01/30/2026 | News release | Distributed by Public on 01/30/2026 04:50
Ricerca, imprese e giovani: così Foggia costruisce un'infrastruttura nazionale della bioeconomia
Lo STAR*Facility Centre dell'Università di Foggia compie il salto di qualità: arriva un finanziamento della Regione Puglia di 6 milioni di euro. Francavilla: "Investimento importante per il territorio. I nostri giovani hanno bisogno di vedere che qui si possono fare grandi cose"
Nel panorama della ricerca applicata italiana sulla bioeconomia, una delle esperienze più strutturate e mature cresce nella provincia di Foggia. È lo STAR*Facility Centre dell'Università di Foggia, hub tecnologico del Dipartimento di Scienze Agrarie, degli Alimenti, delle Risorse Naturali e dell'Ingegneria, che in poco più di dieci anni è passato da progetto sperimentale finanziato dall'Unione Europea a Infrastruttura di Ricerca strategica riconosciuta a livello nazionale. Un percorso costruito passo dopo passo, che oggi trova una svolta decisiva con un finanziamento regionale da oltre sei milioni di euro, destinato a trasformare definitivamente il centro in un'infrastruttura di riferimento nazionale per la green e blue economy, la green chemistry e l'economia circolare.
La nascita del centro e la visione iniziale
Lo STAR*Facility Centre viene inaugurato nel marzo 2014 grazie ai fondi del Settimo Programma Quadro dell'Unione Europea, nell'ambito del progetto STAR AgroEnergy. Alla base c'è l'intuizione del prof Massimo Monteleone, che individua nella valorizzazione delle biomasse e nella bioenergia una leva concreta di sviluppo per il territorio. Fin dall'inizio, la Commissione europea pone una condizione chiara: l'infrastruttura non deve essere una "cattedrale nel deserto", ma un investimento capace di generare valore anche oltre la durata del progetto. "Questa struttura non doveva essere un investimento fine a se stesso, ma qualcosa che, una volta concluso il progetto europeo, fosse in grado di camminare con le proprie gambe", spiega Matteo Francavilla, responsabile scientifico del centro e professore associato di Chimica Organica dell'Università di Foggia.
Ricerca applicata e giovani competenze al centro
Negli anni, sotto la guida di Matteo Francavilla, lo STAR*Facility Centre evolve profondamente. Dalla produzione di bioenergia, la ricerca si orienta verso modelli più avanzati di bioraffineria, in grado di trasformare scarti organici, sottoprodotti ed effluenti in composti ad alto valore aggiunto, nuovi materiali ed biocombustibili, nel rispetto dei principi della chimica verde e dell'economia circolare. Oggi il centro, con sede nella zona industriale ASI di Foggia, presso il BLAB, è inserito nella Rete delle Infrastrutture di Ricerca del Programma Nazionale per la Ricerca 2021-2027 del Ministero dell'Università e della Ricerca e impiega dieci giovani ricercatori (post-doc, assegnisti, dottorandi e borsisti), alcuni dei quali provenienti dall'estero (Tayyaba e Imen). Le attività spaziano dalla valorizzazione delle biomasse terrestri e marine all'ideazione e realizzazione di processi di bioraffineria, fino allo sviluppo di bioprodotti innovativi e biocarburanti. "Un'azienda che investe su di noi lo fa perché crede in un ritorno concreto", sottolinea Francavilla. "Se viene qui è perché quel budget deve produrre risultati reali".
