Comune di Reggio Emilia

09/02/2026 | Press release | Distributed by Public on 09/02/2026 04:57

A Reggio Emilia una mostra dedicata ai Giusti nello sport

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Quattordici atlete e atleti che, in ogni angolo del mondo e in ogni epoca, sono andati controcorrente per prevenire il male, contrastare l'indifferenza e difendere i diritti umani, sono i protagonisti della mostra "I Giusti nello Sport", che inaugura questa mattina al Giardino dei Giusti del parco Santa Maria di Reggio Emilia (vicolo Venezia). L'esposizione, realizzata dalla Fondazione Gariwo con il fotografo Gabriele Stabile, è promossa in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia, Istoreco, Mondinsieme e Associazione Aperta-Mente e Via Roma Zero.

Cuore della mostra sono le storie di uomini e donne che, attraverso lo sport, hanno saputo compiere scelte di coraggio, solidarietà e responsabilità, mettendo i propri valori al servizio degli altri e contribuendo, in molti casi, a salvare vite umane. Tra le figure ricordate c'è anche quella di Gino Bartali - la cui storia riveste un significato particolare anche per il legame con la città di Reggio Emilia che nel 2017 gli ha intitolato una scuola primaria - insieme a numerosi altri protagonisti, alcuni dei quali molto giovani, che hanno utilizzato lo sport come strumento di inclusione, di aiuto concreto e di salvezza per persone in difficoltà.

La mostra sarà visitabile fino al 30 settembre, dalle ore 7 alle ore 22.30. A presentare il percorso espositivo e le iniziative collaterali sono stati questa mattina, nel corso dell'inaugurazione, il sindaco Marco Massari, le assessore alle politiche educative Marwa Mahmoud e allo Sport Stefania Bondavalli; il presidente del Consiglio comunale Matteo Iori e Erica Carraria della Fondazione Gariwo. Erano inoltre presenti il prefetto di Reggio Emilia Salvatore Angieri e il questore Carmine Soriente, i referenti delle realtà coinvolte Istoreco, Mondinsieme, Associazione Aperta-Mente e Via Roma Zero.

"Siamo orgogliosi - ha detto il sindaco Marco Massari nel corso dell'inaugurazione - di ospitare a Reggio Emilia una mostra che rappresenta un'occasione importante per preservare e trasmettere la memoria di donne e uomini che, grazie al loro esempio e alle scelte compiute, hanno saputo affermare valori di coraggio, responsabilità e solidarietà anche nei momenti più difficili della storia. Lo sport non è soltanto espressione di talento ed eccellenza ma rappresenta anche uno straordinario strumento di crescita civile e le storie raccontate nei 14 pannelli che compongono l'esposizione, provenienti da contesti sportivi e geografici differenti, ce lo dimostrano. Sono la testimonianza di come, anche nei contesti più avversi, sia possibile scegliere da che parte stare e trasformare il proprio comportamento in una testimonianza concreta di umanità".

Il sindaco ha poi ricordato come, tra gli sportivi e le sportive celebrati dalla mostra, ci sia anche la figura di Gino Bartali, "un campione che ha scelto di non voltarsi dall'altra parte quando ce n'era più bisogno e che fa parte della storia di Reggio Emilia".

"Stiamo vivendo un tempo molto difficile, con una guerra mondiale su più fronti, e allora è soprattutto adesso che lo sport è chiamato a diffondere i suoi valori più alti - dice il presidente di Fondazione Gariwo Gabriele Nissim- Con questa mostra presentiamo alcuni dei campioni dello sport che si sono presi una responsabilità nei confronti del mondo e della difesa della dignità umana. Per noi questi atleti e atlete sono dei grandi vincitori e vincitrici delle battaglie morali per l'umanità e devono essere per tutti noi un esempio. Gariwo è convinta che lo sport sia un linguaggio universale e se lo capiscono gli sportivi e gli organizzatori, allora anche loro, insieme a tutti noi, possono fare la differenza nella battaglia per la pace, la democrazia e il dialogo. Per noi sono loro i veri vincitori e con questa mostra li onoriamo come se avessero vinto il trofeo più prestigioso. È un messaggio che vorremmo consegnare ai giovani e a tutti quelli che amano lo sport. Tifate per loro".

