09/23/2026 | Press release | Archived content
Roma, 23 settembre 2026 - D'ora in poi i prodotti bio di origine italiana saranno immediatamente riconoscibili. In occasione della "Giornata europea del Biologico" � stato presentato il Marchio biologico italiano, che affiancher� il logo di produzione bio dell'Unione europea. Il marchio, formato dall'intreccio di tre foglie, verde bianca e rossa, identificher� in modo chiaro i prodotti biologici realizzati con materie prime coltivate o allevate in Italia, contribuendo a tutelare le produzioni nazionali e all'ulteriore sviluppo di un settore in cui l'Italia continua ad essere un punto di riferimento in Ue.
Sono stati resi noti oggi anche i principali dati dell'ultimo rapporto "Bio in cifre" di prossima pubblicazione, curato da in collaborazione con CIHEAM Bari, nell'ambito dei programmi Masaf "DIMECOBIO" e "PRO4DATI BIO". Nel dettaglio, nel 2025 si rafforza la dinamica positiva dei consumi domestici, in aumento di oltre il 9 per cento rispetto all'anno precedente. Il valore dei consumi dei prodotti biologici in Italia raggiunge i 4,4 miliardi di euro (+9,2% sul 2024), il pi� alto mai registrato, con una incidenza del 4% sul valore totale della spesa agroalimentare nazionale. Sono 8 le regioni insieme alla Provincia autonoma di Bolzano che hanno gi� superato l'obiettivo europeo del 25% di Superficie agricola utilizzata bio, che nel 2025 ha un'incidenza complessiva del 19,4% sul totale della superficie nazionale (2.377.749 ettari). Gli operatori biologici ammontano, invece, a 95.389, di cui 85.443 sono aziende agricole.
"I risultati sul biologico presentati oggi vedono crescere le aziende del biologico e i giovani che scelgono questo tipo di modello agricolo. Quello che rischia ogni tanto di mancare � la capacit� di creare sui mercati un valore in grado di soddisfare costi di produzione particolarmente pi� elevati. Il marchio del biologico italiano pu� davvero rappresentare un valore aggiunto, portando all'interno di un settore riconosciuto attraverso indicazioni europee anche il valore del Made in Italy, premiare i produttori che investono su questo tipo di modello e frenare le criticit� del falso biologico", ha dichiarato il ministro dell'Agricoltura, della Sovranit� alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. In questo modo il biologico italiano avr� un valore superiore nei mercati e dar� la possibilit� ai cittadini italiani ed europei di identificare questi prodotti anche con la qualit� che la nostra Nazione esprime".
"Il marchio � un'altra misura concreta realizzata da questo ministero a sostegno del settore e che abbiamo fortemente voluto per rafforzare le nostre filiere - ha affermato il sottosegretario Masaf, Luigi D'Eramo -. Un segno distintivo di qualit� e sicurezza che aiuter� a contrastare la concorrenza sleale e che offrir� un'ulteriore garanzia a chi acquista. Il marchio tuteler� il nostro agroalimentare e rappresenter� un valore aggiunto anche sui mercati esteri. In un contesto in cui crescono le importazioni di prodotti bio dai Paesi terzi, questo logo pu� fare la differenza, rafforzando anche il patto di fiducia con i cittadini. Il biologico � protagonista dello sviluppo sostenibile dei territori e l'aumento dei consumi interni indica una sempre maggiore attenzione verso l'agricoltura e i prodotti bio".
"In occasione della Giornata Europea del Biologico, voglio ricordare il ruolo fondamentale della conoscenza, dell'innovazione, del monitoraggio e del dialogo tra tutti gli attori. Come mettiamo a disposizione competenze e strumenti affinch� le scelte future possano poggiare su basi informative solide e coerenti e contribuire allo sviluppo equilibrato e duraturo del settore - ha dichiarato il presidente di , Livio Proietti -. Altrettanto rilevanti sono le politiche di sostegno offerte dal PNRR attraverso il Fondo Rotativo Contratti di Filiera, di cui � soggetto attuatore, a dimostrazione di come l'Istituto, nell'ambito degli indirizzi del Ministero vigilante, stia facendo la propria parte per contribuire alla creazione di valore lungo la filiera e rafforzare la competitivit� dell'intero sistema agroalimentare italiano".