I grandi progetti di ricerca e la rete nazionale e internazionale
Il ruolo dello STAR*Facility Centre si consolida attraverso la partecipazione a numerosi progetti di ricerca di rilievo europeo, nazionale e regionale. Tra quelli europei figurano BIO-BASED, nell'ambito di Interreg Italia-Croazia 2021-2027, il progetto SeaWave finanziato dal Sustainable Blue Economy Partnership (SBEP) e il SeaPlate finanziato dal Partenariato Europeo FutureFoodS, il progetto B-Blue di Interreg Med, oltre a STAR AgroEnergy e alla partecipazione alla rete COST LIGNOVAL. A livello nazionale, il centro è coinvolto nei Centri Nazionali AGRITECH e NBFC del PNRR e in progetti PON Ricerca e Competitività come PERCIVAL, mentre sul piano regionale ha operato attraverso iniziative quali Mol.Mul.Sos, RAMBIO e MADLENA. A queste esperienze si affianca l'attività più recente legata al progetto BIOMAGIC-HTL, sviluppato nell'ambito dello SPOKE 3 del Partenariato Esteso NEST-PNRR, dedicato alla produzione di biocarburanti e bioprodotti di nuova generazione a partire da microalghe. "La missione dello STAR*Facility Centre è promuovere l'innovazione sostenibile nella bioeconomia", spiega Francavilla. "Attraverso un approccio di bioraffineria trasformiamo scarti e sottoprodotti in risorse, recuperando nutrienti e generando composti ad elevato valore aggiunto".
Il rapporto con le imprese e l'impatto sul territorio
La collaborazione con le imprese del territorio è uno dei pilastri su cui si fonda l'attività dello STAR*Facility Centre. Un rapporto costruito su basi concrete, lontano da logiche di mecenatismo, e orientato a "supportare i processi di sviluppo e innovazione di impresa". "Un'azienda che viene qui a investire su di noi lo fa perché ci crede davvero", spiega Francavilla. "Se viene qui è perché quel budget deve tornare in piedi, deve produrre risultati". Un esempio emblematico è la collaborazione pluriennale con Agripower S.p.A. (Gruppo A2A), gestore della centrale a biomasse di Sant'Agata di Puglia . Dopo una lunga fase di test e confronti con altri laboratori nazionali ed internazionali, l'azienda ha scelto di stipulare un accordo di ricerca e servizio, oggi rinnovato di tre anni in tre anni, a conferma della fiducia costruita nel tempo. Un altro partner strategico è l'imprenditore Marcello Salvatori con la sua azienda Sistemi Energetici S.p.A., con cui il centro ha sviluppato progetti sulla purificazione del biogas tramite biochar e, più recentemente, un dottorato di ricerca sulla conversione delle plastiche in idrogeno e metano attraverso pirolisi assistita da microonde. Il centro collabora inoltre con la Bel Agri S.r.l., un'azienda di digestione anaerobica che finanzia un dottorato sulla valorizzazione del digestato e con l'OP Fimagri, nell'ambito di un contratto di filiera che porterà alla realizzazione di un impianto pilota per la valorizzazione dei sottoprodotti del carciofo attraverso l'estrazione assistita con microonde di fenoli ed inulina. Accanto alle imprese consolidate, lo STAR*Facility Centre ha anche incubato startup innovative come Arabat, riconosciuta nel 2022 tra le più innovative a livello nazionale per il recupero di metalli "preziosi" da batterie, e sta collaborando con la startup BeadRoots, che ha cofinanziato un dottorato per lo sviluppo di nuovi sistemi polimerici da biomasse algali per l'agricoltura.
Il finanziamento regionale e il salto verso l'infrastruttura di ricerca nazionale
Il punto di svolta arriva con l'ultimo finanziamento della Regione Puglia, nell'ambito del Programma FESR-FSE+ 2021-2027, che destina allo STAR*Facility Centre oltre 6 milioni di euro per il progetto STAR Next, dedicato al potenziamento strategico e all'avanzamento tecnologico dell'infrastruttura. L'investimento complessivo supera i 6,8 milioni di euro e consentirà l'acquisizione di grandi strumentazioni scientifiche di ultima generazione, l'ampliamento degli spazi con circa 500 metri quadrati aggiuntivi tra laboratori e uffici e il rafforzamento dei servizi di ricerca e trasferimento tecnologico per imprese, startup e comunità scientifica. "L'obiettivo adesso è diventare una Infrastruttura di riferimento nazionale, proiettata sempre di più verso l'Europa, per tutte queste attività", afferma Francavilla. "I nostri giovani hanno bisogno di vedere che le cose si possono fare", conclude. "Non basta dirlo: bisogna dimostrarlo, costruendo qui opportunità reali, durature e credibili".