03/31/2026 | Press release | Distributed by Public on 03/31/2026 02:20
(Arv) Venezia, 31 marzo 2026
"L'Autonomia differenziata, così come impostata, rischia di rivelarsi un vicolo cieco. Non per pregiudizio ideologico, ma per una valutazione concreta: difficilmente potrà cambiare in modo sostanziale i rapporti tra il Veneto e lo Stato centrale, né garantire ai cittadini veneti il ritorno economico che meritano. Se qualche risorsa aggiuntiva dovesse comunque arrivare, ben venga, ma ne dubitiamo fortemente. Per questo Resistere Veneto rilancia una proposta diversa, che parte dall'art. 2 dello Statuto della Regione Veneto: l'autogoverno. Non come suggestione folcloristica o rivendicazione simbolica, ma come programma concreto e immediatamente praticabile nei limiti dell'ordinamento vigente". Con queste parole, il capogruppo di Resistere Veneto, a palazzo Ferro-Fini, Riccardo Szumski in merito all'Autonomia differenziata.
"La direzione - prosegue il consigliere - è già tracciata da iniziative già abbozzate e che vanno portate a compimento.
Qualche esempio: la costituzione di una holding autostradale veneta; la gestione diretta delle risorse idroelettriche della montagna; lo sviluppo di una multi-utility regionale. Strumenti che non significano solo identità territoriale, ma soprattutto più risorse disponibili con il ritorno economico diretto per i cittadini e maggiore efficienza nella gestione dei servizi. Va completata inoltre, l'attribuzione piena alla Provincia di Belluno delle competenze già previste dalla legge regionale del 2014, un modello che indica una via percorribile anche altrove".
"Proporremo inoltre, nelle prossime settimane, - prosegue il consigliere - uno strumento di credito regionale: un'ipotesi concreta, da discutere con rigore giuridico ed economico, per dotare il Veneto di leve finanziarie proprie. Ma tutto questo - ribadisce Szumski - non può essere la bandiera di una forza politica sola. La posta in gioco è troppo alta. Per questo avanziamo una proposta a tutte le forze del Consiglio Regionale, alla Giunta e al Presidente: la nomina di un'Assemblea fondativa per l'autogoverno Veneto, composta da rappresentanti del Consiglio Regionale, giuristi ed esperti di economia e management, con il mandato di elaborare un modello di governance regionale nuovo, calato sulla realtà del nostro territorio, capace di valorizzare ciò che già abbiamo senza attendere che qualcuno ce lo conceda dall'esterno. I veneti hanno dimostrato una capacità di innovazione straordinaria". "La questione è semplice e diretta: portare a casa risorse e redistribuirle ai cittadini. Non promesse, non deleghe in bianco a Roma, non attese indefinite. Risultati concreti, gestiti da noi, per noi", conclude Szumski.