10/09/2026 | News release | Distributed by Public on 10/09/2026 07:13
L'8 ottobre si è tenuta alla presenza di un folto pubblico la cerimonia della posa della prima pietra del nuovo Centro "S. Maria agli Ulivi" che la Fondazione Don Gnocchi realizzerà a Jesi (via Murri).
Sono intervenuti, tra gli altri, il sindaco di Jesi, Lorenzo Fiordelmondo, e il vicario generale della Diocesi di Jesi, don Claudio Procicchiani, insieme a rappresentanti del mondo istituzionale, ecclesiale e sanitario, tra cui la Regione Marche e l'Azienda Sanitaria Territoriale di Ancona. Per la Fondazione Don Gnocchi sono stati presenti, il presidente don Vincenzo Barbante, il direttore generale Francesco Converti, il direttore medico e socioassistenziale Lorenzo Brambilla, il direttore dell'Area Centro Fabio Carlotti e la responsabile del Centro "Bignamini-Don Gnocchi" di Falconara Marittima Fabiana Beccaceci.
Accanto alla tradizionale prima pietra è stata posizionata anche una "Capsula del Tempo": un contenitore sigillato, resistente e progettato per essere aperto tra lunghissimo tempo. Al suo interno sono stati riposti oggetti e documenti che raccontano il presente, i sogni e i valori che hanno guidato i promotori di quest'opera, tra cui una reliquia e una breve biografia di don Gnocchi, il libro di don Carlo "Pedagogia del dolore innocente", una pergamena che documenta l'evento odierno, alcune fotografie del Centro "Bignamini" di Falconara Marittima e delle attività di questa storica struttura marchigiana della Fondazione e due medaglie donate rispettivamente dai vescovi delle Diocesi di Ancona-Osimo e di Jesi.
«Oggi - ha detto don Vincenzo Barbante, presidente della Fondazione Don Gnocchi - andiamo ad avviare non solo la realizzazione di una nuova struttura, ma un investimento che rappresenta una scommessa per quello che riguarda la realizzazione della nostra missione. Si possono fare tante cose con le risorse economiche, si possono posare tante pietre, ma la questione vera è poi gestire le cose in maniera coerente con quelli che sono i nostri obiettivi. Noi siamo quella parte della nostra comunità civile che vuole a tutti i costi tener fede a un impegno importante, ben rappresentato da quel motto che ci accompagna oggi sotto l'immagine di don Carlo Gnocchi: "Accanto alla vita. Sempre". Voglio ringraziare davvero tutti - istituzioni, dipendenti, professionisti, imprese -, a partire dall'Amministrazione comunale e dalla diocesi di Jesi, per la prossimità e la vicinanza con cui accompagnano questo nostro importante passo. E' un passo che la Fondazione sta compiendo con grande umiltà e con grande determinazione, desiderosa di vederlo realizzato nei tempi e nei modi che abbiamo preventivato, grazie anche alla competenza e alla sapienza di coloro che svolgono le attività in questo cantiere».
Nel corso della mattinata è stato illustrato il progetto del nuovo e moderno Centro di Jesi, che si prevede di ultimare a fine 2028 e che verrà realizzato secondo i più moderni criteri. All'interno dell'area di via Murri, che ha una superficie di oltre 13.900 metri quadri, la Fondazione Don Gnocchi intende realizzare una nuova struttura riabilitativa con circa 70 posti letto di degenza (accreditati con il Servizio Sanitario Nazionale) e spazi per l'attività ambulatoriale. Il futuro Centro "S. Maria agli Ulivi", una volta completato, ospiterà e potenzierà le attività di degenza attualmente presenti presso il Centro "Bignamini-Don Gnocchi" di Falconara Marittima (reparti di riabilitazione pediatrica ad alta specializzazione, riabilitazione intensiva ortopedica e neurologica e riabilitazione estensiva), mentre sul territorio di Falconara il Centro "Bignamini" continuerà a garantire le prestazioni ambulatoriali, i servizi domiciliari e la semidegenza extraospedaliera, al servizio di pazienti, famiglie e caregivers.
