05/05/2026 | Press release | Distributed by Public on 05/05/2026 04:19
05 maggio 2026
(AVN) - Venezia, 5 maggio 2026
"Chi c'era, ancora oggi racconta di una scossa violenta e inattesa che fece tremare la terra e gli animi, portando distruzione e morte. Ma alla storia è affidata anche una pagina di dignità indimenticabile, quella scritta dal Friuli, terra del Nordest, che si è rimboccato le maniche tra le macerie ancora fresche e, anticipando i soccorsi e la solidarietà generale, ha dimostrato la forza di un'identità più potente della tragedia nel voler subito ricostruire e riaffrontare il futuro grazie ai propri mezzi. Come cinquant'anni fa, oggi noi Veneti siamo al fianco dei Friulani nel ricordo delle vittime e nell'esprimere ammirazione per l'esempio dato in quella calamità".
Sono le parole del presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, nel cinquantesimo anniversario del terremoto che sconvolse il Friuli, la sera del 6 maggio 1976.
"In questa ricorrenza, come Veneti ci sentiamo uniti ai Friulani non solo come popoli fratelli e confinanti - prosegue Stefani - ma anche nell'onorare vittime che oggi appartengono alla memoria comune delle nostre regioni. Tra gli oltre 900 morti causati dal sisma, infatti, si contarono anche veneti. Penso, ad esempio, agli 11 alpini, tutti trevigiani, tra i 29 caduti della Brigata Julia sotto le macerie; prestavano servizio di leva e trovarono la morte. A loro rivolgo un pensiero e ai loro familiari rinnovo un sentimento di vicinanza e solidarietà".
"Dopo mezzo secolo, il Friuli completamente risorto è storicamente un modello - conclude Stefani -. Dalle difficoltà seguite al terremoto e dalla necessità di coordinare le forze istituzionali con i soccorsi spontanei è nata successivamente la Protezione Civile, un servizio che oggi grazie ai professionisti e alle migliaia di volontari è un fiore all'occhiello del nostro Paese. La forza espressa dai friulani è diventata un esempio realizzato con il concorso di tutta la comunità nazionale".
(PRESIDENTE)