Amnesty International – Sezione Italiana OdV

06/09/2026 | Press release | Distributed by Public on 06/09/2026 11:40

Libia: scarcerare le 10 persone del Convoglio terrestre Global Sumud

Amnesty International ha chiesto alle Forze armate arabe libiche (Libyan Arab Armed Forces - Laaf) di garantire l'immediata scarcerazione di dieci persone appartenenti al Convoglio terrestre Global Sumud, detenute arbitrariamente da oltre due settimane nel sud della Libia esclusivamente per aver tentato di portare aiuti nella Striscia di Gaza durante il perdurante genocidio portato avanti da Israele.

Il 24 maggio 2026 un gruppo armato affiliato alle Laaf, autorità de facto della Libia orientale e meridionale, ha arrestato arbitrariamente quattro uomini e sei donne, di età compresa tra i 30 e i 70 anni e provenienti da nove diversi stati - Argentina, Canada, Italia, Polonia, Portogallo, Spagna, Tunisia, Uruguay e Stati Uniti - mentre erano diretti a Sirte per negoziare con le autorità locali il passaggio del convoglio.

Dopo un periodo di sparizione forzata compreso tra due e nove giorni, le persone arrestate sono state interrogate dalla procura, che ne ha disposto la detenzione preventiva in attesa delle indagini per l'accusa di "assembramento non autorizzato". In caso di condanna, rischiano fino a sei mesi di carcere e/o una multa.

"La popolazione palestinese della Striscia di Gaza sta subendo un genocidio da parte di Israele e condizioni umanitarie catastrofiche ed è profondamente vergognoso che persone che cercavano di fornire assistenza umanitaria e di porre fine al blocco illegale imposto da Israele siano state sottoposte a detenzione arbitraria, sparizione forzata e procedimenti giudiziari basati su accuse infondate", ha dichiarato Mahmoud Shalaby, ricercatore per la Libia di Amnesty International.

"Nessuna persona dovrebbe essere punita per aver intrapreso un'azione umanitaria pacifica e per aver cercato di fermare violazioni dei diritti umani. Le Laaf devono garantire l'immediata e incondizionata scarcerazione delle persone attiviste e, nel frattempo, assicurare loro un accesso tempestivo e regolare alle famiglie, ai rappresentanti consolari, agli avvocati e a qualsiasi assistenza medica di cui abbiano bisogno", ha aggiunto Shalaby.

Dal 1° giugno e almeno fino al 4 giugno 2026 le persone detenute hanno portato avanti uno sciopero della fame per protestare contro la loro detenzione e contro il diniego di accesso agli avvocati e alle famiglie.

Preoccupati per la presenza di numerosi uomini armati, il 17 maggio 2026 gli oltre 200 partecipanti del convoglio terrestre diretto verso la Striscia di Gaza hanno interrotto il viaggio, accampandosi a circa nove chilometri da Sirte. Una settimana dopo una delegazione di dieci persone si è diretta verso Sirte per chiedere alle autorità locali l'autorizzazione a proseguire il viaggio. Un gruppo armato affiliato alle Laaf le ha arrestate a un posto di blocco nei pressi della città, senza informarle delle ragioni.

Le dieci persone sono state quindi fatte salire su furgoni bianchi privi di contrassegni e fatte salire a forza su un aereo diretto a Bengasi, dove sono state portate in una struttura detentiva sconosciuta senza poter contattare avvocati o familiari. Le autorità della Libia orientale hanno celato la sorte e il luogo di detenzione di otto di loro dal momento dell'arresto, il 24 maggio, fino al 2 giugno, una condotta che costituisce sparizione forzata. Le altre due persone sono state sottoposte a sparizione forzata per due giorni, prima che un rappresentante diplomatico riuscisse a far loro visita il 27 maggio 2026.

Il 3 giugno 2026 la procura ha interrogato le dieci persone accusate di "assembramento non autorizzato" alla presenza di un avvocato. Al termine dell'interrogatorio, ne è stata disposta la detenzione preventiva per dieci giorni. Successivamente, le autorità le hanno trasferite presso la sede dell'Agenzia per la sicurezza interna, sempre a Bengasi. Per la prima volta dall'arresto, è stato loro consentito di contattare le proprie famiglie.

Dall'inizio dello sciopero della fame, diversi detenuti hanno accusato problemi di salute. Ciononostante, stanno ricevendo un'assistenza medica pressoché nulla all'interno del centro di detenzione di Bengasi gestito dall'Agenzia per la sicurezza interna, un gruppo armato che opera sotto l'autorità delle Laaf e il cui coinvolgimento in detenzioni arbitrarie, torture, maltrattamenti e sparizioni forzate è ampiamente documentato. Al 4 giugno 2026, l'Agenzia continuava a negare a un detenuto di poter prendere regolarmente i suoi farmaci per il diabete. Diverse persone detenute hanno registrato un calo dei livelli di zucchero nel sangue; alcune sono svenute e una ha avuto una crisi epilettica.

Ulteriori informazioni

Il Convoglio terrestre Global Sumud è una missione umanitaria civile partita dalla Mauritania il 25 aprile 2026 con l'obiettivo di rompere l'assedio illegale imposto da Israele alla Striscia di Gaza, consegnare aiuti umanitari salvavita e sostenere gli sforzi di ricostruzione e riabilitazione.

Dal 2014 la Libia è divisa tra due entità e istituzioni parallele che competono per la legittimità e il controllo del paese. Il Governo di unità nazionale, con sede a Tripoli e nominato nel marzo 2021 attraverso un processo mediato dalle Nazioni Unite, incontra notevoli difficoltà nell'esercitare un controllo effettivo sul territorio libico.

Il suo principale rivale, il Governo libico, è alleato delle Laaf, che controllano Bengasi, la seconda città del paese, ed esercitano funzioni assimilabili a quelle governative in vaste aree della Libia orientale e meridionale, compreso il distretto di Sirte.

Quando autorità de facto, com'è il caso delle Laaf, esercitano il controllo su un territorio e vi svolgono funzioni assimilabili a quelle governative, sono tenute a rispettare gli obblighi sui diritti umani.

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