02/03/2026 | Press release | Distributed by Public on 02/03/2026 03:04
"Di fronte a quanto accaduto a Torino durante la manifestazione a difesa del centro sociale Askatasuna, è doveroso separare i fatti dalle strumentalizzazioni. In piazza c'erano decine di migliaia di persone - si parla di circa 50 mila - che hanno manifestato in modo pacifico, esercitando un diritto costituzionale. A macchiare quella giornata sono stati invece gli atti di violenza compiuti da un manipolo di delinquenti, del tutto estranei allo spirito e alle ragioni della manifestazione, che hanno vigliaccamente aggredito gli uomini e le donne delle forze dell'ordine". Lo dichiara Antonio Bochicchio, capogruppo di Avs-Psi-LBp in Consiglio regionale.
"A loro - aggiunge - va una solidarietà piena e senza ambiguità. Chi indossa una divisa per garantire la sicurezza di tutti non può diventare il bersaglio di violenze gratuite, tanto più quando è chiamato a gestire situazioni complesse con professionalità e sangue freddo. Difendere i poliziotti aggrediti non significa difendere ogni scelta politica o ogni assetto normativo: significa riconoscere che lo Stato di diritto si regge anche sulla tutela di chi lo serve ogni giorno, spesso in condizioni difficili. Ed è proprio qui che emerge l'ipocrisia di una certa destra, miope e selettiva. Una destra pronta a esprimere solidarietà a favore di telecamera, a invocare pene esemplari e a gridare all'emergenza ordine pubblico, ma che nei fatti non muove un dito quando si tratta di rafforzare davvero le forze dell'ordine. Gli organici restano insufficienti, gli stipendi inadeguati rispetto ai rischi e alle responsabilità, le condizioni di lavoro spesso precarie. La retorica securitaria non paga affitti, non copre turni massacranti, non protegge chi lavora sotto organico".
"Ancora più ambiguo - evidenzia Bochicchio - è l'atteggiamento di chi invoca lo Stato di diritto solo a geometria variabile. Si grida allo scandalo per le violenze di Torino - giustamente - ma si tace quando altrove episodi altrettanto gravi vedono uomini in divisa umiliati o cittadini innocenti perdere la vita per mano di apparati repressivi o milizie tollerate. Quando due carabinieri vengono costretti in ginocchio da un colono in Israele, o quando all'estero operazioni di polizia dell'immigrazione sono accusate di degenerare in abusi mortali, quel silenzio diventa assordante. Se la legalità è un valore, lo è sempre, non solo quando torna utile alla propaganda".
"Condannare i delinquenti che hanno aggredito la polizia a Torino è un dovere. Ma altrettanto doveroso è difendere la verità dei fatti, non criminalizzare masse pacifiche e pretendere coerenza da chi governa o aspira a farlo. Meno slogan e più scelte concrete: per la sicurezza, per i diritti, per la dignità di chi indossa una divisa e di chi scende in piazza senza violenza. Solo così - conclude - lo Stato di diritto smette di essere una parola vuota e torna a essere una pratica quotidiana".