08/17/2026 | Press release | Distributed by Public on 08/17/2026 09:29
Lev Shlosberg, noto dissidente e giornalista russo, è stato condannato questa mattina a 11 anni e un mese di colonia penale.
Il tribunale di Pskov lo ha riconosciuto colpevole di "ripetuto discredito nei confronti delle forze armate russe" e di "diffusione di informazioni deliberatamente false sulle forze armate russe", ai sensi degli articoli 280.3.1 e 207.3.2.d del codice penale.
Shlosberg non ha fatto altro che esercitare il suo diritto alla libertà di espressione: ha preso parte a un dibattito online sulla guerra contro l'Ucraina e ha condiviso sulle piattaforme social la prima pagina di un'edizione del quotidiano inglese Daily Mirror con le foto del presidente russo Putin e di una donna ucraina coperta di sangue.
"Le autorità russe devono liberare immediatamente e senza condizioni Lev Shlosberg e annullare la sua condanna. Devono abrogare le leggi che criminalizzano chi esprime pacificamente posizioni contro la guerra, porre fine alla persecuzione di membri e sostenitori di Yabloko e rispettare, per tutte le persone in Russia, i diritti alla libertà di espressione, di associazione, di riunione pacifica e di partecipazione politica", ha dichiarato Marie Struthers, direttrice di Amnesty International per l'Europa orientale e l'Asia centrale.
Shlosberg è il vicepresidente di Yabloko, l'unico partito politico russo che si oppone alla guerra di aggressione russa contro l'Ucraina. Il 10 agosto la corte suprema ha vietato la partecipazione di Yabloko alle elezioni della Duma del mese prossimo. Decine di suoi sostenitori sono stati fermati oggi mentre era in corso l'esame del ricorso contro la decisione della corte suprema.
Alla fine del processo, Shlosberg ha preso la parola affermando che "migliaia e migliaia di persone sono state prese di mira per le loro opinioni pacifiche, non violente e umanistiche. In questo tribunale, in realtà, io sono la Federazione Russa, messa in una gabbia perché vogliono costringerla al silenzio".