04/16/2026 | Press release | Distributed by Public on 04/16/2026 06:43
50. sisma: Riccardi, prioritario tema responsabilità in attuali rischi
L'assessore ha concluso la tavola rotonda del convegno "Cinquant'anni di monitoraggio e ricerche sulla sismicità".
Udine, 16 apr - "Se guardiamo con gli occhi di cinquant'anni fa, abbiamo fatto passi da gigante, ma oggi gli elementi della prevenzione non possono ridursi al singolo evento e devono considerare aspetti multidisciplinari, che non si limitano alla sola capacità di previsione".
Lo ha affermato l'assessore regionale alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, intervenendo a Udine al convegno "1976-2026: cinquant'anni di monitoraggio e ricerche sulla sismicità del Friuli Venezia Giulia", promosso dalla Regione insieme all'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - OGS, nell'ambito del 50mo anniversario del terremoto del Friuli.
L'iniziativa ha ripercorso mezzo secolo di sviluppo tecnologico e scientifico, che ha portato alla realizzazione di una delle infrastrutture di monitoraggio sismico più avanzate d'Europa.
Riccardi ha concluso la tavola rotonda che ha visto il confronto tra rappresentanti della Protezione civile, del mondo accademico e degli enti di ricerca, tra cui la direttrice dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), Lucia Margheriti; il direttore del Centro ricerche sismologiche dell'OGS, Matteo Picozzi; i docenti Stefano Grimaz (Università degli Studi di Udine) e Francesca Da Porto (Università degli Studi di Padova); e il direttore della Protezione civile regionale, Amedeo Aristei. In collegamento da Roma è intervenuta Paola Pagliara, direttrice dell'Ufficio previsione e prevenzione rischio, portando i saluti del capo Dipartimento della Protezione civile, Fabio Ciciliano.
Riccardi ha sottolineato come la tragedia del 1976 sia stata un'occasione che la terra friulana e l'intera regione hanno saputo cogliere per avviare una stagione nuova, moderna e competitiva. Ha ricordato che realtà d'eccellenza, come l'Università di Udine e lo stesso OGS, sono nate proprio da quella drammatica esperienza. "La Regione ha saputo interpretare nel migliore dei modi il mandato della ricostruzione, coniugandolo con lo sviluppo del territorio e la creazione di infrastrutture di monitoraggio all'avanguardia, come il sistema SMINO - Sistema di Monitoraggio dell'Italia Nord-Orientale, un'infrastruttura di rilevanza nazionale al servizio della sicurezza del territorio".
L'assessore alla Protezione civile ha inoltre richiamato quanto emerso nei saluti istituzionali: il presidente e la direttrice generale dell'OGS, Nicola Casagli e Paola Del Negro; il rettore dell'Università di Udine, Angelo Montanari; e il delegato dell'Università di Trieste, Michele Pipan, hanno evidenziato l'alleanza tra enti di ricerca che, in questi anni, ha favorito l'evoluzione della ricerca.
"Si tratta di una ricchezza straordinaria, se ricordiamo che l'OGS e l'Università di Udine nascono proprio da quell'esperienza: un'occasione tragica che questo territorio ha saputo trasformare in una stagione nuova, moderna e più competitiva. È stato pienamente interpretato quel decreto che parlava non solo di ricostruzione, ma anche di sviluppo" ha osservato Riccardi.
Richiamando una stagione in cui politica e istituzioni costruirono un modello di intervento, l'assessore - riferendosi sia all'evoluzione della sentenza sul caso Preone sia all'apertura di un fascicolo per disastro colposo e danneggiamento dopo la frana di Niscemi - ha posto, proprio alla presenza di alti vertici del mondo della ricerca - una riflessione sulla necessità di rivedere il profilo delle responsabilità, in un contesto caratterizzato da eventi estremi sempre più frequenti legati al cambiamento climatico.
"Se guardiamo alla sentenza di condanna del sindaco di Preone e del coordinatore dei volontari, e a quanto sta accadendo a Niscemi, mi pongo alcune domande: chi è chiamato a rispondere delle proprie responsabilità è oggi nelle condizioni di farlo, in un quadro di regole coerenti con eventi difficilmente governabili? Non si tratta di introdurre immunità, ma è necessario che il sistema Paese si interroghi sulla sostenibilità delle responsabilità, affinché siano collocate in un quadro di tutele adeguate per chi opera nelle istituzioni e nel volontariato".
Riccardi ha espresso preoccupazione per un quadro normativo "che rischia di non essere coerente con la complessità di fatti difficilmente governabili", sottolineando il pericolo che regole eccessivamente complesse o poco chiare finiscano per scoraggiare chi è chiamato ad assumersi responsabilità decisionali.
La mattinata è stata dedicata a una sessione scientifico-divulgativa, durante la quale i ricercatori e le ricercatrici dell'OGS hanno illustrato l'evoluzione delle conoscenze sulla sismicità del Friuli Venezia Giulia e il funzionamento delle attuali reti di monitoraggio in tempo reale. Nel corso dei decenni, infatti, la rete sismica regionale, nata dopo il 1976, si è evoluta integrando nuove tecnologie e diverse tipologie di sensori.
Nel pomeriggio spazio al dialogo diretto con il pubblico: i ricercatori del Centro di Ricerche Sismologiche dell'OGS hanno risposto alle domande più frequenti sui terremoti - dalle repliche sismiche alla microzonazione, dalla stabilità dei versanti al possibile rischio di maremoti - fino alla struttura profonda del Friuli e agli spostamenti delle placche tettoniche presenti nella regione. ARC/EP/al