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07/01/2026 | Press release | Distributed by Public on 07/01/2026 00:22

Hormuz e prezzi dell’energia: in Italia l’impatto maggiore nella Ue, QE-Quotidiano Energia

Hormuz e prezzi dell'energia: in Italia l'impatto maggiore nella Ue
A giugno segnale di stabilizzazione. Affrontata una nuova crisi energetica senza aver riassorbito gli effetti di quella del 2022

La crisi di Hormuz ha provocato un forte rialzo delle quotazioni dei beni energetici, trasferitosi rapidamente sui prezzi al consumo, con un impatto sulle bollette in Italia più intenso che nel resto dell'Unione europea. Nelle ultime settimane il prezzo del petrolio è però tornato a scendere, mentre quello del gas continua a mostrare una maggiore rigidità per effetto delle tensioni sul mercato del GNL e dei persistenti rischi geopolitici. Ne deriva un rientro più rapido dei prezzi dei carburanti rispetto a quelli del gas e dell'energia elettrica, con un prolungamento degli effetti negativi su famiglie e competitività delle imprese. Si auspica che, con la normalizzazione del commercio di energia attraverso lo stretto di Hormuz, tali effetti siano transitori e non si mantengano nel lungo periodo, come avvenuto con la precedente crisi energetica del 2022.

Nel corso dei quattro mesi trascorsi dall'inizio della crisi nel Golfo il prezzo medio del gas (IG Index GME al 30 giugno) è del 37% superiore alla media di febbraio, mentre il prezzo all'ingrosso dell'elettricità (PUN, sempre la media al 30 giugno) supera del 12,5% i livelli precrisi. L'analisi dei dati della rilevazione del 29 giugno del prezzo settimanale dei carburanti pubblicata stamane dal Mase evidenzia che in Italia il prezzo del gasolio auto alla pompa nella media delle diciassette settimane di crisi supera del 18,4% la media di febbraio, mentre il prezzo industriale, al netto delle tasse, è del 53,5% superiore ai livelli pre crisi.

A giugno il prezzo del gas è stazionario (+0,6%) rispetto alla media di maggio, mentre le quotazioni dell'elettricità all'ingrosso salgono dell'11,0%. Il prezzo medio del gasolio al netto delle tasse nelle rilevazioni settimanali di giugno scende del 14,1% rispetto alla media di maggio. Il percorso di rientro dello shock non è ancora completato: al 29 giugno il costo industriale del gasolio rimane del 29,0% superiore alla media di febbraio.

Il punto sull'inflazione energetica - Sulla base dell'evoluzione degli indici dei prezzi delle commodities, è utile fare il punto sugli andamenti dei prezzi al consumo, che evidenzia una pressione sulle bollette di elettricità e gas, che in Italia risulta la più elevata in Europa. A maggio 2026 l'indice dei prezzi al consumo dell'energia sale del 12,0% su base annua in Italia a fronte del +10,7% dell'Ue a 27, con un aumento dei carburanti del 16,9%, inferiore al +20,7% della media Ue, e dell'energia elettrica e gas del 7,9%, in questo caso risultando un tasso triplo rispetto al benchmark europeo. I dati preliminari pubblicati stamane dall'Istat indicano che a giugno l'inflazione energetica sale al +12,7%, pur con un segnale di contenimento nell'ultimo mese (-0,2% rispetto a maggio), mentre si stabilizzano (+0,1% m/m) i prezzi di elettricità e gas.

Nuove crisi energetica senza aver riassorbito effetti di quella del 2022 - L'economia italiana affronta una nuova crisi energetica senza aver assorbito gli effetti della crisi del 2022. Infatti, i prezzi di elettricità e gas a febbraio 2026 (media ultimi dodici mesi) rimangono del 43,5% superiori alla media del 2021, precedente allo scoppio della crisi energetica, presentando una alta vischiosità dato che il prezzo all'import di petrolio e gas e quello all'ingrosso dell'elettricità sono inferiori ai livelli dei 2021, rispettivamente, del 9,1% e del 10,5%.

Il caro bollette nei primi tre mesi della crisi di Hormuz - Infatti, nei primi tre mesi della crisi di Hormuz i prezzi retail di elettricità e gas in Unione europea sono stabili (+0,3% tra febbraio e maggio) mentre in Italia nel periodo in esame sono saliti del 7,8%, la crescita più elevata tra tutti i 27 paesi dell'Unione europea, superiore al +5,2% della Francia, mentre i prezzi scendono in Germania (-0,5%) e, in modo più marcato, in Spagna (-11,8%). La Spagna, lo ricordiamo, secondo l'ultimo monitoraggio di Bruegel del 16 giugno, è il paese Ue che ha realizzato interventi per contrastare il caro energia per 4,8 miliardi di euro, il 40,3% del totale di 11,8 miliardi di euro dell'Unione europea.

Sembrerebbe ripetersi, seppur con un inferiore ordine di grandezza, l'asimmetria dello shock energetico del 2022, nel quale a novembre di quell'anno i prezzi al consumo di elettricità e del gas in Italia salivano del 130,1% su base annua, più del doppio del +50,9% della media dell'Eurozona.

A livello territoriale, l'analisi dei dati Istat evidenzia che tra maggio e febbraio 2026 si registra una crescita a doppia cifra dei prezzi di elettricità e gas per Trentino-Alto Adige con +12,8%, Veneto con 12,2% e Friuli-Venezia Giulia con 11,6%. Aumenti superiori alla media per Toscana con 8,9%, Marche con 8,6% e Lombardia con 8,1%. All'opposto, si osserva una minore spinta dei prezzi di elettricità e gas in alcune regioni del Mezzogiorno: Sardegna Basilicata e Campania con aumento del 6,1%, Calabria con 5,7% e Sicilia, dove la crescita si ferma al +4,8%.

Rubrica Imprese ed energia su QE-Quotidiano Energia del 30 giugno 2026

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