03/26/2026 | News release | Distributed by Public on 03/26/2026 11:30
"Sono circa 165 le studentesse e gli studenti palestinesi che aspettano da mesi di potere venire in Italia a studiare ma che sono bloccati a Gaza perché non viene loro concesso il visto. Tra loro alcuni sono titolari di borse di studio e altri hanno fondi propri per potersi iscrivere alle università e mantenersi. Ma i canali per la loro evacuazione dalla Striscia sono inspiegabilmente chiusi e i visti bloccati da dicembre scorso. E' questa la denuncia che abbiamo raccolto oggi durante l'audizione nel Comitato diritti umani della Camera che presiedo, dai rappresentanti del Forum "Per cambiare l'ordine delle cose" che ci hanno presentato il rapporto "Yalla Study".
Studiare è un diritto umano che a Gaza è violato dall'inizio del genocidio: negli ultimi due anni, oltre il 90 per cento delle scuole, degli istituti scolastici e delle università è stato distrutto. Per queste studentesse e questi studenti, a cui gli atenei hanno riconosciuto tutti i requisiti per venire a studiare in Italia, è vitale accedere ai corsi invece di restare bloccati a Gaza per questioni burocratiche. E' necessario istituire un canale permanente per la richiesta di visto per motivi di studio, a prescindere che si tratti di titolari di borse o di persone con fondi propri per mantenersi, perché così prevede la legge. Al contempo è necessario garantire a studentesse e studenti il diritto al ricongiungimento familiare in tempi brevi, come loro promesso, senza dover scegliere tra studiare e rischiare di non poter vedere più i loro cari.
Infine, ma non meno importante, sarebbe estremamente utile se il carico economico dell'accoglienza di queste ragazze e ragazzi non venisse interamente lasciato sulle spalle delle università, ma che si usassero anche i fondi della cooperazione internazionale per sostenerlo.
Di tutto questo ci occuperemo con un atto parlamentare rivolto al ministro Tajani e alla ministra Bernini". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.