National Center for Documentation and Analysis for Childhood and Adolescence of Italy

03/26/2026 | News release | Distributed by Public on 03/26/2026 04:55

Unicef, online il rapporto 2025 sulla mortalità infantile

A livello globale i decessi di bambini sotto i cinque anni sono diminuiti di oltre la metà dal 2000. Tuttavia, dal 2015 il ritmo di riduzione nella mortalità infantile ha subito un rallentamento di oltre il 60%. Secondo le stime del rapporto Levels & Trends in Child Mortality 2025, nel 2024 i bambini morti prima del loro quinto compleanno erano 4,9 milioni, dei quali 2,3 milioni neonati. La maggior parte di queste morti potevano essere evitate con interventi comprovati e a basso costo e l'accesso a cure mediche di qualità.

La nuova edizione del documento - elaborato dal Gruppo inter-agenzie delle Nazioni Unite per la stima della mortalità dei bambini, di cui fa parte l'Unicef insieme ad altre realtà - traccia un quadro del fenomeno più chiaro e dettagliato rispetto alle precedenti, offrendo un'analisi sul numero di bambini, adolescenti e giovani che muoiono e dove muoiono, oltre a stime complete sulle cause di morte.
Per la prima volta il rapporto stima i decessi direttamente causati dalla malnutrizione acuta grave (SAM), rilevando che nel 2024 oltre 100.000 bambini fra 1 e 59 mesi sono morti a causa di questa condizione. «Tuttavia - si spiega nel sito dell'Unicef -, il bilancio è di gran lunga più pesante quando vengono considerati gli effetti indiretti, in quanto la malnutrizione indebolisce il sistema immunitaria e incrementa il rischio di morte per malattie comuni dell'infanzia. I dati sulla mortalità spesso non rilevano la SAM come causa sottostante di morte e i neonati di età inferiore a 1 anno non sono inclusi in questa cifra, il che suggerisce che i numeri siano probabilmente sostanzialmente sottostimati. Tra i paesi con il maggior numero di decessi diretti figurano il Pakistan, la Somalia e il Sudan».

I decessi di neonati - che rappresentano quasi la metà di tutte le morti sotto i 5 anni - sono causati soprattutto da complicanze dovute alla nascita prematura (36%) e complicanze durante il travaglio e il parto (21%), ma anche da infezioni, tra cui la sepsi neonatale, e anomalie congenite.

Fra le principali cause di morte oltre il primo mese compaiono malattie contagiose come malaria, diarrea e polmonite. La malaria da sola resta la causa di morte più rilevante in questa fascia di età (17%), con la maggior parte delle morti avvenute in aree dell'Africa subsahariana. Dopo un forte calo della mortalità fra il 2000 e il 2025, i progressi sono rallentati negli ultimi anni; i decessi restano concentrati in alcuni Paesi come Ciad, Repubblica Democratica del Congo, Niger e Nigeria, dove conflitti, shock climatici, insetti invasivi, resistenza ai farmaci e altre minacce biologiche continuano a compromettere l'accesso alla prevenzione e alle cure.

Altri dati rivelano che nel 2024 l'Africa subsahariana ha registrato il 58% di tutti i decessi di bambini sotto i cinque anni; per l'Europa, il Nord America, l'Australia e la Nuova Zelanda, questa percentuale scende rispettivamente al 9% e al 6%. «Queste forti disparità riflettono l'accesso ineguale a interventi comprovati e salvavita».

Nell'Asia meridionale, dove si è registrato il 25% di tutti i decessi tra i bambini di età inferiore ai cinque anni, la mortalità è stata determinata in gran parte da complicazioni insorte nel primo mese di vita, tra cui il parto prematuro, l'asfissia e i traumi alla nascita, le anomalie congenite e le infezioni neonatali. Queste condizioni, in gran parte prevenibili, sottolineano l'urgente necessità di investire in un'assistenza prenatale di qualità, in personale sanitario qualificato al momento del parto, nell'assistenza ai neonati piccoli e malati e nei servizi essenziali per i neonati.

La pubblicazione, inoltre, evidenzia che nel 2024 sono morti circa 2,1 milioni di bambini, adolescenti e giovani di età compresa tra i 5 e i 24 anni. Le principali cause di morte sono le malattie infettive e gli infortuni (tra i bambini più piccoli), l'autolesionismo (tra le ragazze di età compresa tra i 15 e i 19 anni), gli incidenti stradali (tra i ragazzi).

«I cambiamenti nel panorama globale dei finanziamenti allo sviluppo - tra cui il calo degli aiuti - stanno mettendo sotto crescente pressione i programmi fondamentali per la salute materna, neonatale e infantile. Le indagini, i sistemi informativi sanitari e le funzioni essenziali che sono alla base di un'assistenza efficace necessitano tutti di finanziamenti costanti, non solo per salvaguardare i progressi compiuti, ma anche per accelerarli. I dati dimostrano che gli investimenti nella salute infantile rimangono tra le misure di sviluppo più convenienti. Interventi collaudati e a basso costo - quali vaccini, trattamenti contro la malnutrizione e personale sanitario qualificato al momento del parto - offrono alcuni dei rendimenti più elevati nel settore della salute globale, migliorando la produttività, rafforzando le economie e riducendo la spesa pubblica futura».

Si può consultare il rapporto sul sito dell'Unicef.

Altri materiali e notizie si trovano su questo sito alla tematica Mortalità infantile, raggiungibile dal menù di navigazione "Temi".

National Center for Documentation and Analysis for Childhood and Adolescence of Italy published this content on March 26, 2026, and is solely responsible for the information contained herein. Distributed via Public Technologies (PUBT), unedited and unaltered, on March 26, 2026 at 10:56 UTC. If you believe the information included in the content is inaccurate or outdated and requires editing or removal, please contact us at [email protected]