04/22/2026 | News release | Archived content
Una tempesta che speriamo si plachi. Ma è giusto che il ruolo dell'avvocato sia percepito come bene comune». Francesco Grecoè il presidente del Consiglio nazionale forense: il maggiore organismo dei difensori italiani che è intervenuto, tra gli altri, a sconfessare la norma "illegittima" del dl Sicurezza. Il caso beffardo vuole che, come categoria, stiano attendendo da mesi un altro decreto legge che dia certezze sull'esame degli avvocati.
Presidente Greco, se non è un pasticcio come dice Meloni, allora cos'è lo spericolato caso degli incentivi previsti per i legali ma solo se il migrante accetta il rimpatrio?
«Il punto non è come definirlo, il punto è che quel passaggio non è tecnicamente possibile. Nei miei compiti c'è la valutazione di applicabilità della norma al ruolo e alle attività dell'avvocato. E i difensori non possono ricevere compensi subordinati a uno specifico esito della loro attività».
Scusi se insistiamo, com'è stato possibile citare la collaborazione del "suo" Cnf, in quella norma del decreto, senza avere un vostro ok?
«So soltanto che non so più come dirlo. Posso ribadire che sarebbe stato opportuno farlo: invece non siamo stati informati né prima, né durante, né dopo l'approvazione di quell'emendamento».
Il governo dice: raccogliamo i rilievi. Ma da giurista: le sembra corretta l'idea di un dl concepito per correggere un decreto che ha in pancia una misura illegittima?
«Questo attiene alle competenze del Parlamento, da quel che possiamo intuire il rimedio consisterebbe nell'adozione preventiva di un decreto legge ad efficacia "sospensivamente condizionata", come spiegano alcuni costituzionalisti».
Sul nuovo decreto che ci mette una toppa, il presidente delle Camere Penali, Petrelli, ha detto: "Le modifiche non servono, la norma va cancellata". E lei?
«Ritengo prematuro esprimere una valutazione su un decreto che non c'è. Dalle notizie che filtrano, sembra che sarà rimosso ogni legame tra l'esercizio dell'attività di difesa svolta dall'avvocato e l'esito della sua assistenza. Ecco, se cade quel nodo del "risultato", allora viene superata la possibilità, del tutto incostituzionale, del condizionamento».
Su politica e migranti, lo stesso dl Sicurezza ha eliminato il gratuito patrocinio, costringendo i migranti, solitamente in fuga e nullatenenti, a produrre documentazione sui propri redditi. È stata una buona idea?
«Forse è una previsione che dovrebbe essere riconsiderata. Sono stato a Lampedusa più volte, tutti noi un po' conosciamo il fenomeno della migrazione via mare. Si tratta di persone che approdano senza documenti, spesso senza scarpe e vestiti. Può essere complicato esibire la dichiarazione dei redditi».
Le opposizioni in aula hanno detto: "L'avvocatura vi ha mostrato che non si fa comprare". Non crede che sia stato un grave autogol per la destra vedere coalizzate insieme avvocatura e magistratura, dopo le macerie del conflitto referendario?
«Non parlerei di un conflitto. Avvocatura e magistratura sono i due attori fondamentali della giurisdizione. Rimangono, certo, le differenze di vedute. Ma quando l'avvocatura parla lo fa nell'interesse dei cittadini, siamo i difensori dei diritti».
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