04/10/2026 | News release | Distributed by Public on 04/10/2026 01:45
Le ostriche della società agricola Kappa di Chioggia all'inaugurazione ufficiale del Vinitaly, domenica 12 aprile, alla presenza del Ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida. "Un'eccellenza veneziana alla Fiera del vino più importante del mondo -osserva Pescagri-Cia Veneto-. Nonostante le molteplici difficoltà, su tutte il granchio blu che imperversa da tre anni, i nostri produttori dimostrano ancora una volta di essere fra i migliori d'Italia. Un orgoglio per l'intero territorio".
Per quanto riguarda il comparto vitivinicolo, invece, Cia-Agricoltori Italiani Veneto ricorda che l'ultima annata è stata più che buona. Come riporta Veneto Agricoltura, "in Italia la produzione di uva da vino si è attestata a 66,8 milioni di quintali, di cui 65,5 milioni effettivamente raccolti". In questo quadro, la nostra Regione si è confermata la prima per produzione, con 14,2 milioni di quintali, pari al 21,7% del totale nazionale.
"Sempre di più il settore è un capitale che va tutelato e protetto da attacchi e tesi allarmistiche -commenta il presidente di Cia Veneto, Giorgio Puppin-. Il Vinitaly diventa l'occasione per fare squadra, promuovendo le etichette dei nostri agricoltori su mercati ancora inesplorati".
"Le organizzazioni agricole, assieme alle Istituzioni -chiarisce lo stesso Puppin- sono chiamate a sostenere il comparto quale asset strategico in termini economici, culturali e turistici". Se peraltro consideriamo che -con 72 milioni di presenze (oltre il 70% stranieri)- il Veneto detiene anche il primato italiano per flussi turistici, "il vitivinicolo ha ampi margini di crescita; a tale riguardo l'enoturismo è una delle carte vincenti. Non solo. Il vino consente di identificare un territorio in maniera precisa e puntuale". E non dev'essere demonizzato, anzi.
"Al mondo della politica -aggiunge- chiediamo un radicale cambio di prospettiva: il comparto venga rimesso al centro della filiera". L'adozione della certificazione SQNPI, Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata (lo schema di certificazione volontario per tutti quei prodotti agricoli e agroalimentari ottenuti con tecniche di produzione integrata, cioè che privilegia l'uso di tecniche meno impattanti) è infine un elemento qualificante. "Oggi i consumatori sono particolarmente esigenti, rapidi nei cambiamenti, oltre che attenti alla sostenibilità", conclude Puppin.