Ministry of Foreign Affairs and International Cooperation of the Italian Republic

04/01/2026 | Press release | Archived content

Interrogazione a risposta scritta 4-02823 Sen. Maiorino (M5S) sulle iniziative per favorire il rispetto da parte del Giappone degli obblighi derivanti dalle norme[...]


Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-02823


presentata da

ALESSANDRA MAIORINO
martedì 3 marzo 2026, seduta n.394

MAIORINO, BILOTTI, LOREFICE, PIRONDINI - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale - Premesso che:

secondo un articolo pubblicato su "Fanpage.it", il cittadino italiano Michele Dall'Arno, docente universitario residente a Toyohashi in Giappone, ha visto i propri tre figli di 7, 5 e 3 anni scomparire improvvisamente dopo il rientro da un breve viaggio di lavoro, essendo stati portati via dalla moglie senza alcun preavviso, con contestuale cambio di residenza e scuola dei minori senza informazioni o consenso da parte del padre;

la vicenda, iniziata il 31 ottobre 2025, ha lasciato il padre senza alcun contatto regolare con i propri figli e lo ha costretto a rivolgersi a mezzi alternativi (come registrare video su "YouTube" per trasmettere messaggi di buonanotte ai bambini) pur di mantenere un legame affettivo;

secondo la medesima testimonianza, nel sistema giuridico nipponico la sottrazione di minori da parte di un genitore, sebbene formalmente vietata dalla legge locale, non è effettivamente sanzionata penalmente, rendendo possibile allontanare i figli senza conseguenze per il genitore che li sottrae;

la legislazione giapponese non prevede l'affido congiunto dei figli in caso di separazione e statistiche e studi accademici evidenziano che circa due divorzi su tre in Giappone iniziano con una sottrazione, con centinaia di migliaia di minori che ogni anno perdono ogni contatto con uno dei genitori;

questa situazione, oltre a sollevare evidenti criticità sul piano della tutela dei diritti fondamentali dei minori e dei genitori, impatta in modo significativo sui cittadini italiani residenti all'estero o in contesti di diritto internazionale privato, con possibili ricadute sulla coesione familiare e sul benessere psicofisico dei minori coinvolti;

la situazione ha avuto notevole eco e ha portato ad un coinvolgimento del Parlamento europeo, che nel luglio 2020 ha adottato una risoluzione non legislativa nella quale esprime forte preoccupazione per l'aumento di casi di sottrazione di minori in Giappone quando uno dei genitori è cittadino di un Paese membro dell'Unione e invita le autorità giapponesi a rispettare pienamente gli obblighi internazionali in materia di protezione dei minori;

considerato che:

nella risoluzione il Parlamento europeo ha evidenziato che il Giappone, pur essendo parte della Convenzione de L'Aja del 1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori, non applica efficacemente i principi di tale trattato nei casi di sottrazione "interna", né riconosce formalmente l'affidamento condiviso né strumenti di tutela adeguati per il genitore non affidatario;

il Parlamento europeo ha sollecitato le autorità giapponesi ad allineare la propria normativa interna agli impegni internazionali, consentendo l'applicazione delle decisioni di tribunali stranieri di restituzione dei minori e garantendo il diritto di visita per entrambi i genitori;

nella stessa risoluzione si richiama l'importanza di tutelare "l'interesse superiore del minore" e di gestire con tempestività queste situazioni per evitare conseguenze dannose a lungo termine sui minori e sui loro rapporti affettivi, secondo quanto previsto dalla Convenzione ONU sui diritti del fanciullo (UNCRC);

il Parlamento europeo ha inoltre sollecitato gli Stati membri, l'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e le istituzioni europee ad inserire sistematicamente queste tematiche nell'agenda dei rapporti bilaterali con Giappone e a sviluppare meccanismi di cooperazione transfrontaliera e di informazione per aiutare i genitori coinvolti in controversie familiari oltre confine;

l'articolo di Fanpage.it segnala l'impegno dell'ambasciata italiana a Tokyo e della Farnesina, nonché l'attenzione di alcuni parlamentari italiani sul caso, ma denuncia allo stesso tempo l'assenza di "passi concreti" nella tutela dei diritti dei minori in questa circostanza,

si chiede di sapere:

quale sia la posizione ufficiale del Governo italiano in merito alle criticità sistemiche evidenziate dal Parlamento europeo riguardo al quadro giuridico giapponese in materia di affido e sottrazione di minori, in particolare laddove decisioni nazionali o internazionali non sarebbero rispettate o applicate efficacemente sul terreno giuridico locale;

quali iniziative diplomatiche e giuridiche siano state adottate o siano in corso nel nostro Paese, nonché in seno all'Unione europea e in ambito multilaterale, per promuovere il pieno rispetto da parte del Giappone degli obblighi internazionali derivanti dalla Convenzione de L'Aja e dalle norme internazionali sui diritti dei minori, nonché per tutelare i cittadini italiani e i loro figli coinvolti in questi casi;

se non ritenga di potenziare il sostegno consolare, legale e psicologico ai genitori italiani che si trovano in situazione di conflitto familiare in Giappone, garantendo strumenti pratici di assistenza in casi di sottrazione o di mancata applicazione delle decisioni giudiziarie internazionali;

quali ulteriori proposte di coordinamento con le istituzioni europee o di iniziative bilaterali con il Governo giapponese ritenga opportuno promuovere per assicurare che la tutela del minore e il mantenimento dei legami familiari siano effettivamente garantiti, nel rispetto dei diritti fondamentali previsti dal diritto internazionale.

