08/01/2026 | Press release | Distributed by Public on 08/01/2026 04:12
01/08/2026
Alle ore 19:46 del 31 luglio 2026, l'area dei Campi Flegrei è stata interessata da un terremoto di magnitudo durata Md 4.7 ± 0.3, tra Pozzuoli e Quarto. La ridotta profondità ipocentrale, a circa 3 km, ha contribuito al forte risentimento della scossa, avvertita nell'area flegrea, a Napoli, a Ischia e nella penisola sorrentina. L'evento si inserisce in uno sciame sismico proseguito nelle ore successive.
Sulla base dei dati disponibili, si tratta del terremoto di maggiore magnitudo strumentale registrato ai Campi Flegrei durante l'attuale crisi bradisismica, quindi da diversi decenni. Nella crisi del 1982-1984, gli eventi più energetici del 4 ottobre 1983 e del 14 marzo 1984 raggiunsero entrambi Md 4.01. È possibile che lo sciame prosegua nelle prossime ore o nei prossimi giorni, ma non è possibile prevederne la durata, il numero o la magnitudo delle scosse, né escludere in modo assoluto un superamento dell'attuale record.
Il bradisismo, letteralmente "movimento lento del suolo", caratterizza da secoli la caldera flegrea. Le colonne del Serapeo di Pozzuoli, perforate da molluschi litodomi, documentano antichi periodi di abbassamento e sollevamento del terreno. "Dopo circa vent'anni di subsidenza, dal 2005 è iniziata una nuova fase di sollevamento, tuttora in corso e il terremoto del 31 luglio si inquadra in questo processo bradisismico. In precedenza, le crisi del 1970-1972 e del 1982-1984 determinarono nel complesso, nell'area di Pozzuoli, un sollevamento massimo del suolo di circa 3,5 metri e furono accompagnate da migliaia di terremoti, alcuni dei quali produssero danni. Ma anche allora non fu mai superato l'attuale Md 4.7 ± 0.3.
Il bradisismo è legato a variazioni di pressione e temperatura nel sottosuolo, all'interno di un complesso sistema vulcanico e idrotermale. Le cause del sollevamento sono oggetto di studio e possono riflettere la pressurizzazione del sistema idrotermale, dovuta alla migrazione e all'accumulo di acqua, vapore, anidride carbonica e altri gas, con possibili contributi magmatici profondi. Questi processi deformano le rocce e provocano il rigonfiamento del suolo. Quando le sollecitazioni superano la resistenza delle rocce, queste si fratturano e l'energia liberata si propaga come onde sismiche.
Il singolo terremoto non indica, di per sé, l'imminenza di un'eruzione. Al momento, il livello ufficiale di allerta resta giallo. È quindi essenziale attenersi alle comunicazioni della Protezione Civile e degli enti preposti al monitoraggio.
1 Il terremoto è localizzato dall'Osservatorio Vesuviano dell'INGV. Il valore ufficiale è espresso come magnitudo durata (Md), non come magnitudo momento (Mw): l'evento viene cioè misurato nell'intero fenomeno e non nel momento di picco.
Per informazioni:
Andrea Billi
Cnr-Geo
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