, spesso affrontati in assenza di adeguati strumenti di supporto, soprattutto dalle donne, ma sempre di più anche dagli uomini (figli, anziani, malati da accudire). Tuttavia, le esperienze riportate mostrano che flessibilità, collaborazione, fiducia e politiche inclusive possono rendere compatibili ambizioni professionali e responsabilità personali, a beneficio dell'intero ecosistema lavorativo, tanto per le donne come per gli uomini.

Il report del Centro Studi è scaricabile sul sito del Comune di Genova al link https://smart.comune.genova.it/comunicati-stampa/donne-talenti-comune

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