04/02/2026 | Press release | Distributed by Public on 04/02/2026 08:06
La Sesta commissione, presieduta da Carla Fundoni (Pd) ha espresso parere favorevole, all'unanimità, alle deliberazioni della Giunta n. 6/18 del 12 febbraio 2026; n. 7/34 del 18 febbraio 2026 e n. 11/35 dell'11 marzo 2026.
I tre provvedimenti sono stati illustrati ai commissari dalla presidente della Regione e assessora della Sanità, Alessandra Todde. Il primo (delibera 6/18) riguarda la modifica e l'integrazione dei requisiti strutturali relativi alle comunità integrate per anziani non autosufficienti e alle comunità integrate per persone con disabilità e per il "dopo di noi", previste dagli articoli 13 e 14 del D.P.Reg. n. 4/2008. Il dispositivo deliberativo è stato approvato con un'osservazione formulata dalla stessa presidente, finalizzata a rendere meno stringenti e penalizzanti i requisiti richiesti per alcuni specifici spazi interni. La presidente ha sottolineato che l'aggiornamento "rappresenta un passo avanti nel percorso di qualificazione e omogeneizzazione delle strutture sociali, con l'obiettivo di assicurare standard più elevati di accoglienza e benessere per le persone ospitate".
La seconda delibera (7/34) approva le nuove linee guida per il Reddito di Libertà (RDL) destinate alle donne vittime di violenza per il triennio 2026-2029. La misura, istituita con la Legge regionale 2 agosto 2018, n. 33, rappresenta un importante strumento di sostegno economico e sociale per favorire l'autonomia e l'emancipazione delle donne che vivono in condizioni di povertà e subiscono violenza domestica. Il sussidio economico, erogato per un periodo compreso tra 12 e 36 mesi, può coprire spese quotidiane, formazione, inserimento lavorativo, autoimpiego, mobilità geografica, continuità scolastica per i figli e tutela legale.
Le nuove Linee guida, elaborate in collaborazione con gli Ambiti PLUS e approvate dalla conferenza Regione-Enti Locali, introducono criteri di accesso e modalità di gestione più efficaci, garantendo un supporto mirato alle donne in difficoltà. La misura è compatibile con altri interventi di sostegno al reddito, ma non con il Reddito di Libertà nazionale gestito dall'INPS.
La terza delibera (11|35) definisce la programmazione delle risorse regionali e statali per il sostegno ai Centri Antiviolenza e alle Case di Accoglienza, in attuazione della Legge Regionale 7 agosto 2007, n. 8. Per il triennio 2026-2028, sono stati stanziati 2,5 milioni di euro all'anno dal bilancio regionale, destinati a garantire la continuità delle attività dei Centri e delle Case di Accoglienza per donne vittime di violenza e i loro figli. Le risorse saranno impiegate per: accoglienza in emergenza (146.000 euro destinati ai Centri Antiviolenza per spese di prima assistenza); monitoraggio e supporto (74.000 euro per il sistema informativo delle politiche sociali e 200.000 euro per il progetto "MARIPOSA" di analisi e valutazione del sistema antiviolenza regionale); sostegno ai Centri e alle Case esistenti (988.214,65 euro per il funzionamento delle strutture accreditate); empowerment femminile (737.450 euro per il sostegno abitativo e il reinserimento lavorativo delle donne vittime di violenza); nuove strutture (87.597,08 euro per il Centro antiviolenza di Tempio e 602.000 euro per l'istituzione e il potenziamento di Case rifugio); formazione e sensibilizzazione (180.600 euro per progetti educativi nelle scuole e 15.050 euro per la prevenzione delle mutilazioni genitali femminili); progetti del Terzo Settore (171.720,50 euro per iniziative contro la violenza e le discriminazioni di genere).
A margine della discussione, su sollecitazione del consigliere Antonello Peru (Sardegna 2020), la presidente della Regione ha rassicurato sugli stanziamenti relativi al progetto "Ritornare a casa" che al momento non può contare sui previsti trasferimenti governativi (circa 27 milioni su un fabbisogno complessivo di 50 milioni): «Il ritardo nei trasferimenti ci preoccupa - ha affermato Alessandra Todde - ma garantiremo continuità al progetto anche con interventi in sede di variazione del bilancio regionale».