La mostra - L'esposizione, già ospitata presso la sede delle Nazioni Unite a New York, attraverso una selezione di 14 storie internazionali, presenta figure del mondo sportivo che hanno saputo andare controcorrente, sfidare discriminazioni e violenze, difendere la dignità umana e utilizzare lo sport come strumento di libertà e cambiamento sociale. Ogni pannello mostra una storia composta da persone, luoghi ed epoche storiche lontane tra loro ma unite dallo sport, spazio di promozione di valori positivi e di salvaguardia dei diritti umani, e da una scelta giusta esemplare, di coraggio e responsabilità personale, trasformandosi in modelli virtuosi da imitare.

Ciascuna opera è accompagnata da una parola chiave, giustapposta alle immagini, esemplificativa del valore espresso dalla storia del Giusto.

I Giusti e le Giuste scelte sono:

1. Arthur Ashe: il campione di tennis che si è battuto contro l'apartheid e ha sensibilizzato il mondo sull'HIV;

2. Ettore Castiglioni: l'alpinista che guidò e portò in salvo attraverso valichi alpini ebrei e perseguitati politici;

3. Gino Bartali: il ciclista italiano che, durante la Seconda Guerra Mondiale, salvò più di ottocento persone a rischio deportazione;

4. Yusra Mardini: la nuotatrice siriana che, con la sorella Sarah, salvò i migranti in fuga verso la Grecia, denunciandone il dramma alle Nazioni Unite;

5. I coniugi Zatopek: i campioni olimpici di atletica leggera che, durante la Primavera di Praga, firmarono il "Manifesto delle duemila parole", sostenendo con coraggio un socialismo dal volto umano;

6. Antonio Maglio: il neurologo pugliese, pioniere nella riabilitazione dei paraplegici nell'Italia degli anni Cinquanta, che pose le basi per il movimento paralimpico mondiale;

7. Sadaf Khadem: la boxeur iraniana che dal ring sfida il regime degli Ayatollah;

8. Khalida Popal: ex capitana e fondatrice della nazionale femminile di calcio afghana che, nel 2021, riuscì a far evacuare dall'Afghanistan 300 persone, salvandole dal ritorno del regime talebano;

9. Harry Seidel: il ciclista su pista berlinese che ha contribuito alla fuga di oltre cento persone dalla Germania Est alla Germania Ovest;

10. Bronisław Czech: il primo sciatore polacco di livello internazionale che si impegnò come corriere clandestino per la Resistenza polacca, aiutando molte persone a fuggire;

11. Ferdinando Valletti: il calciatore del Milan che salvò i compagni di prigionia e il pittore Aldo Carpi;

12. Arpad Weisz: l'allenatore dell'Inter che promosse un'etica dello sport e morì ad Auschwitz;

13. Billie Jean King: la tennista americana che ha combattuto per la parità di genere nel mondo dello sport e che ora lotta per i diritti della comunità LGBTQ+;

14. Podio Messico 1968: Peter Norman, Tommie Smith e John Carlos, i tre atleti di atletica leggera che cambiarono la storia della battaglia per i diritti degli afroamericani.

Gli eventi collaterali - Oltre alla mostra,con l'obiettivo di valorizzare l'impegno degli atleti e delle atlete raccontate, sono previsti anche una serie di incontri dedicati alle scuole e alle società sportive del territorio. In tali occasioni gli studenti verranno guidati in un percorso guidato attraverso le figure dei "Giusti" raccontate nell'esposizione,spiegando il significato del Giardino dei Giusti come luogo di memoria, responsabilità civile e promozione dei valori umani.

In occasione della Giornata internazionale della Pace, il 21 settembre, inoltre, nell'ambito del "Giro d'Italia per la Pace" verrà organizzata una marcia simbolica dal Municipio al Parco Santa Maria, nel corso della quale sarà portata la Lampada di Assisi, simbolo di pace e fraternità che accompagna il "Giro d'Italia per la Pace" in tutte le città aderenti all'iniziativa. Il suo arrivo al Giardino dei Giusti rappresenterà un gesto dal forte valore simbolico, volto a unire il ricordo dei Giusti con l'impegno concreto per la costruzione di una cultura di pace, e rappresenterà un'altra occasione per poter illustrare la mostra a tutti i presenti.

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Ultimo aggiornamento: 02-09-2026, 12:53

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