09/26/2026 | Press release | Distributed by Public on 09/26/2026 13:01
Comunicato stampaPubblicato il 26 settembre 2026
Monaco di Baviera, 26.09.2026 - Il 26 settembre 2026 il consigliere federale Beat Jans ha partecipato al secondo Munich Migration Meeting. Su invito del ministro dell'interno tedesco Alexander Dobrindt, i ministri di 18 Paesi europei e i rappresentanti della Commissione europea si sono riuniti a Monaco di Baviera. Al centro dell'incontro l'attuazione del Patto europeo sulla migrazione e l'asilo, la politica di rimpatrio e la cooperazione nello spazio Schengen. Il capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) ha sottolineato la necessità dell'Europa di procedure rapide ed efficienti, trasferimenti Dublino funzionanti e un'esecuzione sistematica degli allontanamenti, continuando al contempo a salvaguardare il diritto internazionale e i diritti umani.
Il consigliere federale Beat Jans ha dichiarato che, nonostante l'attuale diminuzione delle domande d'asilo in Europa, la migrazione continua a essere una sfida a livello globale. Per questo è necessario un approccio globale basato sulla cooperazione europea e internazionale, su basi legali chiare e su procedure rapide ed efficienti. I sistemi d'asilo dovrebbero restare a disposizione delle persone effettivamente bisognose di protezione, che dovrebbero al contempo essere integrate più rapidamente nella società e nel mercato del lavoro. Occorre inoltre potenziare i canali di accesso legali per manodopera e personale qualificato.
Con il Patto europeo sulla migrazione e l'asilo sono state sviluppate ulteriormente le regole comuni in questo ambito. Per il consigliere federale Jans il successo delle regole si manifesta nella loro messa in pratica. La Svizzera adempie ai propri impegni e si aspetta altrettanto dai partner europei. Le prime esperienze con le nuove procedure sembrerebbero nel complesso positive, ma è ancora troppo presto per un bilancio intermedio rappresentativo.
Il consigliere federale ritiene che la credibilità della politica migratoria europea risieda anche nell'effettivo rimpatrio delle persone senza diritto di soggiorno. È pertanto necessario che gli Stati Schengen attuino rigorosamente il regolamento rimpatri. Jans ha sottolineato che la chiave di una politica di rimpatrio efficace risiede tuttavia nella qualità della collaborazione con i Paesi d'origine. La Svizzera ha puntato su un dialogo alla pari, incentivi positivi e partenariati in materia di migrazione estesi. Di particolare rilevanza è inoltre il rimpatrio volontario.
Una politica migratoria credibile potenzierebbe anche lo spazio Schengen in quanto spazio di libertà, sicurezza e giustizia. Per la Svizzera, Paese strettamente interconnesso, mantenere e sviluppare questo spazio rappresenta una priorità, ed è per questo che intende intensificare in modo mirato la cooperazione, sia con i Paesi limitrofi che a livello europeo, nella lotta alla criminalità transfrontaliera, ai trafficanti e alle reti di tratta di esseri umani.
Il consigliere federale Beat Jans ne ha parlato in occasione di un incontro bilaterale con il ministro degli interni austriaco Gerhard Karner. Il Consiglio federale aveva incaricato il capo del DFGP di valutare la realizzazione di centri per la cooperazione tra polizia e dogana alla frontiera con Austria, Liechtenstein e Germania. Il consigliere federale ha inoltre incontrato il nuovo ministro dell'immigrazione danese Morten Bødskov, il ministro per la migrazione e l'asilo greco Athanasios Plevris, nonché il ministro degli interni britannico, signora Shabana Mahmood.