Il direttore generale Francesco Converti ha ricordato come la Fondazione Don Gnocchi sia presente da quasi quarant'anni nel territorio della regione Marche con il proprio Centro "Bignamini" di Falconara Marittima e che il nuovo Centro di Jesi ha proprio l'obiettivo di consolidare e far crescere questa presenza: «Diamo oggi il via operativo a un progetto fortemente innovativo che vuole consolidare la nostra presenza in questo territorio, con l'obiettivo di creare un presidio che possa rispondere ai canoni più moderni della riabilitazione, capace di accogliere 2 mila pazienti all'anno, dando risposte efficaci ai bisogni presenti e futuri dei pazienti, grazie non solo alle caratteristiche strutturali, ma anche alle competenze organizzative e di professionalità. Da parte nostra un grande ringraziamento a tutti. I lavori previsti avranno una durata di 26 mesi e quindi ci rivedremo qui alla fine del 2028 per l'inaugurazione, per veder realizzata una scommessa importante alla quale noi teniamo molto, in un contesto di integrazione e collaborazione con le istituzioni regionali e comunali e con tutta la realtà locale».
«Avere in concreto la possibilità di rispondere a domande di fragilità diffuse, che riguardano anche ambiti delicati come i bambini - ha sottolineato il sindaco di Jesi, Lorenzo Fiordelmondo - e averle qui, nella nostra città, significa avere anzitutto una risposta di prossimità importante. Il nuovo Centro della Fondazione ci consentirà poi di sviluppare un altro fattore decisivo, quello delle competenze, perché quando queste competenze vengono iniettate all'interno del tessuto cittadino, la città cresce, cresce per numero e qualità di intelligenze e professionalità che sono a disposizione, in una relazione che diventa inevitabile e anche generativa, perché sono le relazioni che qualificano una città. Ringrazio la Fondazione Don Gnocchi per tutta la disponibilità che ci ha dato: non sono stati passaggi sempre semplici, perché progetti come questi sono complessi, ma abbiamo saputo agire insieme, ognuno dal proprio ruolo e responsabilità, arrivando a una efficace sintesi e ponendo davvero le basi per una crescita comune. Ecco, io credo che oggi dobbiamo essere felici per questa posa della prima pietra, ma soprattutto perché innestiamo un fattore di crescita comune, credo sia, alla fine dei conti, la cosa più importante».
La nuova struttura di Jesi (la cui realizzazione è sostenuta anche da un contribuito di Enel Cuore Ente Filantropico, che si ringrazia sentitamente per il fatto esser stata una tra le prime realtà a credere nel valore di questo importante progetto) potenzierà l'offerta della rete dei servizi sanitari territoriali, con cui sarà strettamente integrata, grazie anche alla vicinanza dell'Ospedale "Carlo Urbani" di Jesi, posto a meno di un chilometro dalla nuova struttura che si appresta a realizzare la Fondazione Don Gnocchi.
Don Claudio Procicchiani, vicario generale della diocesi di Jesi, ha portato il saluto del vescovo Paolo Ricciardi e una toccante riflessione: «Questa prima pietra, sulla quale tutto si fonderà ma che non vedremo più, ci ricorda l'impegno di tante persone che senza visibilità fanno però il loro compito e fanno da base fondamentale della comunità . Qui ci sono soldi investiti sulla vita, sulle competenze tecniche e sul calore umano». L'interramento della capsula del tempo, avvenuto dopo la benedizione del vicario, ha concluso la cerimonia.
Da sottolineare infine che attraverso la presenza del Centro "Bignamini" (struttura nata nel 1952 su iniziativa dell'arcidiocesi di Ancona-Osimo, entrato a far parte della Fondazione Don Gnocchi nel 1989) e della rete ambulatoriale, la Don Gnocchi rappresenta già oggi una delle strutture sanitarie più importanti della Regione Marche, grazie soprattutto all'impegno quotidiano di circa 250 operatori - dipendenti e collaboratori - tra medici specialisti, psicologi, infermieri, fisioterapisti, terapisti della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva, logopedisti, educatori professionali, assistenti sociali, operatori socio sanitari e amministrativi.