CISL - Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori

07/01/2026 | News release | Distributed by Public on 07/01/2026 05:49

Lavoro autonomo. Fumarola agli Stati generali Felsa Cisl: «Va rappresentato, tutelato e valorizzato, superando vecchi schemi. Serve uno Statuto della persona, non delle sole[...]

Si sono conclusi oggi a Roma gli Stati Generali della FeLSA CISL, la federazione della CISL che rappresenta il lavoro in somministrazione, atipico e autonomo. Una giornata di confronto dedicata alle trasformazioni del mercato del lavoro, alle nuove professioni e alle tutele necessarie per chi opera fuori dai tradizionali schemi del lavoro subordinato.

Ad aprire i lavori è stato il segretario generale della FeLSA CISL, Daniel Zanda, che ha indicato la sfida culturale e sindacale posta dal lavoro autonomo: «Il lavoro autonomo ha bisogno di rappresentanza. L'indipendenza non si deve trasformare in isolamento. Vivere il lavoro con libertà non deve significare passare dal 'non avere orari' al 'lavorare a tutte le ore'. Occorre costruire comunità, generare una dinamica associativa tra i lavoratori autonomi, soprattutto i più giovani che esprimono un desiderio di maggiore libertà, ma che deve essere guidato e accompagnato. Siamo convinti che la buona contrattazione possa rispondere alle necessità di tutela dei lavoratori autonomi, coniugando il desiderio di libertà di chi svolge questa attività con la garanzia di diritti normativi e di un compenso chiaro».

La giornata è stata animata dalle testimonianze e dagli interventi dei rappresentanti delle diverse realtà del lavoro autonomo organizzate nella FeLSA: venditori ambulanti, freelance, operatori delle discipline del benessere, professionisti dello spettacolo viaggiante, operatori della giustizia, mandatari SIAE, oltre ai lavoratori delle piattaforme digitali, come rider e shopper. Al dibattito hanno inoltre preso parte Aldo Carera, presidente della Fondazione Giulio Pastore, Emmanuele Massagli, presidente della Fondazione Ezio Tarantelli, il presidente del CAF CISL Enzo Pelle e il presidente dell'INAS CISL Davide Guarini.

A concludere gli Stati Generali è stata la segretaria generale della CISL, Daniela Fumarola.

«Il lavoro autonomo non è un mondo marginale né una categoria residuale. È una parte viva, plurale e sempre più decisiva del sistema produttivo italiano. Il confine tra lavoro subordinato e lavoro autonomo è diventato più mobile, più incerto, meno leggibile con gli schemi tradizionali. Per questo va rappresentato, tutelato e valorizzato, superando vecchi schemi che non sono più in grado di leggere la realtà», ha affermato la leader della CISL.

«Gli strumenti esistenti, per quanto necessari, non sono sufficienti. Vanno attivate nuove leve e rafforzate le misure già messe in campo. La trasformazione del mercato del lavoro ci impone di distinguere con chiarezza tra falsa autonomia e autonomia genuina. La prima va contrastata con decisione, perché serve troppo spesso a nascondere rapporti di subordinazione, eludere diritti e scaricare rischi sui lavoratori. La seconda, invece, va riconosciuta, qualificata e sostenuta, perché rappresenta una scelta professionale che non può essere lasciata senza adeguate tutele».

Per Fumarola, «non possiamo continuare a costruire il welfare sulla base delle categorie contrattuali. Oggi le persone attraversano più forme di lavoro nell'arco della loro vita. È la persona che deve essere messa al centro delle protezioni, non l'etichetta giuridica del rapporto di lavoro».

Da qui la proposta della Confederazione:«La CISL rilancia con forza l'idea di un nuovo Statuto della persona nel mercato del lavoro. Uno Statuto capace di garantire un nucleo essenziale di diritti che accompagni ogni lavoratrice e ogni lavoratore nelle transizioni tra lavoro dipendente, autonomo, collaborazioni, formazione e ricollocazione. È una riforma necessaria per rendere il nostro sistema più equo e moderno».

Ampio il passaggio dedicato ai lavoratori delle piattaforme digitali. «La vera domanda non è soltanto se un rider o uno shopper sia subordinato o autonomo. Dobbiamo chiederci quali diritti abbia, come venga determinato il suo compenso, con quali criteri operi l'algoritmo e quali garanzie esistano in caso di malattia, infortunio o sospensione dell'attività. L'innovazione non può mai comprimere la dignità della persona».

«La partecipazione deve entrare anche nell'economia delle piattaforme. L'algoritmo non è neutrale quando organizza il lavoro. Servono trasparenza, contrattazione e il diritto delle rappresentanze a conoscere e discutere i criteri che incidono sulla vita concreta delle lavoratrici e dei lavoratori. È una sfida democratica prima ancora che sindacale».

Infine, il ruolo della FeLSA e della CISL. «La rappresentanza del lavoro autonomo non può avere un solo modello. Deve essere contrattuale quando c'è una controparte, istituzionale quando servono regole nuove, associativa e di servizio quando occorre accompagnare concretamente le persone. Vicinanza, ascolto e solidarietà sono gli strumenti con cui trasformiamo bisogni individuali in forza collettiva».

«La missione della CISL è unire ciò che il mercato tende a dividere, dare rappresentanza dove c'è frammentazione e costruire tutele capaci di accompagnare tutte le forme del lavoro. Perché il lavoro cambia, ma la dignità della persona resta il principio che deve guidare ogni scelta politica e contrattuale», ha concluso Fumarola.«

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