06/11/2026 | Press release | Archived content
Innovazione tecnologica, pianificazione territoriale, gestione delle emergenze in un'ottica di salvaguardia delle risorse, adattamento ai cambiamenti climatici: il futuro ci sbatte in faccia e la professione dei dottori agronomi e dottori forestali è quella che offre alcune delle più interessanti prospettive occupazionali per i laureati.
Non un semplice appuntamento istituzionale, ma un passaggio strategico per il futuro della professione. È il Salone del Parlamento del Castello di Udine a ospitare l'Assemblea dei Presidenti degli Ordini dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali.
L'Assemblea dei Presidenti rappresenta un momento di confronto diretto tra gli Ordini territoriali e il CONAF, con l'obiettivo di rafforzare il coordinamento del sistema ordinistico e costruire una visione condivisa della professione, capace di trasformare le istanze dei territori in indirizzi strategici a livello nazionale.
"Siamo lieti di ospitare 80 presidenti e delegati, dottori agronomi e dottori forestali, provenienti da tutta Italia nell'anno del 50° anniversario del terremoto. Anche a livello regionale, l'Ordine è in una fase di profondo rinnovamento, ma le prospettive sono decisamente incoraggianti: gli iscritti sono aumentati e la componente degli under 35 si è consolidata, anch'essa in crescita. Anche per la componente femminile i dati sono molto positivi: le colleghe rappresentano oltre il 20% degli iscritti, mentre 10 anni fa si fermavano al 15%.
I cambiamenti sono costanti, il che ci fa sperare che - nel prossimo futuro - si possa raggiungere una sostanziale parità di genere nelle professioni connesse al sistema agroalimentare."
"L'intervento di Massimiliano Cattozzi, Head of responsabile della Direzione Agribusiness di Banca Intesa Sanpaolo, alla nostra assemblea evidenzia la trasformazione della professione e delle nuove opportunità che si stanno aprendo con il mondo bancario esiste da tempo una fitta interlocuzione per la gestione del rischio d'impresa collegato ai cambiamenti climatici e al rispetto dei criteri di sostenibilità ambientale ed economica.
Questo è solo un esempio che fa capire come il sistema delle professioni agrarie e forestali è molto più ampio, differenziato e dinamico di quanto non restituiscano le rappresentazioni tradizionali. Le professioni agrarie e forestali non possono più essere considerate solo come sbocco specialistico di settore, ma devono diventare leva di interesse generale, in quanto sono - e lo saranno sempre più - professioni già immerse nei processi di trasformazione che segneranno il prossimo futuro del Paese e dell'Unione europea."
GIOVANI, PREPARATI E OCCUPATI
Poche settimane fa è stata presentata l'indagine "Una professione dai molti percorsi", uno studiosulle caratteristiche della categoria e sulle prospettive professionali dei laureati in agraria, in scienze forestali e delle facoltà affini, fino al mondo delle professioni.
I dati dell'ordine in regione sono coerenti con la fotografia nazionale, in cui la componente femminile è in aumento, sia a livello ordinistico che tra le iscritte ai corsi universitari e altrettanto si può dire della componente giovanile nella fascia under 35, che oggi supera il 14% degli iscritti all'Ordine nazionale, in crescita rispetto al 2016.
UNA PROFESSIONE, MOLTI PERCORSI
I futuri laureati scelgono percorsi di studio interdisciplinari che forniscono competenze solide e soddisfacenti, preparandoli ad affrontare un tracciato professionale che sarà ibrido, mutevole, flessibile.
Una forte motivazione valoriale guida la scelta del corso di laurea e della professione, spinti precipuamente dalla passione per la natura e per l'ambiente, dalla consapevolezza dell'importanza della produzione di alimenti e dall'interesse per la sostenibilità ambientale, per la mitigazione del cambiamento climatico e per lo sviluppo sostenibile.
Dal punto di vista occupazionale, i giovani trovano rapidamente lavoro, lo mantengono con continuità e da esso ottengono una buona remunerazione, il che sottolinea come la richiesta delle competenze dei dottori agronomi e dei dottori forestali sia decisamente ampia rispetto all'offerta.
"L'indagine registra un dato eclatante, in un periodo economicamente instabile e in un Paese che segna spesso il passo negli indici occupazionali: oltre il 90% degli intervistati è occupato. A questo risultato - estremamente positivo - si associa il fatto che il 60% dei rispondenti trova occupazione entro sei mesi dal conseguimento del titolo di laurea e che questa occupazione è stabile nel tempo: il 70% dei dipendenti e l'80% dei liberi professionisti intervistati dichiara di svolgere lo stesso lavoro da oltre cinque anni.
Inoltre, nel periodo 2015-2023, arco temporale comprendente il biennio di Covid, è stato registrato un aumento del reddito del 24,5%.
E, anche se è un dato spesso trascurato nelle rilevazioni quantitative, fa piacere leggere la soddisfazione dello svolgere la professione: il 70,0% tra i liberi professionisti, il 64,9% tra i dipendenti e il 67,7% tra chi combina lavoro dipendente e attività libero-professionale attribuiscono un punteggio pari a 4,5 su una scala di soddisfazione da 1 a 5."
"Nel cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli, il tema della prevenzione assume un significato particolare. Oggi le emergenze climatiche richiedono competenze capaci di integrare ambiente, territorio e sicurezza. I dottori agronomi e i dottori forestali sono chiamati a contribuire alla gestione dei rischi e alla progettazione di città e territori più sicuri, vivibili e sostenibili"
Monica Cairoli, Consigliera nazionale CONAF