La presidente della Regione ha quindi proseguito con l'illustrazione del disegno di legge n. 175 (Giunta) finalizzato a promuovere e valorizzare l'invecchiamento attivo e il benessere delle persone anziane. La legge, in linea con i principi dell'Unione Europea e delle Nazioni Unite, mira a garantire una società inclusiva, solidale e rispettosa delle esigenze degli over 65, riconoscendoli come una risorsa preziosa per la comunità.
Attraverso interventi integrati nei settori della salute, cultura, formazione, mobilità e volontariato, la Regione intende favorire l'autonomia, la partecipazione attiva e il benessere psico-fisico degli anziani. Tra le iniziative previste, spiccano la promozione di attività culturali e sportive, il sostegno alla formazione permanente e digitale, e la valorizzazione del ruolo degli anziani nella trasmissione di competenze alle nuove generazioni. Un elemento innovativo è l'istituzione del Tavolo regionale per l'invecchiamento attivo, che avrà il compito di coordinare, monitorare e supportare le politiche regionali, favorendo il dialogo tra istituzioni, enti del Terzo settore e comunità locali. La legge non comporta oneri finanziari aggiuntivi per il bilancio regionale e - ha precisato Alessandra Todde - rappresenta un passo importante verso la costruzione di una società che valorizzi il contributo degli anziani e promuova il loro diritto a una vita attiva, dignitosa e soddisfacente.
Sono intervenuti, con richiesta di chiarimenti e approfondimenti, i consiglieri Cozzolino-Oc (ha auspicato l'inserimento di sostegni per le cosiddette palestre della salute); Pilurzu-Pd (ha evidenziato che la Asl del Sulcis ha posto in essere interventi in linea con gli obiettivi della norma); Frau (UpT) e Ticca (Riformatori) mentre la presidente della commissione, Fundoni (Pd), ha proposto l'inserimento tra i componenti il tavolo regionale anche dei rappresentanti delle professioni infermieristiche, dei medici di base, e delle specialità della riabilitazione.
A conclusione della audizione della presidente e assessora della Sanità, Alessandra Todde, la commissione ha quindi ascoltato gli amministratori di Aias-Cagliari, Vittorio Randazzo, e della Gena di Sassari, Renato Giglio. Oggetto del confronto è stato il contenuto e soprattutto le conseguenze della deliberazione n. 46/25 del 3 settembre 2025 che fissa i requisiti minimi autorizzativi delle strutture di riabilitazione territoriale. A giudizio dei rappresentanti di Aias e Gena, la rimodulazione tariffaria delle prestazioni sanitarie di terzo livello, comporterà, nell'arco di qualche settimana, la dimissione dei pazienti attualmente ospitati nelle strutture di competenza.
In particolare, la delibera 46/25, che ha modificato la ripartizione della tariffa, ponendo la quota sanitaria dall'originario 40% a carico di Ares, al 70% e la quota sociale, dall'originario 60% a carico delle amministrazioni comunali, al 40%, attraverso una serie di successive modifiche e determinazioni, sia della Giunta che di Ares, comporta che, a decorrere dal 1 gennaio 2026, i nuovi tetti di spesa risultino insufficienti a coprire il costo delle prestazioni effettivamente erogate, con extra budget non riconosciuti.
Soltanto per l'Aias-Cagliari, per il solo 2026, l'incremento delle risorse necessarie è stimato in oltre 3 milioni e mezzo di euro, a cui vanno aggiunte le prestazioni non pagate (2024 e 2025) che ammonterebbero a oltre 14 milioni.
Dalle stime dell'amministratore unico, mancano invece alla Gena oltre 800mila euro.
Entrambe le società sono in concordato preventivo e dunque non possono ricorrere al credito bancario. Da qui la richiesta urgente affinché si intervenga con Ares e l'assessorato per scongiurare, di fatto, la cessazione delle attività e la dimissione dei pazienti ospitati (260 nelle 7 strutture di Aias e 69 in quella della Gena).
Negli interventi dei consiglieri Sorgia (FdI), Truzzu (FdI), Rubiu (FdI), Peru (Sardegna 20\Venti), Meloni (FdI), Canu (Sf), Pilurzu (Pd) l'impegno traversale della commissione per favorire una tempestiva ed efficace risoluzione della problematica esposta e scongiurare così il blocco delle attività delle strutture di Aias e Gena.
Impegno ribadito dalla presidente del parlamentino della Sanità, Carla Fundoni, che nel suo intervento di chiusura lavori ha annunciato la convocazione dell'amministratore dell'Ares in commissione per la seduta pomeridiana di martedì 7 aprile.