Regione Emilia Romagna

03/28/2026 | Press release | Distributed by Public on 03/28/2026 04:33

Relazioni internazionali. Memoria, cittadinanza e democrazia: il presidente de Pascale riceve in Regione gli eredi dei volontari antifranchisti emiliano-romagnoli a cui la[...]

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Relazioni internazionali. Memoria, cittadinanza e democrazia: il presidente de Pascale riceve in Regione gli eredi dei volontari antifranchisti emiliano-romagnoli a cui la Spagna ha riconosciuto la cittadinanza. "Un gesto che rafforza un legame storico tra i nostri territori, costruito sui valori di libertà e impegno civile"

Presente l'ambasciatore di Spagna in Italia, Miguel Fernández-Palacios. Per celebrare il riconoscimento della cittadinanza consegnati agli eredi un quadro con la prima bandiera italiana, una pergamena e una copia della Costituzione spagnola

Data:

28 marzo 2026 11:30

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Bologna - Sono rimasti fedeli agli ideali antifascisti dei loro antenati, volontari nelle Brigate internazionali contro il franchismo. Lo scorso novembre la Spagna ha riconosciuto la cittadinanza a 17 discendenti di emiliano-romagnoli che presero parte alla guerra civile nelle fila dell'esercito repubblicano, in attuazione della legge sulla memoria democratica.

Per celebrare l'iniziativa, la Regione Emilia-Romagna, insieme all'Ambasciata di Spagna in Italia, ha accolto ieri a Bologna, nella sede di viale Aldo Moro, in sala Fanti, i neocittadini spagnoli, consegnando loro un omaggio simbolico: un quadro con la prima bandiera italiana e una pergamena. L'ambasciatore ha invece donato una copia della Costituzione spagnola.

Ad aprire la cerimonia, il presidente della Regione a, Michele de Pascale, e l'ambasciatore, Miguel Fernández-Palacios.

"Il riconoscimento della cittadinanza spagnola ai discendenti diretti degli emiliano-romagnoli che si sono battuti contro la dittatura franchista è un gesto dal forte valore simbolico, che riconosce il merito di aver mantenuto vivi gli ideali di democrazia, uguaglianza e solidarietà dei loro antenati- afferma il presidente de Pascale-. È un omaggio alle donne e agli uomini che hanno combattuto lontano da casa per un futuro più giusto, consapevoli di cosa significasse difendere la libertà anche per altri popoli e che, in molti casi, hanno poi continuato quella lotta in Italia, unendosi alla Resistenza e trasmettendone il senso alle generazioni successive. Una scelta forte, che si inserisce nella lunga tradizione dell'Emilia-Romagna e del nostro Paese a difesa della democrazia e dei diritti nel mondo. Si riafferma così il valore di un impegno antifascista che, proprio nell'esperienza delle Brigate internazionali, trovò una delle sue prime espressioni a livello internazionale, anticipando l'idea di un'Europa fondata sulla difesa della libertà".

"Questo riconoscimento- prosegue il presidente- crea un ponte ideale fra la Spagna e la nostra regione, un legame di fratellanza che oggi si rinnova anche nelle sfide comuni. A partire dagli eventi climatici che hanno colpito i nostri territori, e che richiedono risposte condivise, come dimostra l'alleanza avviata con diverse regioni spagnole a livello europeo, nella consapevolezza di un destino comune nello spazio mediterraneo. Il sacrificio di queste donne e di questi uomini- conclude il presidente- parla ancora oggi e richiama tutti noi alla responsabilità di riconoscere ogni ingiustizia, ovunque nel mondo: una prova di dedizione alla causa della libertà che richiama i valori della nostra Costituzione e che rappresenta un insegnamento da custodire e trasmettere, per il nostro futuro e per le generazioni che verranno".

"Oggi celebriamo un atto di riconoscimento molto importante- afferma l'ambasciatore, Miguel Fernández-Palacios-. Uomini e donne che attraversarono i Pirenei perché credevano nella libertà e che per questa scelta pagarono un prezzo altissimo. La memoria democratica, fondata sui principi di verità, giustizia e uguaglianza, così rappresentativi della storia dell'Emilia-Romagna, è un presidio fondamentale per evitare che quelle tragedie si ripetano e per rafforzare i valori condivisi tra i nostri Paesi".

Nel corso dell'incontro, i ricercatori Filippo Mattia Ferrara e Andrea Zoccheddu dell'Istituto storico Ferruccio Parri di Bologna hanno ricostruito il contesto della guerra civile spagnola, valorizzando il patrimonio documentale conservato dall'istituto. Un archivio che, grazie alle schede biografiche dei combattenti e alla documentazione fotografica, rappresenta una delle principali fonti sulle Brigate internazionali e sul successivo impegno degli antifascisti italiani.A sottolineare il valore della ricerca e della trasmissione della memoria è stato anche il presidente nazionale dell'Aicvas, l'Associazione Italiana Combattenti Volontari Antifascisti di Spagna, Italo Poma, che ha richiamato il ruolo dell'associazione non solo nella conservazione delle testimonianze, ma anche nella promozione dello studio storico e nella diffusione dei valori legati a quell'esperienza, soprattutto tra le nuove generazioni.Spazio, infine, alle testimonianze degli eredi dei combattenti antifranchisti, che hanno evidenziato il legame tra memoria familiare e impegno civile, raccontando un percorso che da esperienza privata si è trasformato nel tempo in una narrazione pubblica, capace di mantenere vivi e attuali i valori trasmessi dalle generazioni precedenti.

Vincenzo Menichella

In cartella stampa le foto dell'incontro

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Ultimo aggiornamento: 28-03-2026, 11:30

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