Emergency Life Support For Civilian War Victims ONG ONLUS

10/22/2026 | Press release | Distributed by Public on 10/22/2026 06:33

EMERGENCY TRA I PROMOTORI DELLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE “NO AI CPR, NÉ A CASTEL VOLTURNO NÉ ALTROVE”

Ritrovo il 24 ottobre a Castel Volturno alle ore 13.00 davanti al Centro Fernandes

Sergio Serraino, coordinatore EMERGENCY Campania: "Chiediamo l'abolizione di un sistema detentivo che compromette diritti, salute e dignità"

Castel Volturno, 22 ottobre - EMERGENCY promuove e aderisce alla manifestazione nazionale "NO AI CPR, NÉ A CASTEL VOLTURNO NÉ ALTROVE" che si terrà il 24 ottobre a Castel Volturno, per dire che la comunità non ha bisogno di un Centro di Permanenza per il rimpatrio (CPR) sul proprio territorio e, nello stesso tempo, chiedere la chiusura di tutti i CPR, ribadendo la necessità del superamento dell'intero sistema della detenzione amministrativa.

EMERGENCY denuncia da anni come la detenzione amministrativa all'interno dei CPR non solo non offra alcuna risposta alla gestione dei fenomeni migratori ma continui a produrre esclusione, sofferenza, ulteriore marginalità e in alcuni casi morte.

Attraverso il lavoro dell'ONG, con visite degli operatori all'interno dei CPR, insieme al TAI (Tavolo Asilo e Immigrazione), e il contatto diretto negli ambulatori in Italia con le persone che hanno vissuto l'esperienza della detenzione, EMERGENCY ha potuto constatare l'impatto psicofisico che la detenzione nei Centri per i Rimpatri ha sulle persone. Queste ultime, pur in assenza di reati , vengono private della libertà personale, con una gravissima limitazione di diritti e garanzie fondamentali, tra cui quello alla salute.

"I CPR sono assimilabili ai vecchi manicomi per le logiche di segregazione e violenza istituzionale, per questo andrebbero anch'essi aboliti. - dichiara Sergio Serraino, coordinatore EMERGENCY Campania - Dopo 28 anni di esistenza del sistema dei CPR, possiamo affermare che il problema non sia solo nella gestione dei luoghi ma nell'obiettivo per cui sono nati: il rimpatrio forzato di uomini e donne che, migrando, esercitano e rivendicano il proprio diritto di sottrarsi a condizioni di vita inaccettabili e pericolose."

Nel secondo rapporto di monitoraggio sui CPR pubblicato dal Tavolo Asilo e Immigrazione, emerge ancora più chiaramente come questi luoghi di detenzione, di fatto, abbiano conseguenze importanti sia sulla salute fisica che su quella mentale delle persone trattenute.

"Il diritto alla salute all'interno di questi centri risulta sistematicamente compromesso a causa della natura stessa della detenzione amministrativa. Sono luoghi patogeni, cioè in grado di generare o deteriorare gravemente la salute psicofisica delle persone. - Dichiara Emanuele Longo, responsabile medici Programma Italia EMERGENCY - All'interno dei CPR è stata più volte denunciata una massiccia e spesso incontrollata somministrazione di terapie sedative e psicofarmaci, che sembrano utilizzate in modo improprio come strumento di gestione dell'ordine pubblico e di contenimento della tensione interna, anziché per reali finalità terapeutiche. A questo si aggiunge un numero allarmante di atti di autolesionismo, continui tentativi di suicidio e anche di morti tragiche, specchio di una profonda e disperata sofferenza psicologica."

Nei CPR, anche l'assistenza sanitaria di base, a gestione privata, è spesso fortemente limitata, senza un adeguato percorso di cura e continuità terapeutica. A incidere sul benessere delle persone trattenute sono soprattutto le condizioni stesse della detenzione: isolamento, carenze strutturali e limitazioni della libertà personale producono un impatto significativo su chi vive in questi centri, con il rischio concreto di ritraumatizzazione o di sviluppare disturbi post - traumatici da stress.

"Un nostro paziente in Sicilia è stato rinchiuso per diverso tempo in un CPR. - racconta Ahmed Echi, responsabile del progetto Sicilia di EMERGENCY - Quando lo abbiamo rivisto era un altro: a malapena camminava, sembrava addormentato, non rispondeva. Non era più la stessa persona che conoscevamo."

EMERGENCY sarà presente il 24 ottobre alle ore 13.00 davanti il Centro Fernandes di Castel Volturno per chiedere la chiusura di tutti i CPR presenti in Italia, di non investire nell'apertura di altri Centri di Rimpatrio e concentrarsi su politiche fondate sulla tutela dei diritti, dell'accoglienza e della salute.

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