(4-02823)



Atto Senato

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 136.
all'Interrogazione a risposta scritta 4-02823

Risposta. - Questo Ministero segue con la massima attenzione le vicende relative ai minori sottratti e contesi all'estero, attivando, in coordinamento con il Ministero della giustizia, le opportune iniziative di sensibilizzazione in merito al rispetto degli obblighi e delle convenzioni internazionali in materia di diritti dei minori. Il Giappone ha aderito nel 2014 alla convenzione de L'Aia del 25 ottobre 1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori, che stabilisce procedure specifiche per il rimpatrio dei minori illecitamente sottratti all'estero e per la tutela del diritto di visita del genitore non convivente. Le autorità centrali competenti per l'attuazione della convenzione sono il Ministero della giustizia per l'Italia e il Ministero degli affari esteri per il Giappone. In quest'ambito, ad oggi l'Italia ha gestito con la controparte giapponese 6 casi, di cui due conclusisi con il rientro del minore in Italia, mentre gli altri definiti mediante accordo tra i genitori o per mancanza di azione da parte del richiedente.

I procedimenti riguardanti invece la regolamentazione e la tutela del diritto di visita all'interno del territorio giapponese risultano maggiormente complessi. In quanto contenziosi familiari relativi all'affido e al diritto di visita a seguito di separazione (anche di fatto) o di divorzio di coniugi residenti in Giappone, questi casi non rientrano nella fattispecie della sottrazione internazionale di minori disciplinata dall'articolo 3 della convenzione de L'Aia. In questo ambito, sono ad oggi 13 i casi segnalati, di cui la maggior parte relativi a nuclei familiari composti da padre italiano e madre giapponese stabilmente residenti in Giappone, come per la vicenda che coinvolge il signor Dall'Arno.

Attualmente, la principale criticità nella risoluzione di queste situazioni è da attribuire all'assenza dell'istituto dell'affido condiviso nell'ordinamento giapponese, da cui deriva un'impostazione giuridica complessiva che comporta una significativa limitazione dei rapporti tra il figlio minore e il genitore non affidatario e la resistenza da parte delle autorità giudiziarie giapponesi alla concessione dei diritti di visita al genitore straniero non convivente. Solo recentemente, il Giappone è intervenuto per introdurre modifiche alla disciplina del diritto di famiglia. Attraverso una modifica legislativa operata nel 2020 è stata resa più efficace l'esecuzione delle sentenze di restituzione dei minori e regolamentazione dei contatti e delle visite attraverso una semplificazione dei procedimenti di esecuzione indiretta, che impongono al genitore inadempiente il risarcimento in forma pecuniaria al genitore leso. Inoltre è stata recentemente adottata una riforma del diritto di famiglia, approvata nel maggio 2024, che introduce, a partire dal 1° aprile 2026, la possibilità dell'affido condiviso dei figli a seguito di divorzio, superando l'attuale impostazione basata esclusivamente sull'affido a un solo genitore.

Questo Ministero, in coordinamento con l'ambasciata d'Italia a Tokyo e il consolato generale a Osaka, segue con attenzione le vicende dei minori contesi in Giappone prestando ogni possibile assistenza ai connazionali coinvolti, in particolare fornendo loro informazioni sugli strumenti giuridici attivabili e orientandoli verso la necessaria assistenza legale specializzata. Qualora possibile, le nostre sedi svolgono anche tentativi di mediazione tra le posizioni dei genitori, cercando di facilitare il raggiungimento di un accordo. Nel corso degli anni, numerose iniziative a livello tecnico e politico sono state inoltre intraprese sia a livello bilaterale che insieme ai Paesi UE e agli altri Paesi partner che affrontano situazioni analoghe. In molteplici occasioni l'ambasciata italiana a Tokyo ha sensibilizzato le autorità locali sull'importanza dell'applicazione delle sentenze e dello svolgimento di visite consolari ai minori. In vista della prossima entrata in vigore della citata riforma, è prevista l'adozione di ulteriori azioni di sensibilizzazione nei confronti del Ministro della giustizia giapponese da parte dell'Italia insieme ai Paesi UE e agli altri Paesi partner.

Quanto alla specifica vicenda del signor Dall'Arno, questa rientra, come anticipato, nel quadro dei contenziosi familiari relativi all'affido e al diritto di visita a seguito di separazione di coniugi residenti in Giappone. A novembre 2025 infatti la moglie del signor Dall'Arno ha lasciato la casa familiare portando con sé i tre figli, che da allora non hanno più avuto alcun contatto con il padre. Il giudizio di divorzio tra i due coniugi risulta attualmente pendente. La Farnesina, attraverso le sedi diplomatico-consolari in Giappone, si è immediatamente attivata per seguire la vicenda e assicurare ogni assistenza al connazionale. L'ambasciatore d'Italia a Tokyo e il console generale a Osaka hanno più volte incontrato il signor Dall'Arno per avere aggiornamenti sulla sua situazione familiare e rassicurarlo sulle iniziative di sensibilizzazione svolte nei confronti delle autorità giapponesi. L'ambasciata ha inoltre trasmesso alle autorità locali una nota verbale con richiesta di facilitazione di una visita consolare ai minori e ha promosso la discussione del caso anche nell'ambito del coordinamento con gli altri Paesi UE. La Farnesina ha inoltre contattato la madre del connazionale e il suo legale in Italia per ragionare su un approccio che favorisca la posizione giuridica del connazionale in Giappone in vista dell'entrata in vigore della riforma legislativa il prossimo 1° aprile.

Il Ministero continuerà a seguire con la massima attenzione gli sviluppi della vicenda, nonché a monitorare l'evoluzione normativa e giurisprudenziale in materia di diritto di famiglia in Giappone per assicurare la tutela del superiore interesse dei minori.

TRIPODI MARIA Sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale

01/04/2026

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