06/04/2026 | Press release | Distributed by Public on 06/04/2026 07:47
Il commento WWF al DDL del Governo
DAL REFERENDUM DEL 2011 LE UNICHE VERE INNOVAZIONI TECNOLOGICHE HANNO RIGUARDATO RINNOVABILI E BATTERIE, NON L'ENERGIA ATOMICA
Il disegno di legge del governo sul cosiddetto "nucleare sostenibile" è una scelta insensata che di sostenibile non ha nulla se non per il fatto che parla di tecnologie che non esistono. Si tratta di una perdita di tempo (e di soldi) favoleggiando di una tecnologia non ancora disponibile, se mai lo sarà, come quella dei piccoli reattori modulari. Il tutto al solo scopo, reale, di favorire lo status quo, cioè l'attuale pericolosa e costosa dipendenza dal gas fossile.
Nucleare, tecnologia ferma
Il nucleare è una tecnologia praticamente ferma, eppure per la terza volta qualcuno in Italia vuole imbarcarsi nella produzione dell'energia elettrica con il nucleare, senza peraltro voler chiudere la porta al nucleare di guerra. Non solo: non essendo state commercializzate novità tecnologiche, non si capisce su che base il Parlamento ha ignorato la volontà popolare plebiscitaria (94,05%) espressa nel 2011. Anche allora si favoleggiava di piccole centrali nucleari, e i cittadini espressero chiaramente il proprio giudizio. Anche perché, ora come allora, il nucleare in formato ridotto non risolve nessuno dei problemi di questa tecnologia, dai costi (superiori) alle scorie (moltiplicate).
CINQUE MOTIVI PER DIRE NO AL NUCLEARE
Assente un serio dibattito
Il WWF sottolinea come al momento i cittadini subiscano una continua propaganda a favore del nucleare, specie sui mezzi di informazione di proprietà pubblica, mentre manca l'occasione di un serio dibattito nel Paese. A cominciare dalle soluzione sul deposito nucleare, per le quali la Sogin ha ricevuto negli anni (a partire dalla sua istituzione nel 1999) miliardi e miliardi di euro prelevati dalle bollette: certo, pare più facile per i dirigenti di questa azienda di Stato tornare al nucleare che risolvere i problemi per i quali sono stati e sono pagati.
Siamo al paradosso: un Governo, che non ha il coraggio di dire dove vuole collocare il deposito delle scorie nucleari già prodotte, si impegna a riempire il Paese di future centrali che ancora non esistono!
Dal 2011 a oggi ci sono state enormi passi in avanti, tecnologici e di costi, ma non hanno riguardato il nucleare, bensì fotovoltaico, eolico e batterie per gli accumuli. Ormai le rinnovabili sono in competizione con i combustibili fossili, certamente non con una tecnologia che vivacchia da decenni solo laddove è assistita dai fondi pubblici. Se ne prenda atto e si facciano politiche bipartisan per velocizzare la transizione con l'efficienza e il risparmio, se non si vuole rischiare di portare il Paese fuori dalla realtà.